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	<title>Il Gambero Rotto &#187; Enogastronomica</title>
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	<description>Voglio il pane, le rose, ed anche il foie gras.</description>
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		<title>Gostner Schwaige, Seiser&#160;Alm&#160;(Alpe&#160;di&#160;Siusi)</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 10:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Gambero Rotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enogastronomica]]></category>
		<category><![CDATA[Alto Adige]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>N<span class="smallcaps">on ho certo</span> la pretesa di essere io a rivelare al mondo le qualit&#224; di <a rel="external" href="http://www.godio.net/it/preistraeger_franz_m/">Franz Mulser, gi&#224; <em>Premio Godio</em> 2006</a>, n&#233; tantomeno l&#8217;esistenza del suo piccolo regno, la malga <em>Gostner Schwaige</em>. Se ne sono gi&#224; abbondantemente occupate stampa locale e nazionale (a cominciare dal mio quasi omonimo), tanto che stupisce che il nostro non sembri affatto essersi montato la testa. A dirla tutta avrei preferito che il &#8220;segreto&#8221; rimanesse meglio conservato, ma il danno &#232; fatto: che sull&#8217;Alpe di Siusi si mangi bene &#232; ormai di pubblico dominio, e non sar&#224; certo a questo oscuro <em>blog</em> che potrete dare la colpa, doveste incappare in frotte di turisti schiamazzanti. Stiamo infatti parlando di un posto pi&#249; unico che raro: una malga (<em>Schwaige</em>) a 1930 metri di quota, semplice e graziosa, la cui minuscola cucina sforna manicaretti che non sfigurerebbero in ben altri&nbsp;contesti.</p>
<p>Non posso non parlarne perch&#233; raramente mi &#232; capitato di avvertire una mano tanto personale e felice, una creativit&#224; cos&#236; spiccata ed al tempo stesso tanto solidamente legata al territorio. &#200; inoltre una buona occasione per ricordare l&#8217;ultima, piacevolissima&nbsp;colazione.</p>
<p><span id="more-72"></span></p>
<div class="imagecontainer"><img src="http://gamberorotto.com/uploads/simpsons-gostner-schwaige.jpg" width="530" height="327" alt="La Gostner Schwaige" />
<div>Cartolina dalla <em>Gostner Schwaige</em></div>
</div>
<h3>Una recente colazione alla <em>Gostner&nbsp;Schwaige</em></h3>
<p>Come al solito non ricordo esattamente il nome esatto con cui i piatti comparivano in carta. Ricostruisco quanto pi&#249; fedelmente possibile, dovendo &#8211;&nbsp;ahim&#232;&nbsp;&#8211; far affidamento sull&#8217;unico mio neurone superstite. Va da s&#233; che sono disponibile a correzioni ed&nbsp;integrazioni.</p>
<ol class="roman">
<li>
<h4><em>Speckbrettl</em></h4>
<p>Bando ai voli pindarici: il classico tagliere misto di <em>Speck</em>, <em>Kaminwurzen</em> e <a href="http://gamberorotto.com/enogastronomica/il-graukaese/" title="Il Grauk&#228;se, o formaggio grigio"><em>Gra&#252;k&#228;se</em></a>, giusto per stuzzicare un po&#8217; l&#8217;appetito. Il tutto &#232; per&#242; decisamente buono, e non &#232; affatto cosa da dar per&nbsp;scontata.</p>
</li>
<li>
<h4>Insalata mista alle erbe&nbsp;dell&#8217;Alpe</h4>
<p>Non &#232; mia abitudine segnalare piatti d&#8217;insalata mista. Quella che servono alla <em>Gostner Schwaige</em> (come si pu&#242; vedere dall&#8217;immagine che introduce il <em>post</em>) &#232; per&#242; pi&#249; simile ad un mazzo di fiori di campo che non a certe scontatissime insalatine e misticanze che affliggono deschi ben pi&#249; blasonati (ed esosi). Fiori ed erbe di cui nemmeno supponevo l&#8217;uso alimentare; sapori ed aromi semplici e sorprendenti. Gi&#224; si intuisce il tocco: inventiva, cura e nessuna&nbsp;prosopopea.</p>
</li>
<li>
<h4><em>Spinatnocken</em></h4>
<div class="imagecontainer"><img src="http://gamberorotto.com/uploads/spinatnocken.jpg" width="265" height="164" alt="Spinatnocken" /></div>
<p>Nulla di nuovo sotto il sole: gnocchi (canederli) di spinaci e formaggio, serviti con burro fuso. Ve li servono in ogni locale da Salorno al Brennero. Ma il buon Franz li fa bene, senza se e ma. Con dei pomodorini caramellati ed i soliti fiorellini ed erbette (senz&#8217;ombra di critica: profumano, ravvivano e son pure belli da&nbsp;vedere).</p>
