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	<title>Il Gambero Rotto &#187; Ricette</title>
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	<description>Voglio il pane, le rose, ed anche il foie gras.</description>
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		<title>Filetto di manzo cotto sul sale&#160;grosso</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 13:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Gambero Rotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Una tecnica di cottura, pi&#249; che una ricetta, scovata nel sempre prezioso Cuochi si diventa 2 di Allan Bay, giornalista e &#8220;lettore goloso&#8221;. Geniale per semplicit&#224;, rapidit&#224; e bont&#224; del risultato, davvero a prova di imbranato. Un solo ingrediente: degli ottimi filetti di manzo o vitello (i migliori che riuscite a trovare e permettervi), tagliati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>U<span class="smallcaps">na tecnica</span> di cottura, pi&#249; che una ricetta, scovata nel sempre prezioso <a rel="external" title="Scheda del libro &ldquo;Cuochi si diventa 2&rdquo; di Allan Bay, Feltrinelli Editore" href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5000293"><em>Cuochi si diventa</em> 2</a> di Allan Bay, giornalista e <a rel="external" href="http://www.ponteallegrazie.it/scheda-autore.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&#038;idautore=3665" title="Scheda dei libri curati da Allan Bay per Ponte Alle Grazie">&ldquo;lettore goloso&rdquo;</a>. Geniale per semplicit&#224;, rapidit&#224; e bont&#224; del risultato, davvero a prova di imbranato. Un solo ingrediente: degli ottimi filetti di manzo o vitello (i migliori che riuscite a trovare e permettervi), tagliati a fette di almeno un paio di centimetri di&nbsp;spessore.</p>
<p><span id="more-168"></span></p>
<p>Rapidissimamente: ricoprite il fondo di una padella antiaderente con un abbondante strato di sale grosso e scaldate a fuoco vivo. Quando sentirete il sale scoppiettare, adagiatevi i filetti e lasciateveli cuocere a fuoco vivace, senza bucarli. Quanto? Due minuti scarsi per parte se &ndash;&nbsp;come me&nbsp;&ndash; vantate ascendenze transilvane, tre, tre e mezzo per una cottura blu o al sangue; i pi&#249; malfidenti hanno facolt&#224; di avvalersi dell&#8217;apposito&nbsp;termometro.</p>
<p>Il letto di sale non far&#224; attaccare i filetti alla padella, rendendo cos&#236; inutile ogni aggiunta di grassi che appesantiscano la preparazione e coprano il vero sapore della carne, l&#8217;assoluto protagonista di questa tecnica di cottura. Che fare, per&#242;, se il filetto dovesse risultare troppo salato? Domanda oziosa; non&nbsp;succeder&#224;.</p>
<p>Non resta ora che ripulire la carne dal sale che vi fosse rimasto attaccato e servirla, cos&#236; com&#8217;&#232;: ogni commensale provveder&#224; a condirla a suo piacimento con un filo di olio a crudo (buono, si intende) o di aceto balsamico (<em>idem</em>).</p>
<h3>Da bere? Vai col Collio! <em>Rivarossa</em> 2005 &ndash;&nbsp;Schiopetto</h3>
<p>Colgo l&#8217;occasione, visto che si sposa benissimo con un filetto preparato in questa maniera, per citare un vino che mi ha davvero colpito, scoperto durante l&#8217;ultima edizione di <a rel="external" href="http://www.mtvfriulivg.it/index.php?pag=eve&#038;l=ita&#038;f=int&#038;id=78"><em>Cantine aperte in Friuli</em></a>. Gran bella manifestazione, pur se parzialmente guastata dall&#8217;indisponenza e dall&#8217;esagerato &ldquo;tirarsela&rdquo; &ndash;&nbsp;pi&#249; da <em>club</em> di Corso Como che da azienda vitivinicola&nbsp;&ndash; di certe primedonne dell&#8217;enologia&nbsp;friulana.</p>
<div class="imageleft" style="margin: 0.5em 1em 0pt 0pt; float: left;"><img src="http://gamberorotto.com/wp-content/themes/gamberorotto/images/image.php?image=enogastronomica%2Fvini%2Frivarossa-schiopetto.gif" alt="Rivarossa, Azienda Agricola Mario Schiopetto" style="margin: 0pt;"/></div>
<p>Non &#232; il caso dell&#8217;<a rel="external" href="http://www.schiopetto.it/">Azienda Agricola Mario Schiopetto</a> di Capriva del Friuli (<abbr title="Gorizia">GO</abbr>), produttrice di rinomati bianchi come il <em>Blanc de Rosis</em> ed il <em>Mario Schiopetto</em>, da cui proviene anche quest&#8217;ottimo <strong><em>Rivarossa</em> 2005</strong>, uvaggio di <em>Merlot</em> (30%), <em>Cabernet Sauvignon</em> (35%) e <em>Cabernet Franc</em> (35%).<br />
Saltando a pi&#232; pari la consueta tiritera sul rosso rubino, sui piccoli frutti e sul cioccolato, del <em>Rivarossa</em> colpiscono facilit&#224; e piacevolezza di beva, in barba al contenuto alcolico (14&deg;) ed alla ben presente tannicit&#224;, ed il pi&#249; che corretto rapporto qualit&#224; prezzo. Da <em>Tre bicchieri</em> (pi&#249; <em>Oscar</em>) del <em>Gambero Rotto</em>, se la cosa non suonasse in qualche modo&nbsp;offensiva&#8230;</p>
<div class="clearfix"></div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Due primi con una fava (e coi&#160;pistacchi)</title>
		<link>http://gamberorotto.com/ricette/pasta-e-crema-con-fave-e-pistacchi/</link>
		<comments>http://gamberorotto.com/ricette/pasta-e-crema-con-fave-e-pistacchi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 11:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Gambero Rotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[legumi]]></category>
		<category><![CDATA[pasta]]></category>
