DDL sicurezza: atti osceni in luogo pubblico

In relazione al Senato il DDL N.733

Linsostenibile pesantezza del quotidiano politico mi impedisce, se non di continuare ad infliggermi il tedio di seguire quel che rimane dell’attività parlamentare, di “stare sulla cronaca”, quantomeno di darne personale resoconto su queste pagine. Non rientra tra i miei compiti – ammesso che ne abbia – né ritengo che la mia voce in capitolo possegga l’autorevolezza per distinguersi da quella di millant’altri cialtroni che popolano la Rete. I panni dell’indignato in servizio permanente effettivo non si addicono poi certo al mio indomito spirito di gaudente.

Vogliate pertanto scusarmi, se oggi non posso non fare un’eccezione alla regola che mi sono dato (e che tale rimarrà): è il puntiglio personale a costringermici.

Benché non ne scriva quasi nessuno, è infatti oggi in relazione al Senato il DDL N.733, di iniziativa governativa, recante «Disposizioni in materia di sicurezza pubblica» Già presentato il 3 giugno 2008, relatori Filippo Berselli e Carlo Vizzini (1), otto dimenticabili legislature cadauno.

Non è ancora dato conoscere la forma definitiva che prenderà il disegno di legge, una volta vagliati gli emendamenti, quasi tutti peggiorativi, usciti dalle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del Senato. Come il pregevole 5.1 (Senatori Giuseppe Valditara, Alberto Balboni) che vado a citare, per il diletto di grandi e piccini.

«Chiunque venda bombolette spray contenenti vernici non biodegradabili ai minori di anni diciotto, è punito con la sanzione amministrativa fino a 1.000 euro».

Certo è che tecnicamente, al di là del risibile emendamento che inasprisce le misure anti–writers già in esso contenute, il disegno di legge è il consueto affastellato di norme fatte con il culo, la cui perlomeno problematica applicabilità, nell’ottica del Legislatore, va però considerata un pregio: quanto meno una legge è infatti applicabile, tanto maggiore sarà l’arbitrio che essa consente.

Nulla di nuovo, si dirà. Che c’è da scandalizzarsi tanto?

Oltre alle già citate norme anti–writers, il disegno ne prevede altre sul “madamato” (all’art. 2), cui si aggiunge l’estensione da sessanta giorni a diciotto mesi del periodo in cui uno straniero può essere trattenuto in un CPTA, più una pletora di vessazioni ed angherie assortite su cui non mi dilungo, in attesa che vengano meglio precisate. Cazzate, se vogliamo. È all’articolo 9 che si stabilisce però un principio che non possiamo permetterci di non rigettare in toto, visto e consideratone l’unico precedente. Del 1938.

Art. 9.

Ingresso illegale nel territorio dello Stato

  1. Dopo l’articolo 12 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, è inserito il seguente:

    Art. 12-bis. (Ingresso illegale nel territorio dello Stato)
    1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato in violazione delle disposizioni del presente testo unico (2) è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.

  2. Per il reato previsto al comma 1 è obbligatorio l’arresto dell’autore del fatto e si procede con il rito direttissimo.

  3. Il giudice, nel pronunciare la sentenza di condanna, ordina l’espulsione dello straniero.

Questo articolo è gravissimo, perché sancisce l’irredimibilità di un paese che – per la seconda volta in settant’anni – fa strame del diritto di cui è stato culla, per fissare nel proprio ordinamento giuridico che le persone possano essere perseguite sulla semplice base della loro provenienza. Straniera, come recita il testo.

Penso a persone come Bobbio, Fo, Montanelli, Bocca. Pure a Scalfari. Gente che per tutta la vita si è sentita rinfacciare dai lacchè di turno di aver commesso errori, se vogliamo di gioventù, tacciare di opportunismo per aver scoperto la vera natura di quel regime solo nel momento del suo declino, per non aver mai speso una parola contro le leggi razziali, quando queste venivano introdotte. Persone che, pur ampiamente riscattatesi, hanno sempre dovuto convivere con la spada di Damocle di quelle squallide, vigliacche accuse che pure, ad arte rigirate, un fondo di verità l’avevano….

Pur, come sempre, lungi da me l’idea di prendermi sul serio, ed a fortiori la presunzione di volermi accostare in alcun modo ai personaggi che ho appena citato, voglio lo stesso – dovesse tutto questo mai un giorno avere fine – che non mi si possa rinfacciare proprio un cazzo.

A chi, nulla di meglio avendo da fare, mi dovesse un giorno chiedere cosa stessi mai facendo, il giorno in cui nel Senato della Repubblica Italiana si discuteva della reintroduzione delle leggi razziali, potrò se non altro rispondere che ero sul mio miserrimo blog a scrivere (3) che non mi era sfuggito, e che mi faceva schifo.