</li>
<li>
<h4>Ravioloni di porchetta (<em>Spanferkelravioli</em>) <br />con rago&#251;t di&nbsp;finferli</h4>
<p>Qui la memoria mi tradisce (la mia ultima visita risale a ben pi&#249; di un mese e mezzo fa): era di grano saraceno la pasta dei ravioloni? Buoni, anche se forse in assoluto il piatto meno riuscito della colazione: non era ancora stagione di finferli, e quelli usati non potevano non essere quelli (poco saporiti) dell&#8217;Est europeo. Mai forzare la mano alla stagione, ma questo vale tanto per chi propone quanto per chi ordina, per cui 1-1 e palla al&nbsp;centro.</p>
</li>
<li>
<h4><em>Cosciotto di agnello da latte in salsa di vino <br />con verdure e patate alle&nbsp;erbe</em></h4>
<p>Cottura perfetta, carne tenerissima, ottimo equilibrio tra gli aromi del cosciotto e del non banale contorno. Non avrei avuto nulla da eccepire nemmeno se me l&#8217;avessero servito in uno <em>stellato</em>. Unico inconveniente: gli agnellini che pascolano in bel recinto non lontano da voi proveranno a farvi sentire terribilmente in colpa. Siate granitici ed&nbsp;ignorateli.</p>
</li>
<li>
<h4><em>Schm&#229;rrn</em></h4>
<p>Semplicemente i migliori <em>Schmarren</em> (a breve la ricetta) che vi possano capitare. Serviti nella loro padella di ferro, appena caramellati con un tocco di cannella, teneri e croccanti. Marmellata fatta in casa. Sfido chiunque a farli meglio di quel satanasso col cappello di&nbsp;feltro.</p>
</li>
<li>
<h4><em>Marillenstrudel</em> (<em>Strudel</em> di&nbsp;albicocche)</h4>
<p>Conoscete solo lo <em>Strudel</em> di mele? Vi siete persi quello alle albicocche, e qui siete nel posto giusto per farne gradita&nbsp;conoscenza.</p>
</li>
</ol>
<p>&#200; disponibile anche una non vasta (sarebbe del resto insensato pretendere il contrario, visto che si sta pur sempre parlando di una piccola baita di montagna) ma interessante carta dei vini, dagli equi&nbsp;ricarichi. </p>
<p>La mia compagna di merende ed io abbiamo per&#242; preferito innaffiare il tutto con birra <em>Forst</em> ed un correttissimo <em>Magdalener</em> (Rottensteiner?), il vino a nostro avviso pi&#249; adatto al sole dei quasi duemila metri di altitudine della <em>Gostner Schwaige</em>. Buone le grappe, quelle &#8220;chimiche&#8221; qui non sono di&nbsp;casa.</p>
<p>Il conto? Esemplare. Meno di una settantina di euro (in due), tutto compreso. Leggermente pi&#249; alto della media delle altre malghe, ma volete mettere? Qui &#232; davvero un&#8217;altra&nbsp;cosa.</p>
<h3>Note</h3>
<p>La <em>Gostner Schwaige</em> dista appena un quarto d&#8217;ora a piedi dalla fermata del bus in localit&#224; Kompatsch (Compaccio). Ci si muove lungo la strada verso Saltria per piegare a destra in direzione dello storico albergo Steger-Dellai, oltrepassato il quale fa ben presto capolino la nostra meta. Una passeggiata affrontabile anche coi tacchi a spillo, per le gentili signore che ritenessero di non dovervi rinunciare nemmeno&nbsp;sull&#8217;Alpe.</p>
<p>A colazione &#8211;&nbsp;tempo permettendo&nbsp;&#8211; si mangia all&#8217;aperto, sperando di trovar posto su uno della decina di tavoloni in legno. Non si accettano prenotazioni. La sera, visto il fresco dell&#8217;altitudine, si cena nella piccola <em>Stube</em>, e la prenotazione diventa&nbsp;obbligatoria.</p>
<address>
<strong><em>Gostner Schwaige</em></strong><br />
Localit&#224; Alpe di Siusi / <em>Seiser Alm</em><br />
39040 Castelrotto / <em>Kastelruth</em> - BZ<br />
</address>
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		<title>Il Grauk&#228;se, povero e&#160;saporito</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Aug 2007 05:28:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Gambero Rotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enogastronomica]]></category>
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		<description><![CDATA[Sto diventando davvero pigro. Sar&#224; l&#8217;estate, ma l&#8217;ispirazione ai fornelli &#232; scesa ai minimi storici. Non che per questo mi sia messo a riscaldare obbrobriosi Quattro salti in padella alla morosa, mia cavia prediletta: ne approfitto piuttosto per dare sfogo ad alcune passioncelle gastronomiche, poco impegnative da preparare, ma ugualmente di&#160;soddisfazione.