		<category><![CDATA[primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Conclusa &#8211;&#160;almeno per quanto mi riguarda&#160;&#8211; la serie di post elettorali, &#232; ora che torni ad occuparmi di cucina, ambito decisamente pi&#249; ricco di soddisfazioni. In debito di carboidrati, proteine ed alcole etilico per la schiacciante vittoria di Alemanno alle Comunali di Roma, mi son deciso a cucinare una pasta con le fave, incontrando per&#242; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C<span class="smallcaps">onclusa</span> &ndash;&nbsp;almeno per quanto mi riguarda&nbsp;&ndash; <a href="http://gamberorotto.com/tag/elezioni-2008/">la serie di <em>post</em> elettorali</a>, &#232; ora che torni ad occuparmi di cucina, ambito decisamente pi&#249; ricco di soddisfazioni. In debito di carboidrati, proteine ed alcole etilico per la schiacciante vittoria di Alemanno alle Comunali di Roma, mi son deciso a cucinare una pasta con le fave, incontrando per&#242; la viva resistenza della mia dolce met&#224;, ai piaceri del carboidrato di me assai meno incline (specialmente se di&nbsp;sera).</p>
<p>Che fare? Ho salomonicamente preparato l&#8217;ingrediente base comune &ndash;&nbsp;l&#8217;amato legume&nbsp;&ndash; per poi servirlo in due diverse maniere: come condimento per la pasta e sotto forma di crema. Il supplemento di impegno necessario era del resto men che modesto &ndash;&nbsp;ed in ogni caso giustificato dalla grazia della mia&nbsp;commensale.</p>
<div class="clearfix"><span id="more-152"></span></div>
<h3>La/e ricetta/e: bigoli e crema alle fave e&nbsp;pistacchi</h3>
<p>Semplicissima, ai limiti della&nbsp;banalit&#224;.</p>
<div id="recipecontainer">
<ol id="recipe">
<li>
<h4>Ingredienti</h4>
<ol class="ingredients">
<li>Fave fresche. Quante? A piacere. Va calcolato che, una volta sgusciate e sbucciate, non ne rimarr&#224; che meno di un un quinto del peso&nbsp;originario.</li>
<li>Pasta lunga a piacere (io ho usato i&nbsp;&ldquo;bigoli&rdquo;)</li>
<li>Pistacchi, diciamo pure di Bronte. Non li trovo mai, ma sembrano essere imprescindibili, un po&#8217; come la colatura di alici di Cetara. Ne far&#242; incetta a settembre, approfittando di una puntata in&nbsp;Sicilia.</li>
<li>Scalogno, aglio,&nbsp;lardo</li>
<li>Alloro,&nbsp;timo</li>
<li>Olio extravergine d&#8217;oliva e pepe&nbsp;nero</li>
<li>Vino bianco secco. Un bicchierino, il resto bevetevelo ai&nbsp;fornelli.</li>
</ol>
</li>
<li>
<h4>Preparazione</h4>
<h5>Le&nbsp;fave</h5>
<ol>
<li>Sbollentare per 6-7 minuti le fave sgusciate in abbondante acqua salata, scolare e conservare&nbsp;l&#8217;acqua.</li>
<li>Raffreddare le fave in acqua fredda e&nbsp;sbucciarle</li>
<li>Soffriggere in olio extravergine l&#8217;aglio e lo scalogno, con un pezzetto di lardo ed una foglia&nbsp;d&#8217;alloro</li>
<li>Unire le fave al soffritto, sfumarvi poco vino bianco secco e lasciare insaporire, aggiungendo del timo fresco e togliendo lardo ed&nbsp;alloro</li>
</ol>
<h5>La&nbsp;pasta</h5>
<ol>
<li>Scolare la pasta al dente e saltarla in padella con le fave, unendo un bicchiere della loro acqua di&nbsp;cottura</li>
</ol>
<h5>La&nbsp;crema</h5>
<ol>
<li>Passare al <em>mixer</em> le fave con poco olio e con un po&#8217; della loro acqua di cottura (o brodo&nbsp;vegetale)</li>
<li>Passare allo <em>chinois</em>; di nuovo brevemente sul fuoco per regolare di sale e&nbsp;densit&#224;</li>
</ol>
</li>
<li>
<h4>Servire:</h4>
<p>		&#8220;Impiattare&#8220; senza troppi complimenti la pasta e/o la crema. Completare con i pistacchi precedentemente tritati e leggermente tostati, qualche fogliolina di timo fresco, una spolverata di pecorino grossolanamente grattugiato (la pasta), pepe nero a piacere e l&#8217;immancabile filo d&#8217;olio extravergine a&nbsp;crudo.</p>
<div class="clearfix"></div>
</li>
</ol>
</div>
<div class="imagecontainer"><img src="http://gamberorotto.com/wp-content/themes/gamberorotto/images/image.php?image=ricette%2Fdue-primi-con-una-fava%2Ffave2.jpg" alt="Bigoli e crema con fave e pistacchi" />
<div>Il risultato finale</div>
</div>
<h5>Da&nbsp;bere?</h5>
<p>Quel che ci vuole &ndash;&nbsp;per me, s&#8217;intende&nbsp;&ndash; &#232; una bella bollicina, per sgrassare come si deve la bocca e far cos&#236; da contraltare al dolce ed alla pastosit&#224; delle fave. Come il <em>Prosecco di Valdobbiadene Brut</em> di Silvano (e Alberta) Follador, dalle gradevoli note di agrumi e mela acerba, scoperto per puro caso durante una recente incursione nel Trevigiano. Caldamente&nbsp;raccomandato.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Un &#8220;erbazzone&#8221; sui&#160;generis</title>
		<link>http://gamberorotto.com/ricette/erbazzone/</link>
		<comments>http://gamberorotto.com/ricette/erbazzone/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 11:54:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Gambero Rotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[cucina regionale]]></category>
		<category><![CDATA[torte salate]]></category>

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		<description><![CDATA[Non me ne vogliano i reggiani per tanta violenza usata verso la loro tradizionale torta salata, l&#8217;erbazzone (o scarpazz&#242;un). Ogni tradizione ha &#8211;&#160;dopotutto&#160;&#8211; tanto bisogno dei suoi custodi quanto dei suoi traditori, senza tralasciare i semplici imitatori e rimaneggiatori: non essendo reggiano, non ho alcun titolo per far parte delle prime due categorie, e mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>N<span class="smallcaps">on me ne</span> vogliano i reggiani per tanta violenza usata verso la loro tradizionale torta salata, l&#8217;erbazzone (o <em>scarpazz&#242;un</em>). Ogni tradizione ha &ndash;&nbsp;dopotutto&nbsp;&ndash; tanto bisogno dei suoi custodi quanto dei suoi traditori, senza tralasciare i semplici imitatori e rimaneggiatori: non essendo reggiano, non ho alcun titolo per far parte delle prime due categorie, e mi sento pertanto libero di presentare quale &ldquo;erbazzone&rdquo; anche la torta <em>svuotafrigo</em> di ieri sera, con la pasta sfoglia e le uova (Mughini &laquo;aborrrrirebbe&raquo;). Chi temesse l&#8217;incidente diplomatico o la scomunica da parte dei pi&#249; ortodossi &#232; vivamente pregato di astenersi; chi volesse meglio documentarsi sul vero erbazzone sappia che &#232; nato il <em>Consorzio dell&#8217;Erbazzone Reggiano</em> <sup id="fn-ref1">(<a href="#fn1">1</a>)</sup>, cui vanno le mie doverose scuse&nbsp;preventive.</p>