Che uno straccio d’opinione ce l’avevo.

Non un granché, ne convengo: puntiglio personale, si diceva.

Note:

  1. Sì, proprio Carlo Vizzini, già vice di Cariglia. Gli etologi possono ancora studiarlo nel suo ambiente naturale grazie al successo del programma Adotta un socialdemocratico.  
  2. Che stabiliscono le fattispecie di reato e le pene per chi l’ingresso dello straniero favorisce  
  3. Repubblica e Corriere scrivono «Il Vaticano frena Obama». Buonanotte.  

il Gambero Rotto

Commenti

  1. Belfagor:

    Notizie del genere fanno passare ogni voglia di scherzare o di sberleffare. Tanto c'è lo scherzoso pupazzo di palazzo Chigi che lo fa vomitevolmente e inopportunamente sempre.

    Questo decreto è quanto di più barbaro si potesse immaginare nel XXI secolo, un ritorno alle "leggi fascistissime", alle parti più vergognose del mai "dimenticato" codice Rocco, ma soprattutto alle leggi razziali.
    Ed allora la mente inizia a mettere in fila alcuni fatti: lo scippo delle preferenze che di fatto trasforma le elezioni in semplici e svogliati sondaggi, i poteri sempre più forti e sempre più accentrati, i sindaci cui vengono dati quasi dei poteri speciali come fossero podestà o federali, l'impunità per decreto di alcune cariche delo stato, qualunque delitto esse compiano, l'impunità di fatto per una oligarchia di sodali. Soldati e militarizzazione di intere zone. Partiti dichiaratamente fascisti sempre più presenti sul territorio e nelle amministrazioni. Eredi del fascismo al governo e su uno dei più alti scranni del Parlamento, partiti dichiaratamente razzisti, e secessionisti a giorni alterni (negli altri si dichiarano federalisti), di cui un esponente è ministro degli Interni (degli Interni, dico). E tutt'intorno un pullulare di squadristi in piena attività, di Grandi Maestri della loggia P2, di Kossighi vari, in una scena illuminata dai roghi che bruciano clochards (ieri, Rimini, ah, povera Rimini felliniana!), che fanno luce rutilante ed assassina ai progrom nei campi nomadi (Milano, Ponticelli, in un singolare e schifoso asse nord-sud, ecc), dalle scene di caccia al diverso, al gay, al nero, al migrante, al rom, al comunista, all'antagonista...
    Senza parlare del B16, con nostalgie da Papa Re, onnipervasivo nella vita, nei letti, nelle mutande di ognuno, e sempre in asse nella corsa al peggio e al più retrivo.

    No, forse non è più il tempo delle rose e del ridere. C'è un tempo per ogni cosa, ed ora è il tempo di alzare la testa ed opporsi con forza alla barbarie!!!

    # 1 · Commento pubblicato il 11 novembre 2008 alle 19:29 · Torna al post ↩
  2. Bakunin:

    Forse più che di alzare la testa è giunta l'ora di spaccarne qualcuna...ooops, sono tornato indietro di trent'anni, oggi non è più di moda. ;)
    Scusa la domanda, capisco che la situazione è grave, e la politica ha il sopravvento, ma rivedremo qualcosa di edibile prossimamente?

    # 2 · Commento pubblicato il 12 novembre 2008 alle 15:59 · Torna al post ↩
  3. Belfagor:

    Bakunin! Non è da te. Accadono 'ste cose, gli squadristi formano gruppi e reclutano anche su facebook, e tu pensi a mangiare????

    E a bere (bar-collando)

    # 3 · Commento pubblicato il 12 novembre 2008 alle 18:08 · Torna al post ↩
  4. il Gambero Rotto:

    Mah, non riesco a dar torto al buon Bakunin, il pioniere della più estrema gastronomia multikulti. Non è strappandoci i capelli ed intonando treni che riusciremo a liberarci di questi infami. Si combatte meglio se si riesce a rimanere quel che si è, senza smettere di coltivare la propria cultura (anche quella materiale, non di minore dignità), da contrapporre alle mostruosità che ci circondano. Quel che mangio e quel che bevo fanno parte di me quanto quello che penso, e sono sempre più affascinato da quanto le due sfere si possano influenzare l’una con l’altra.

    Scriverò ancora (e presto) di cibo e di vino, i miei paletti (per il momento) li ho fissati. Un abbraccio ad entrambi.

    # 4 · Commento pubblicato il 12 novembre 2008 alle 18:55 · Torna al post ↩
  5. Oscar Ferrari:

    Insomma, un "non voglio che entri, ma se sei entrato ti tengo dentro minimo sei mesi. E subito dopo che te l'ho detto ti mando fuori". La salvezza vale anche per quelli che commentano?