Tra queste, una menzione d&#8217;onore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>S<span class="smallcaps">to diventando</span> davvero pigro. Sar&#224; l&#8217;estate, ma l&#8217;ispirazione ai fornelli &#232; scesa ai minimi storici. Non che per questo mi sia messo a riscaldare obbrobriosi <em>Quattro salti in padella</em> alla morosa, mia cavia prediletta: ne approfitto piuttosto per dare sfogo ad alcune passioncelle gastronomiche, poco impegnative da preparare, ma ugualmente di&nbsp;soddisfazione.</p>
<p>Tra queste, una menzione d&#8217;onore va senz&#8217;altro riservata al <em>Grauk&#228;se</em>, il formaggio grigio tipico della Pusteria (<em>Pustertal</em>) e delle valli limitrofe, di cui m&#8217;intrigano schiettezza di sapore e carattere veracemente&nbsp;contadino.</p>
<p><span id="more-77"></span></p>
<p>Il <em>Grauk&#228;se</em> &#232; forse il pi&#249; povero dei formaggi, scoperto per caso in tempi in cui non si buttava via nulla: viene prodotto lasciando semplicemente inacidire del latte vaccino magro, senza far uso di caglio. Ne deriva una massa granulosa, da pressare in pani, in cui tendono a svilupparsi muffe grigiastre, dalle quali prende il nome. Prima o poi qualcuno prover&#224;  a rifilarvi la storiella dei vermi usati per produrlo: diffidate di queste persone e dei loro scopi oscuri. Nella migliore delle ipotesi sono dei baggiani che se la sono a loro volta&nbsp;bevuta.</p>
<p>Amarognolo al gusto e dall&#8217;aroma tanto intenso da spaventare i pi&#249; schizzinosi, risulta un po&#8217;secco al palato, ragion per cui &#232; prassi condirlo con olio (facoltativo) ed aceto (qui non si transige, la tradizione &#232; ferrea).  Erbe aromatiche a piacere, <em>idem</em> per sale e pepe. Da scomunica immediata il mangiarlo senza&nbsp;cipolla. </p>
<p>Cos&#236; condito, il <em>Grauk&#228;se</em> gradisce, pur senza esigerlo, un riposino per macerare ben bene, dopodich&#233; &#232; pronto per essere assaporato con un buon bicchiere di <em>Magdalener</em> o <em>Lagrein Dunkel</em>, malgrado l&#8217;aceto ed in barba ai talebani del vino. Al limite dell&#8217;erotico l&#8217;abbinamento con il &#8220;Puschtra Breatl&#8221;, la tipica pagnotta di segale pusterese. Si pu&#242; tranquillamente ripiegare su del buon <em>Sch&#252;ttelbrot</em>, dovendo per&#242; rinunciare ad una sacrosanta <em>scarpetta</em>.</p>
<p>Perfetto a merenda o come <em>tapa</em>, si presta inoltre in maniera eccellente a dare carattere ed aroma a molte preparazioni della cucina sudtirolese. Sar&#224;  mia premura far seguire la mia ricetta dei <em>Graukas-Presskn&#246;del</em>, canederli pressati al formaggio&nbsp;grigio.</p>
<p>Giusto una semplicissima regola per acquistarlo senza farsi rifilare un insapore prodotto semiindustriale: il <em>Grauk&#228;se</em> &#232; tanto pi&#249; buono quanto meno invitante &#232; il suo aspetto e pi&#249; penetrante &#232; il suo odore. Sintetizzando: ha da&nbsp;puzza&#8217;&#8230;</p>
<h3><em>Mahlzeit!</em>&nbsp;* </h3>
<div class="footnote">
<p class="small right">* Buon&nbsp;appetito!</p>
</div>
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