<p><span id="more-134"></span></p>
<h3>La (mia) ricetta&nbsp;dell&#8217;erbazzone</h3>
<div id="recipecontainer">
<ol id="recipe">
<li>
<h4>Ingredienti</h4>
<p>Dosi per una tortiera di 24-26 cm di diametro.<br />
Numero di persone? Dipende: dall&#8217;appetito e dal resto del <em>menu</em>.</p>
<ol class="ingredients">
<li>500 g di pasta (l&#8217;ideale sarebbe una pasta <em>bris&#233;e</em> allo strutto, in alternativa pasta sfoglia, per pizze e focacce: fate un po&#8217;&nbsp;voi)</li>
<li>1 kg di coste o&nbsp;bietole</li>
<li>2-3&nbsp;scalogni</li>
<li>Aglio,&nbsp;prezzemolo</li>
<li>3&nbsp;uova</li>
<li>100-150 g di Parmigiano Reggiano&nbsp;grattugiato</li>
<li>100-150 g di pancetta dolce tagliata a cubetti e/o&nbsp;lardo</li>
<li>burro per la tortiera (o carta da&nbsp;forno)</li>
</ol>
</li>
<li>
<h4>Preparazione</h4>
<ol>
<li>Far sudare lo scalogno in due cucchiai d&#8217;olio, rosolarvi il grosso della pancetta, unire le bietole tritate e lasciare cuocere fino a quando avranno perso buona parte della loro&nbsp;acqua.</li>
<li>Lasciar raffreddare ed unire alle bietole un trito di aglio e prezzemolo, due uova ed il parmigiano. Salare e&nbsp;pepare.</li>
<li>Foderare una tortiera ben imburrata (o foderata di carta da forno) con la pasta, stesa sottile; riempire con il&nbsp;composto.</li>
<li>Tagliate la pasta rimanente a strisce di un paio di centimetri, intrecciatela a formare una rete e disponetela sull&#8217;erbazzone, sigillando i bordi con le mani. In alternativa &ndash;&nbsp;a dire il vero pi&#249; rispettosa della tradizione&nbsp;&ndash; coprire con un disco di pasta, su cui andrete a praticare dei fori con i rebbi di una&nbsp;forchetta.</li>
<li>Cospargere con la pancetta rimasta, spennellare d&#8217;uovo ed infornare a 180&#176; per una quarantina di&nbsp;minuti.</li>
</ol>
</li>
<li>
<h4>Servire:</h4>
<p>		Lasciar intiepidire prima di tagliare, per permettere al ripieno di rapprendersi.  Buono anche freddo, l&#8217;erbazzone &#232; il classico &#8220;piatto del giorno dopo&#8221;, perfetto anche come prima colazione &ndash;&nbsp;sempre che non abbiate esagerato con&nbsp;l&#8217;aglio.</p>
</li>
</ol>
</div>
<hr class="accessible"/>
<div class="footnotes">
<ol>
<li id="fn1">Il <em>Consorzio dell&#8217;Erbazzone Reggiano</em> non sembra ancora disporre di un proprio sito da <em>linkare</em>. Sar&#224; mia premura farlo non appena mi giunger&#224;  notizia della sua esistenza.&nbsp;<a href="#fn-ref1" class="footnoteBackLink" title="">&#8617;</a>
</li>
</ol>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Chili con carne e salsa guacamole</title>
		<link>http://gamberorotto.com/ricette/chili-con-carne-e-salsa-guacamole/</link>
		<comments>http://gamberorotto.com/ricette/chili-con-carne-e-salsa-guacamole/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2008 11:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Gambero Rotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[legumi]]></category>
		<category><![CDATA[maiale]]></category>

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		<description><![CDATA[Per sgombrare il campo da equivoci: il chili con carne &#8211;&#160;o pi&#249; semplicemente chili&#160;&#8211; non &#232; una specialit&#224; della cucina messicana. Il celeberrimo rago&#251;t di carne piccante &#232; invece il piatto nazionale del Texas, pur se declinato in innumerevoli varianti locali e personali (ogni &#8220;arzdoura&#8221; bolognese ha del resto la sua ricetta del rag&#249;, ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>P<span class="smallcaps">er sgombrare</span> il campo da equivoci: il <em>chili con carne</em> &ndash;&nbsp;o pi&#249; semplicemente <em>chili</em>&nbsp;&ndash; non &#232; una specialit&#224; della cucina messicana. Il celeberrimo <em>rago&#251;t</em> di carne piccante &#232; invece il piatto nazionale del Texas, pur se declinato in innumerevoli varianti locali e personali (ogni &ldquo;arzdoura&rdquo; bolognese ha del resto la sua ricetta del rag&#249;, ed ognuna va considerata filologicamente corretta). Ecco la mia versione, coi fagioli neri a prevalere sui pi&#249; tradizionali rossi per motivi puramente&nbsp;estetici.</p>
<p><span id="more-128"></span></p>
<h3>La&nbsp;ricetta</h3>
<p>Le dosi sono volutamente abbondanti: il <em>chili con carne</em> &ndash;&nbsp;al pari di <em>feijoada</em> e <em>cassoeula</em>&nbsp;&ndash; riesce tanto meglio quanto pi&#249; se ne prepara: inutile farlo con meno di un chilo di carne. Meglio abbondare e mettere il resto a congelare: vi risolver&#224; pi&#249; di una&nbsp;serata.</p>
<div id="recipecontainer">
<ol id="recipe">
<li>
<h4>Ingredienti</h4>
<p>Dosi indicative per una ventina di buone&nbsp;forchette.</p>
<ol class="ingredients">
<li>2 kg di polpa di bue o&nbsp;manzo</li>
<li>1 kg di polpa di&nbsp;maiale</li>
<li>1 kg di pomodori maturi (d&#8217;inverno meglio 2/3 scatole di&nbsp;pelati)</li>
<li>1 kg di fagioli neri&nbsp;essiccati</li>
<li>500 g. di fagioli rossi&nbsp;essiccati</li>
<li>Concentrato di&nbsp;pomodoro</li>
<li>Peperoncino. Quanto? Tanto. Piccante? Senza esitazioni. Usate i <em><a rel="external" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jalape%C3%B1o">jalape&ntilde;os</a></em>, riusciste per caso a trovarli&nbsp;freschi.</li>
<li>Peperoni verdi (friggitelli, stagione&nbsp;permettendo)</li>
<li>3/4&nbsp;cipolle</li>
<li>4 spicchi&nbsp;d&#8217;aglio</li>
<li>1 scatoletta di mais&nbsp;(facoltativa)</li>
<li>Paprika, semi di cumino e coriandolo (a&nbsp;piacere)</li>
<li>Olio di semi e/o&nbsp;strutto</li>
<li>Brodo di&nbsp;manzo</li>
<li>Birra a piacere (un bicchiere per il <em>chili</em>, il resto da scolarsi a vostro&nbsp;piacimento)</li>
</ol>
<h5>Per la salsa <em>guacamole</em> (questa s&#236;&nbsp;messicana)</h5>
<ol class="ingredients">
