Il segreto di Pulcinella

Non ho certo la pretesa di essere io a rivelare al mondo le qualità di Franz Mulser, già Premio Godio 2006, né tantomeno l’esistenza del suo piccolo regno, la malga Gostner Schwaige. Se ne sono già abbondantemente occupate stampa locale e nazionale (a cominciare dal mio quasi omonimo), tanto che stupisce che il nostro non sembri affatto essersi montato la testa. A dirla tutta avrei preferito che il “segreto” rimanesse meglio conservato, ma il danno è fatto: che sull’Alpe di Siusi si mangi bene è ormai di pubblico dominio, e non sarà certo a questo oscuro blog che potrete dare la colpa, doveste incappare in frotte di turisti schiamazzanti. Stiamo infatti parlando di un posto più unico che raro: una malga (Schwaige) a 1930 metri di quota, semplice e graziosa, la cui minuscola cucina sforna manicaretti che non sfigurerebbero in ben altri contesti.
Non posso non parlarne perché raramente mi è capitato di avvertire una mano tanto personale e felice, una creatività così spiccata ed al tempo stesso tanto solidamente legata al territorio. È inoltre una buona occasione per ricordare l’ultima, piacevolissima colazione.
Una recente colazione alla Gostner Schwaige
Come al solito non ricordo esattamente il nome esatto con cui i piatti comparivano in carta. Ricostruisco quanto più fedelmente possibile, dovendo – ahimè – far affidamento sull’unico mio neurone superstite. Va da sé che sono disponibile a correzioni ed integrazioni.
-
Speckbrettl
Bando ai voli pindarici: il classico tagliere misto di Speck, Kaminwurzen e Graükäse, giusto per stuzzicare un po’ l’appetito. Il tutto è però decisamente buono, e non è affatto cosa da dar per scontata.
-
Insalata mista alle erbe dell’Alpe
Non è mia abitudine segnalare piatti d’insalata mista. Quella che servono alla Gostner Schwaige (come si può vedere dall’immagine che introduce il post) è però più simile ad un mazzo di fiori di campo che non a certe scontatissime insalatine e misticanze che affliggono deschi ben più blasonati (ed esosi). Fiori ed erbe di cui nemmeno supponevo l’uso alimentare; sapori ed aromi semplici e sorprendenti. Già si intuisce il tocco: inventiva, cura e nessuna prosopopea.
-
Spinatnocken

Nulla di nuovo sotto il sole: gnocchi (canederli) di spinaci e formaggio, serviti con burro fuso. Ve li servono in ogni locale da Salorno al Brennero. Ma il buon Franz li fa bene, senza se e ma. Con dei pomodorini caramellati ed i soliti fiorellini ed erbette (senz’ombra di critica: profumano, ravvivano e son pure belli da vedere).
-
Ravioloni di porchetta (Spanferkelravioli)
con ragoût di finferliQui la memoria mi tradisce (la mia ultima visita risale a ben più di un mese e mezzo fa): era di grano saraceno la pasta dei ravioloni? Buoni, anche se forse in assoluto il piatto meno riuscito della colazione: non era ancora stagione di finferli, e quelli usati non potevano non essere quelli (poco saporiti) dell’Est europeo. Mai forzare la mano alla stagione, ma questo vale tanto per chi propone quanto per chi ordina, per cui 1-1 e palla al centro.
-
Cosciotto di agnello da latte in salsa di vino
con verdure e patate alle erbeCottura perfetta, carne tenerissima, ottimo equilibrio tra gli aromi del cosciotto e del non banale contorno. Non avrei avuto nulla da eccepire nemmeno se me l’avessero servito in uno stellato. Unico inconveniente: gli agnellini che pascolano in bel recinto non lontano da voi proveranno a farvi sentire terribilmente in colpa. Siate granitici ed ignorateli.
-
Schmårrn
Semplicemente i migliori Schmarren (a breve la ricetta) che vi possano capitare. Serviti nella loro padella di ferro, appena caramellati con un tocco di cannella, teneri e croccanti. Marmellata fatta in casa. Sfido chiunque a farli meglio di quel satanasso col cappello di feltro.
-
Marillenstrudel (Strudel di albicocche)
Conoscete solo lo Strudel di mele? Vi siete persi quello alle albicocche, e qui siete nel posto giusto per farne gradita conoscenza.
È disponibile anche una non vasta (sarebbe del resto insensato pretendere il contrario, visto che si sta pur sempre parlando di una piccola baita di montagna) ma interessante carta dei vini, dagli equi ricarichi.
La mia compagna di merende ed io abbiamo però preferito innaffiare il tutto con birra Forst ed un correttissimo Magdalener (Rottensteiner?), il vino a nostro avviso più adatto al sole dei quasi duemila metri di altitudine della Gostner Schwaige. Buone le grappe, quelle “chimiche” qui non sono di casa.
Il conto? Esemplare. Meno di una settantina di euro (in due), tutto compreso. Leggermente più alto della media delle altre malghe, ma volete mettere? Qui è davvero un’altra cosa.
Note
La Gostner Schwaige dista appena un quarto d’ora a piedi dalla fermata del bus in località Kompatsch (Compaccio). Ci si muove lungo la strada verso Saltria per piegare a destra in direzione dello storico albergo Steger-Dellai, oltrepassato il quale fa ben presto capolino la nostra meta. Una passeggiata affrontabile anche coi tacchi a spillo, per le gentili signore che ritenessero di non dovervi rinunciare nemmeno sull’Alpe.
A colazione – tempo permettendo – si mangia all’aperto, sperando di trovar posto su uno della decina di tavoloni in legno. Non si accettano prenotazioni. La sera, visto il fresco dell’altitudine, si cena nella piccola Stube, e la prenotazione diventa obbligatoria.
Gostner SchwaigeLocalità Alpe di Siusi / Seiser Alm
39040 Castelrotto / Kastelruth - BZ
il Gambero Rotto

O.T.: ma sei passato da me?
Complimenti il tuo sito è splendido!
Permalink a questo commento · Torna al post