<li>Un <em>avocado</em> maturo* ogni due / tre&nbsp;persone</li>
<li>Mezza cipolla ogni due <em>avocados</em></li>
<li>Un pomodoro maturo ogni tre /quattro <em>avocados</em></li>
<li>Un <em>lime</em> per ogni <em>avocado</em></li>
<li>Coriandolo (meglio se&nbsp;fresco)</li>
<li>Peperoncino</li>
</ol>
<p>*L&#8217;<em>avocado</em> &#232; un frutto infido: trovarlo abbastanza maturo &#232; infatti difficilissimo. L&#8217;alternativa &#232; comprarlo con qualche giorno di anticipo e lasciarlo ammorbidire senza farlo marcire (pi&#249; facile a dirsi che a&nbsp;farsi).</p>
</li>
<li>
<h4>Preparazione</h4>
<ol>
<li>Armarsi di un buon coltello e ridurre il manzo ed il maiale (senza mischiarli: il maiale andr&#224; infatti unito pi&#249; tardi) a dadini di circa 1 cm di lato. I pi&#249; pigri non cedano alla tentazione di usare carne macinata: non &#232; davvero la stessa cosa. Meglio arruffianarsi il macellaio e farsela tagliare da&nbsp;lui.</li>
<li>Rosolate la carne in sufficiente olio di semi e/o&nbsp;strutto.</li>
<li>Tritare e far appassire dolcemente la cipolla in un pentolone con dell&#8217;olio di semi ed un paio di foglie d&#8217;alloro. Un goccio di birra non guasta (anche per voi, provati da tanto tagliare e&nbsp;tritare).</li>
<li>Unite il manzo alla cipolla, lasciandovi sfumare un altro goccio di&nbsp;birra.</li>
<li>Incorporare i pomodori sbollentati, pelati e tritati (o direttamente i pelati, debitamente spezzettati), un cucchiaio di concentrato di pomodoro e gli spicchi&nbsp;d&#8217;aglio.</li>
<li>Fatevi una&nbsp;birra.</li>
<li>Pestate cumino, coriandolo e parte del peperoncino in un mortaio e speziatevi la carne. Di peperoncino se ne aggiunger&#224; ancora parecchio (a bilanciare il dolce dei fagioli), ma &#232; meglio farlo man mano ed assaggiando: esagerare significa rischiare di ritrovarsi sul groppone qualche chilo di un <em>chili</em> infernale che nessuno oser&#224; mangiare. Gli estremisti del piccante faranno sempre in tempo ad aggiustarselo secondo il loro&nbsp;gusto.</li>
<li>Aggiungere il maiale e la dadolata di peperoni verdi (o i friggitelli a rondelle). Lasciar stufare a fuoco dolce per circa un&#8217;ora e mezza, aggiungendo all&#8217;occorrenza del brodo di&nbsp;manzo.</li>
<li>Fatevi una&nbsp;birra.</li>
<li>Nel frattempo lessate i fagioli, precedentemente lasciati ad ammollare in acqua tiepida per almeno 6 ore. Scolateli dopo una quarantina di minuti e teneteli da parte. Se &ndash;&nbsp;come me&nbsp;&ndash; usate pi&#249; di una variet&#224; di fagioli, tenete conto delle eventuali differenze tra i tempi di&nbsp;cottura.</li>
<li>Aggiungete i fagioli e lasciate cuocere per un altro quarto d&#8217;ora, regolando di spezie, sale e pepe&nbsp;nero.</li>
<li>Lasciar riposare a fuoco spento, aggiungendo a piacere (pi&#249; che altro per dare colore) del mais ben&nbsp;risciacquato.</li>
<li>Fatevi una&nbsp;birra.</li>
</ol>
<h5>La salsa <em>guacamole</em></h5>
<ol>
<li>Sbucciate e tagliate a pezzettoni gli <em>avocados</em>, immergendoli in acqua acidulata perch&#233; non&nbsp;anneriscano.</li>
<li>Con l&#8217;aiuto di un frullatore ad immersione (si ossideranno forse un po&#8217;, ma stiamo pur sempre cucinando per un sacco di gente) riducete ad una purea gli <em>avocados</em> e la&nbsp;cipolla.</li>
<li>Aggiungere il pomodoro sbollentato, privato di buccia e semi e tagliato a piccoli pezzi, e versare nel composto il succo dei <em>lime</em>.</li>
<li>Amalgamare il tutto ed aggiustare di sale, peperoncino e&nbsp;coriandolo.
			</li>
<li>Coprite con pellicola trasparente e fatevi una&nbsp;birra.</li>
</ol>
</li>
<li>
<h4>Servire:</h4>
<p>Il <em>chili con carne</em> pu&#242; andare a farcire una <a rel="external" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tortilla"><em>tortilla</em></a> o essere mangiato da solo, accompagnato dalla salsa <em>guacamole</em>, <em>tortilla chips</em> e &ndash;&nbsp;guarda un po&#8217;&nbsp;&ndash; da un fiume di birra fresca.<br />
Un piatto rustico, di sostanza: una tisana di finocchio prima di coricarsi aiuter&#224; a ridurre entro il tollerabile i noti effetti collaterali del fagiolo (e della birra). <cite title="Dante">Cose che il tacere &#232; bello</cite>.</p>
</li>
</ol>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Gamberoni reali con crema di ceci su&#160;consomm&#233;&#160;di&#160;gamberoni&#160;e&#160;zucchine</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 11:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Gambero Rotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[crostacei]]></category>
		<category><![CDATA[legumi]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[zucchine]]></category>

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		<description><![CDATA[Si contano tante versioni &#8211;&#160;chiamiamole pure becere scopiazzature&#160;&#8211; della celeberrima &#8220;passatina di ceci con gamberi&#8221; di Fulvio Pierangelini quanti sono i cuochi (ed i food&#8211;blogger) della Penisola: potevo forse fare eccezione? Certo che no. Mi unisco pertanto alla folta schiera degli emuli, andando a presentare la mia variazione sul tema. Nulla di che: ho semplicemente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>S<span class="smallcaps">i contano</span> tante versioni &ndash;&nbsp;chiamiamole pure becere scopiazzature&nbsp;&ndash; della celeberrima &ldquo;passatina di ceci con gamberi&rdquo; di Fulvio Pierangelini quanti sono i cuochi (ed i <em>food&ndash;blogger</em>) della Penisola: potevo forse fare eccezione? Certo che no. Mi unisco pertanto alla folta schiera degli emuli, andando a presentare la mia variazione sul tema. Nulla di che: ho semplicemente voluto giocare un po&#8217; sulle consistenze, lasciando piuttosto cremosa la passatina, a far contrasto con il consomm&#233; di zucchine versato a specchio sul piatto. Il risultato? Piuttosto soddisfacente, anche se il lato estetico ha lasciato a desiderare: la prossima volta prover&#242; a presentare la passatina sotto forma di <em>g&#226;teau</em>, aiutandomi con dell&#8217;<em>agar&ndash;agar</em>, per &ldquo;impiattare&ldquo; il tutto con un minimo di eleganza in pi&#249; (e potermela di conseguenza <em>tirare</em> come piace a&nbsp;me).</p>
<p><span id="more-122"></span></p>
<h3>La ricetta della&nbsp;passatina</h3>
<p>Non presenta difficolt&#224; di sorta, se non quella (che difficolt&#224; non &#232;) di dover di tanto in tanto ricorrere a mussola e colino. Il coefficiente di &ldquo;sporchevolezza&rdquo; &#232; pertanto piuttosto&nbsp;elevato.</p>
<div id="recipecontainer">
<ol id="recipe">
<li>
<h4>Ingredienti</h4>
<p>Dosi per 5-6 persone, da ritenersi assolutamente indicative (quando indicate). Sono infatti restio a dare dosi esatte, tenuto conto della mia insopprimibile tendenza ad&nbsp;abbondare.</p>
<ol class="ingredients">
<li>Un kg. di gamberoni&nbsp;reali</li>
<li>500 g. di ceci&nbsp;essiccati</li>
<li>2&nbsp;zucchine</li>
<li>Scalogno, cipolla, sedano, carota, 3 spicchi&nbsp;d&#8217;aglio</li>
<li>Alloro, timo, maggiorana e&nbsp;rosmarino</li>
<li>Olio extravergine d&#8217;oliva e pepe&nbsp;nero</li>
<li>Vino bianco secco, grappa <em>spray</em> di&nbsp;moscato</li>
</ol>
</li>
<li>
<h4>Preparazione</h4>
<h5>La passatina cremosa di&nbsp;ceci</h5>
<ol>
<li>Mettere i ceci in ammollo in acqua tiepida, lasciandoveli per 8&nbsp;ore</li>
<li>Lessare per un paio d&#8217;ore i ceci in acqua appena salata (unita alla loro acqua d&#8217;ammollo), con una foglia d&#8217;alloro, uno spicchio d&#8217;aglio in camicia ed un rametto di&nbsp;rosmarino.</li>
<li>Regolare di sapore e passare allo <em>chinois</em>, aggiustando eventualmente di consistenza: con l&#8217;aggiunta di brodo vegetale caldo se troppo asciutta, rimettendo sul fuoco se troppo&nbsp;liquida.</li>
</ol>
<h5>I&nbsp;gamberoni</h5>
<ol>
<li>Pulire i gamberoni privandoli del guscio e dell&#8217;amaro budellino nero, tenendo da parte i gusci e le teste, da usare per il&nbsp;consomm&#233;.</li>
<li>Scaldare un filo d&#8217;olio d&#8217;oliva, un pezzettino di lardo ed uno spicchio d&#8217;aglio in camicia in una padella di ferro (o&nbsp;antiaderente).</li>
<li>Rosolare il meno possibile le code dei gamberoni, regolando appena di sale. Una nuvoletta di grappa di moscato <em>Alexander</em> non guasta affatto: il praticissimo nebulizzatore consente di profumare piacevolmente i gamberoni senza rischiare di annegarli&nbsp;nell&#8217;alcool.</li>
</ol>
<h5>Il consomm&#233; di gamberoni e&nbsp;zucchine</h5>
<ol>
<li>Rosolare brevemente in poco olio uno spicchio d&#8217;aglio in camicia, uno scalogno ed una foglia di alloro. Unirvi gli zucchini, sfumarvi del vino bianco secco e cuocere brevemente, profumando con maggiorana&nbsp;fresca.</li>
<li>Lessare i gusci e le teste dei gamberoni in un <em>court bouillon</em> di cipolla, sedano e carota, schiumando di tanto in&nbsp;tanto.</li>
<li>Passare gli zucchini al setaccio o al passaverdure, eliminato l&#8217;aglio; unire il brodo di gamberi (debitamente filtrato) fino ad ottenere la consistenza&nbsp;desiderata.</li>
<li>Regolare di sapore e&nbsp;filtrare.</li>
</ol>
</li>
<li>
<h4>Servire:</h4>
<p>		&#8220;Impiattare&#8220; disponendo la crema di ceci su un piatto teso, cercando di darle una qualche forma. Versare a specchio il consomm&#233; di zucchine e disporvi le code di gamberoni. Completare con qualche ago di rosmarino, una parca macinata di pepe nero ed un filo d&#8217;olio extravergine a&nbsp;crudo.</p>
<div class="imageleft" style="float: left; margin: .5em .8em 0 0;"><img src="http://gamberorotto.com/uploads/ricette/passatina-di-ceci-con-gamberi/st-valentin.gif" alt="Chardonnay St. Valentin, Kellerei St. Michael&ndash;Eppan" style="margin: 0;" /></div>
<p>		Il vino scelto: <em>Chardonnay St. Valentin</em> 2005, <a rel="external" href="http://www.stmichael.it/"><em>Kellerei St. Michael&ndash;Eppan</em></a>. Di buona struttura, col dolce della vaniglia che ben si armonizza alle note erbacee e &ndash;&nbsp;non guasta affatto&nbsp;&ndash; dal non punitivo rapporto&nbsp;qualit&#224;&ndash;prezzo.</p>
<div class="clearfix"></div>
</li>
</ol>
</div>
<p>So di poter contare sull&#8217;indulgenza dei miei due virgola cinque lettori per la scarsa &ndash;&nbsp;se non nulla&nbsp;&ndash; originalit&#224; di questa ricetta. Quel che davvero mi preoccupa &#232; la pur remota eventualit&#224; che Pierangelini si trovi a visitare questa pagina: non sono infatti certo che gradirebbe il mio modesto omaggio. Confido nel suo senso dell&#8217;umorismo (e che non chiami i&nbsp;Carabinieri). </p>
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		</item>
		<item>
		<title>Filetto di maiale in crosta con&#160;spugnole&#160;(o&#160;morchelle)&#160;al&#160;timo</title>
		<link>http://gamberorotto.com/ricette/filetto-di-maiale-in-crosta-con-spugnole-o-morchelle/</link>
		<comments>http://gamberorotto.com/ricette/filetto-di-maiale-in-crosta-con-spugnole-o-morchelle/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 17:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Gambero Rotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[maiale]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho approfittato di una domenica pigra e freddina per tornare con un minimo d&#8217;impegno ai fornelli, dopo la prolungata pausa estiva. Era da un pezzo che avevo voglia di combinare qualcosa con le amate spugnole, e mi intrigava accoppiarle al filetto di maiale che stava in frigo (ed al Lagrein Riserva Taber del 2004 che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>H<span class="smallcaps">o approfittato</span> di una domenica pigra e freddina per tornare con un minimo d&rsquo;impegno ai fornelli, dopo la prolungata pausa estiva. Era da un pezzo che avevo voglia di combinare qualcosa con le amate spugnole, e mi intrigava accoppiarle al filetto di maiale che stava in frigo (ed al <a rel="external" href="http://www.kellereibozen.com/it/article.php?id=83&#038;category_id=18"><em>Lagrein</em> Riserva <em>Taber</em> del 2004</a> che stava in&nbsp;cantina).</p>
<p>Nulla di originale: giusto una ricettina veloce, ma non priva di&nbsp;soddisfazione.</p>
<p><span id="more-101"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol id="thumbs" class="clearfix">
<li><a title="Le spugnole in padella con aglio e timo" class="thickbox" rel="nofollow filetto" href="http://gamberorotto.com/uploads/ricette/filetto-spugnole/1_morchelle.jpg"><img src="http://gamberorotto.com/uploads/ricette/filetto-spugnole/thumbs/1_morchelle.jpg" alt="" /></a></li>
<li class="center"><a title="La rosolatura del filetto con aglio, timo e lauro" class="thickbox" rel="nofollow filetto" href="http://gamberorotto.com/uploads/ricette/filetto-spugnole/1_filetto.jpg"><img src="http://gamberorotto.com/uploads/ricette/filetto-spugnole/thumbs/1_filetto.jpg" alt="" /></a></li>
<li class="right"><a title="Impacchettiamo nella pasta sfoglia il filetto ed il trito di spugnole" class="thickbox" rel="nofollow filetto" href="http://gamberorotto.com/uploads/ricette/filetto-spugnole/2_filetto.jpg"><img src="http://gamberorotto.com/uploads/ricette/filetto-spugnole/thumbs/2_filetto.jpg" alt="" /></a></li>
<li><a title="Chiudiamo il tutto a mo&rsquo; di caramella ;-)" rel="nofollow filetto" class="thickbox" href="http://gamberorotto.com/uploads/ricette/filetto-spugnole/3_filetto.jpg"><img src="http://gamberorotto.com/uploads/ricette/filetto-spugnole/thumbs/3_filetto.jpg" alt="" /></a></li>
<li class="center"><a title="Il risultato finale" rel="nofollow filetto" class="thickbox" href="http://gamberorotto.com/uploads/ricette/filetto-spugnole/4_filetto.jpg"><img src="http://gamberorotto.com/uploads/ricette/filetto-spugnole/thumbs/4_filetto.jpg" alt="" /></a></li>
<li class="right"><a title="Lagrein Riserva Taber 2004, Kellerei Bozen / St. Magdalena" class="thickbox" rel="nofollow filetto" href="http://gamberorotto.com/uploads/ricette/filetto-spugnole/5_taber.jpg"><img src="http://gamberorotto.com/uploads/ricette/filetto-spugnole/thumbs/5_taber.jpg" alt="" /></a></li>
</ol>
<h3>La ricetta del filetto di&nbsp;ieri</h3>
<div id="recipecontainer">
<ol id="recipe">
<li>
<h4>Ingredienti</h4>
<p>Dosi per 4 persone normali (o per due affamate, come &ndash;&nbsp;va da s&eacute;&nbsp;&ndash; nel nostro&nbsp;caso).</p>
<ol class="ingredients">
<li>1 filetto di&nbsp;maiale</li>
<li>Spugnole essiccate (almeno una trentina di&nbsp;grammi)</li>
<li>300 g di pasta&nbsp;sfoglia</li>
<li>Qualche rametto di&nbsp;timo</li>
<li>Due foglie&nbsp;d&rsquo;alloro</li>
<li>Aglio, due scalogni, una piccola carota, una piccola patata,&nbsp;porro</li>
<li>Burro, olio extravergine&nbsp;d&rsquo;oliva</li>
<li>1&nbsp;uovo</li>
<li>Un bicchierino di vino&nbsp;rosso</li>
</ol>
</li>
<li>
<h4>Preparazione</h4>
<h5>I&nbsp;funghi</h5>
<ol>
<li>Lasciate rinvenire le spugnole per un paio d&rsquo;ore in sufficiente acqua tiepida, che avrete poi cura non gettare: filtrata con una mussola aggiunger&agrave; sapore alla&nbsp;salsa.</li>
<li>Risciacquare bene le spugnole, per eliminare residui di sabbia e&nbsp;terriccio.</li>
<li>Stufare i funghi in padella con una noce di burro, uno spicchio d&rsquo;aglio privato dell&rsquo;anima (che andr&agrave; eliminato) ed un rametto di&nbsp;timo.</li>
<li>Prendere un quarto delle spugnole (quelle meno &ldquo;attraenti&rdquo; o non pi&ugrave; integre), e tritarlo finemente. Tenere in caldo il&nbsp;resto.</li>
</ol>
<h5>Il&nbsp;filetto</h5>
<ol>
<li>Privare il filetto del grasso in&nbsp;eccesso.</li>
<li>Riscaldare una teglia con burro, olio d&rsquo;oliva, alloro, timo ed&nbsp;aglio.</li>
<li>Rosolare il filetto a fuoco vivace, lasciando la carne al rosa (non pi&ugrave; di 3 o 4&nbsp;minuti).</li>
<li>Appoggiare il filetto sulla pasta sfoglia e cospargere con trito di spugnole &ldquo;brutte&rdquo;, timo, poco aglio. Ho aggiunto dei pinoli, ma considerateli superflui. Salare e&nbsp;pepare.</li>
<li>Chiudere la pasta sfoglia attorno al filetto, spennellarla con l&rsquo;uovo sbattuto e praticarvi alcuni fori con una&nbsp;forchetta.</li>
<li>Infornare a 220&deg; per 15&nbsp;minuti</li>
</ol>
<h5>La&nbsp;salsa</h5>
<ol>
<li>Togliere l&rsquo;alloro e l&rsquo;aglio dal fondo della rosolatura del&nbsp;filetto.</li>
<li>Unire al fondo gli scalogni, qualche rondella di porro, la carota e la patata, e sfumarvi un bicchiere di vino&nbsp;rosso.</li>
<li>Lasciare cuocere per una decina di minuti, unendo un po&rsquo; dell&rsquo;acqua in cui avete fatto rinvenire le&nbsp;spugnole.</li>
<li>Unire la rimanente acqua di ammollo dei funghi, un filo d&rsquo;olio d&rsquo;oliva, passare il tutto al <em>mixer</em> ed allo <em>chinois</em>.</li>
<li>Aggiustare la salsa di sale e tenere in caldo, diluendo eventualmente con del brodo, dovesse addensare&nbsp;troppo.</li>
</ol>
</li>
<li>
<h4>Servire:</h4>
<p>Affettare con cautela il filetto, stando attenti a non sfaldare la sfoglia. Versare la salsa a specchio sul piatto (che fa tanto Vissani), adagiarvi il filetto e le spugnole, cercando di comporre qualcosa di un po&rsquo; pi&ugrave; elegante di quanto non sia riuscito a me (la prossima volta uso il servizio buono e riempio meno il piatto, promesso!). Servire ancor&nbsp;caldo.</p>
</li>
</ol>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Guida definitiva al risotto&#160;perfetto</title>
		<link>http://gamberorotto.com/ricette/guida-al-risotto-perfetto/</link>
		<comments>http://gamberorotto.com/ricette/guida-al-risotto-perfetto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Aug 2007 10:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Gambero Rotto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricette]]></category>
		<category><![CDATA[primi piatti]]></category>
		<category><![CDATA[riso]]></category>
		<category><![CDATA[risotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Per fugare ogni dubbio, visto che di me non ho ancora rivelato molto: non sono un cuoco. Non ho fatto la scuola alberghiera, n&#233; vanto alcun tipo di esperienza professionale. La mia &#232; una normalissima cucina casalinga, sprovvista di abbattitore di temperatura, macchina per il sottovuoto e Pacojet. &#200; da mesi che tentenno sull&#8217;acquisto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>P<span class="smallcaps">er fugare</span> ogni dubbio, visto che di me non ho ancora rivelato molto: non sono un cuoco. Non ho fatto la scuola alberghiera, n&#233; vanto alcun tipo di esperienza professionale. La mia &#232; una normalissima cucina casalinga, sprovvista di abbattitore di temperatura, macchina per il sottovuoto e <em><a rel="external" href="http://www.cookingconcepts.com/ENG/pacojet.html">Pacojet</a></em>. &#200; da mesi che tentenno sull&#8217;acquisto di un sifone. Bilancino di precisione? Non oso comprarlo: verrei scambiato per un narcotrafficante ed immediatamente segnalato alla <abbr title="Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali">DIGOS</abbr>. Usare una fiamma ossidrica in casa? Porterebbe alla mia istantanea defenestrazione da parte della mia dolce met&#224;.<br />
Manco -&nbsp;insomma&nbsp;- di tecnica e di mezzi: mi limito ad arrangiarmi in maniera a mio avviso pi&#249; che discreta, mettendoci se non altro tanta&nbsp;passione.</p>
<p>Ma i risotti mi riescono.&nbsp;Eccome.</p>
<p>Nella mia infinita presunzione ho pertanto deciso di mettere tutto il mio sapere a disposizione dei miei due virgola cinque lettori. Mi spernacchio da solo per tanta tracotanza e rompo gli&nbsp;indugi.</p>
<p><span id="more-79"></span></p>
<hr class="accessibility" />
<h2 style="border: none;">Il risotto <em>ad usum&nbsp;delphini</em></h2>
<ol id="toc">
<li><a href="#pianificazione">Pianificazione</a></li>
<li><a href="#preparazione">La preparazione vera e&nbsp;propria</a></li>
<li><a href="#tocchifinali">Tocchi&nbsp;finali</a></li>
</ol>
<h3 id="pianificazione">Pianificazione</h3>
<p>Il risotto non &#232; un piatto da preparare seguendo una ricetta: &#232; un rito da officiare nella pi&#249; rigorosa ortodossia. Richiede fede, dedizione ed amore.  Occorre pertanto predisporvisi, entrare nello spirito adatto e non lasciare nulla al caso. Scontato dire che gli ingredienti vanno scelti ed abbinati con cura, che le materie prime devono essere della massima qualit&#224; possibile, con un occhio particolare alla stagione. Limitiamoci ai prerequisiti essenziali, senza i quali si andr&#224; a preparare un ambiguo piatto a base di riso, non certo un vero&nbsp;risotto.</p>
<ol>
<li>
<h4>La scelta del riso&nbsp;adatto</h4>
<p>Non tutte le variet&#224; di riso si prestano alla preparazione di un risotto. Servono la giusta quantit&#224; di amido, la giusta tenuta alla cottura, la giusta grana. Assolutamente da privilegiare il riso superfino, su tutti il <em>Carnaroli</em>. Il <em>Roma</em> &#232; un riso troppo versatile, troppo &#8220;puttana&#8221; per poter ambire all&#8217;eccellenza. L&#8217;<em>Arborio</em> funziona, ma non mi esalta.  Tra i risi di tipo semifino fa eccezione il <em>Vialone nano</em>, ottimo per risotti come quello alla mantovana. Scordatevi riso integrale e risi esotici cone il <em>Basmati</em>. Chi ha detto <em>parboiled</em>? Fuori i dorsi delle mani, qui il metodo Montessori non riscuote&nbsp;consensi.</p>
</li>
<li>
<h4>Un buon&nbsp;brodo</h4>
<p>Il riso &#232; un alimento onesto: quel che gli si d&#224; esso restituisce. Preparate un buon brodo, di carne, di verdure o di pesce, tenetelo in caldo per la bisogna, ed il riso sapr&#224; ripagarvi del modesto sforzo sostenuto. Dopotutto, un brodo si fa da solo, tolta qualche schiumatina di tanto in tanto: non serve affettare, tritare, mescolare. Basta quell&#8217;oretta o poco pi&#249;, a seconda del grado di concentrazione richiesto dagli ingredienti che avete&nbsp;scelto. </p>
<p>Non ne avete il tempo? Preparate qualcos&#8217;altro, rimandando il risotto a tempi pi&#249; propizi. Pensate che il brodo di dado non sia poi tanto malvagio? Fatevi un bell&#8217;esame di coscienza. In voi c&#8217;&#232; qualcosa di maligno e perverso da&nbsp;estirpare.</p>
</li>
<li>
<h4>Un soffritto tritato&nbsp;finemente</h4>
<p>L&#8217;immenso <a rel="external" href="http://www.marchesi.it/">Gualtiero Marchesi</a>, nella ricetta dell&#8217;arcinoto <em>Riso e oro</em>, suggerisce di filtrare con un colino il burro emulsionato, per eliminarne i frammenti di cipolla che hanno ormai ceduto il loro sapore alla salsa. Non oso contraddire il Maestro. Ma resto convinto che per un vero risotto si debba sudare, ragion per cui preferisco che sia un coltello ben affilato ad accollarsi il ruolo che il Sommo affida allo <em>chinois</em>.<br />
Non lesinate olio di gomito nel tritare il soffritto: dev&#8217;essere finissimo, tanto da sciogliersi. Il dente non deve avvertirne la consistenza, pena il misero fallimento dei vostri sforzi. Un risotto con pezzi di cipolla tradisce lo scarso impegno e la faciloneria di chi l&#8217;ha&nbsp;preparato. </p>
<p>Ricordate quella scena di &#171;<a rel="external" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Quei_bravi_ragazzi">Goodfellas</a>&#187; in cui Paulie il <em>boss</em> tagliava l&#8217;aglio per il sugo con le polpettine con la lametta da barba, affinch&#233; questo -&nbsp;sottile sottile&nbsp;- potesse poi sciogliersi nell&#8217;olio? Bene. &#200; cos&#236; che vanno trattati cipolle, scalogni, porri, cipollotti ed aglio, se volete che concorrano alla perfetta riuscita del vostro risotto. Dateci&nbsp;dentro.</p>
</li>
</ol>
<p class="small right"><a href="#toc">Torna all&#8217;indice della&nbsp;guida&nbsp;&#8617;</a></p>
<h3 id="preparazione">La preparazione vera e&nbsp;propria.</h3>
<p>Ci sono le premesse per portare a termine con successo la nostra impresa. Preparate a parte ingredienti ed aromi, salando appena o per niente. Si aggiuster&#224; alla fine. Tralascio volutamente ogni indicazione riguardo alle dosi, certo che la vostra sensibilit&#224; ed il vostro appetito saranno i migliori giudici. Con un&#8217;ottantina di grammi a persona dovreste andare sul sicuro, ma &#232; meglio non rischiare. Mal che vada ne avanzer&#224; e ve lo mangerete freddo come prima colazione: non &#232; il peggio che possa&nbsp;accadervi.</p>
<ol>
<li>
<h4>La tostatura del&nbsp;riso</h4>
<p>Non amo preparare il risotto in casseruola: prediligo un bel padellone antiaderente, dove -&nbsp;a mio avviso&nbsp;- il calore riesce a trasmettersi al riso in maniera pi&#249; uniforme. Sento per&#242; di poter magnanimamente lasciare una certa libert&#224; di coscienza riguardo al recipiente di cottura. Riscaldo il suddetto padellone a fuoco vivace, senza grassi o con un pezzetto di lardo aromatico, se questo si sposa con con gli ingredienti. Dopodich&#233; &#232; il turno del riso, rigorosamente non lavato. Tostare il riso serve a chiuderne i pori per aumentarne la tenuta alla cottura e far s&#236; che possa rimanere <em>al dente</em>: tralasciando questo passaggio, la consistenza finale dei chicchi sar&#224; simile a quella del riso bollito. Rigirate il riso con un mestolo. Potrete considerare tostato il riso una volta che questo inizier&#224; a fare un certo attrito con la padella. A questo punto sfumatevi del vino, senza smettere di&nbsp;mescolare. </p>
<p>Perch&#233; non tostare il riso assieme al soffritto? La tostatura del riso esige un&#8217;alta temperatura, che bruciacchierebbe irrimediabilmente il vostro soffritto. Soffriggete a parte, nel grasso pi&#249; confacente alla vostra ricetta, per poi aggiungere il tutto al riso in quel preciso momento che l&#8217;esperienza insegna a riconoscere. Avrei in mente un certo paragone con la tempistica di un amplesso ben riuscito: meglio&nbsp;soprassedere.</p>
</li>
<li>
<h4>La cottura vera e&nbsp;propria</h4>
<p>Il risotto si porta a cottura unendo un mestolo di brodo al riso man mano che questo asciuga a fuoco vivace. Mai smettere di mescolare, per impedire all&#8217;amido rilasciato di incollare chicchi e padella. Ad un certo punto -&nbsp;dipendente da un insieme di fattori alquanto complesso, ma che la vostra sensibilit&#224; non tarder&#224; a riconoscere&nbsp;- si render&#224; necessario incorporarvi il soffritto e gli altri ingredienti, preparati tenendo conto del pi&#249; o meno breve supplemento di cottura che riceveranno nel brodo. Questa non &#232; una ricetta vera e propria, quanto un&#8217;enunciazione di metodo: non &#232; qui che si tratter&#224; di tempi, modi e dosi della preparazione degli altri ingredienti del risotto. Importante &#232; che questi vi vengano incorporati in tempo utile perch&#233; questo possa trarne sapore, ma non tanto presto da rischiare che vi scuociano, smarrendo consistenza ed&nbsp;aroma. </p>
<p>Regolate di sale il pi&#249; tardi&nbsp;possibile. </p>
<p>Nel complesso la cottura richieder&#224; 15-20 minuti. Non affidatevi per&#242; all&#8217;orologio: esso vi tradir&#224; immancabilmente, e vi ritroverete a dover trangugiare un mesto pappone da ospizio, oppure un coriaceo ammasso di chicchi duri ed indigesti. Assaggiate, sbocconcellate, controllate e non sbaglierete nell&#8217;individuare il giusto punto di cottura, quello in cui passare alla fase successiva, quella&nbsp;della&#8230;</p>
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<h4>Mantecatura</h4>
<p>Il riso &#232; quasi pronto, tenuto leggermente al dente: &#232; ora di regalargli le ultime coccole. Toglietelo dal fuoco ed incorporatevi -&nbsp;senza abusarne&nbsp;- del grasso, rimestando con garbo. Olio d&#8217;oliva? Burro a fiocchetti? Dipende dalla ricetta, ma grasso dev&#8217;essere. L&#8217;eventuale aggiunta di formaggio grattugiato (e la sua scelta) dipende invece dal sapore degli ingredienti prescelti, e non pu&#242; pertanto essere considerata un passaggio&nbsp;fondamentale. </p>
<p>Copritelo e lasciategli qualche minuto di riposo. Il risultato non vi tradir&#224;: la mantecatura conferir&#224; al risotto quel <em>surplus</em> di lucentezza e sapore, nonch&#233; quella felice consistenza &#8220;all&#8217;onda&#8221;, morbida senza essere molle, che segner&#224; il vostro&nbsp;trionfo.</p>
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<h3 id="tocchifinali">Tocchi&nbsp;finali</h3>
<p>Gli ultimi accorgimenti da adottare. Per non crollare alla Dorando&nbsp;Pietri.</p>
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<h4>La presentazione del&nbsp;piatto</h4>
<p>Evitate ogni stucchevole decorazione. Il pomodorino, il prezzemolino di guarnizione servono giusto ad <a rel="external" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_secondo_tragico_Fantozzi">evocare fantozziane memorie</a>. La foglia d&#8217;oro sul risotto allo zafferano? C&#8217;&#232; <a rel="external" href="http://www.marchesi.it/">chi se la pu&#242; permettere</a> e chi no, me compreso. Un risotto eseguito a regola d&#8217;arte non abbisogna di null&#8217;altro che di un piatto. Sobrio, per giunta. A pensarci bene, anche una forchetta potrebbe rivelarsi di una qualche utilit&#224;, ma come ricevete gli ospiti non &#232; dopotutto affar&nbsp;mio.</p>
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<h4>Che aspettate?&nbsp;Servite!</h4>
<p>Non rovinate tutto: servite ancora ben&nbsp;caldo. </p>
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<div><img src="http://gamberorotto.com/uploads/risotto-funghi.thumbnail.jpg" width="530" height="128" alt="Texture di risotto ai funghi" /></div>
<h3>Missione&nbsp;compiuta</h3>
<p>Accomodatevi a tavola: non vi resta che gustare il vostro risotto perfetto, il vino scelto per accompagnarlo, i complimenti dei vostri&nbsp;ospiti.</p>
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