    # 5 · Commento pubblicato il 12 novembre 2008 alle 19:03 · Torna al post ↩
  6. Belfagor:

    Oscar, credo che la confusione sia ingenerata dall'italiano approssimativo degli estensori, unita ai cervelli atrofici di cui sono portatori.
    Diciamo che questo, tutto sommato non è un gran male e davvero trasforma, per certi versi, la tragedia del passato in una farsa. Il guaio, invece è che è una farsa dai toni grevi e grotteschi, che offre imputs ed alibi per atrocità, ultima quella di Rimini.

    A pensarci bene, Gambero e Bakunin, avete ragione. Il penitenzialismo lasciamolo a certe chiesastiche ipocrisie!
    Ed è giusto tenercela stretta la nostra cultura, anche quella materiale e non escliderei quella sanamente godereccia (pane, rose, foie gras e...ostriche e Bollinger). Anche questa è Resistenza!

    PS Bakunin, a testa alzata certe zucche bisognose di trapianto di cervello si spaccano meglio!

    # 6 · Commento pubblicato il 12 novembre 2008 alle 21:50 · Torna al post ↩
  7. equipaje:

    Non è strappandoci i capelli ed intonando treni che riusciremo a liberarci di questi infami.

    (Sacrosanto ma non facilissimo, eh. Io mi ammutolisco per giorni, ogni volta.)

    # 7 · Commento pubblicato il 12 novembre 2008 alle 23:10 · Torna al post ↩
  8. Belfagor:

    @ Equipaje

    Ti capisco, anch'io sulle prime ammutolisco, poi mi vien voglia di spaccare qualcosa (in genere è un'innocente matita), poi....me ne vado sul mio blog "bolscevico" a organnizzare "assalti al palazzo d'Inverno", come qualcuno sospetta....

    # 8 · Commento pubblicato il 18 novembre 2008 alle 08:35 · Torna al post ↩
  9. equipaje:

    (Belfa: non mi accorsi del nuovo blogghino, vengo in visita pastorale :)

    # 9 · Commento pubblicato il 18 novembre 2008 alle 14:24 · Torna al post ↩
  10. Francy:

    cercavo una ricetta e ho trovato un mondo affascinante dietro un cappello da chef. che spasso! sono proprio felice!
    grazie mille. delle ricette, dei suggerimenti e dei commenti politico-social-culturali.
    ma non ti deprimere: un mondo imperfetto ci dà una possibilità in più di ragionare, di vivere contestando e di migliorarci.
    e poi, ovunque ti giri, l'uomo è sempre hominis lupo!

    # 10 · Commento pubblicato il 1 dicembre 2008 alle 10:56 · Torna al post ↩
  11. Belfagor:

    Yuhuuu! Gamberetto!!! Dove sei? Se ci sei, batti un colpo!

    CI MANCHI TANTISSIMO!!! :-(

    Belfagor Demart

    # 11 · Commento pubblicato il 1 dicembre 2008 alle 14:37 · Torna al post ↩
  12. Demart:

    Davvero, Gambero. Sto iniziando a preoccuparmi. Che fine hai fatto?

    # 12 · Commento pubblicato il 10 dicembre 2008 alle 01:40 · Torna al post ↩
  13. GattoMur:

    Il tuo post mi ha fatto molto riflettere. In sintesi:
    - Dove sono gli attori che dovrebbero informarci di quello che viene deciso (e non lo fanno, preferendo una inutile e insopportabile chiacchiera, che evidentemente fa molta audience)? Intendo i grandi mezzi di informazione, i partiti politici o i grandi movimenti che dovrebbero muovere la cosiddetta opinione pubblica a indignazione e cercare di fermare simili brutture. Quello che riporti tu è solo un esempio, piuttosto grave, che può essere moltiplicato quotidianamente.
    - Dalle tue parole mi sembra emergere la sfiducia nel potere di mezzi come blog etc. Di questo io sono abbastanza convinto da sempre, purtroppo non riesco a capire la fiducia che molto nutrono nel valore "civile" di alcuni strumenti offerti dalla rete. È, a mio parere, difficile che si possa incidere sulla realtà con armi così limitate. Parlo ovviamente da "gestore" di uno spazio che ha un seguito risibile; ma forse vale anche per chi è più seguito. Ma forse sono troppo pessimista.
    - Tu rivendichi giustamente il tuo "spazio". Ed è forse l'unica cosa che possiamo fare: fare bene il nostro lavoro, "cultiver son jardin", ritagliarsi uno spazio e su questo agire.
    Grazie e buon anno.

    # 13 · Commento pubblicato il 30 dicembre 2008 alle 21:42 · Torna al post ↩
  14. Grazia:

    9 LUGLIO 2009 ore 23.40 – RAI 3 (trasmissione DOC 3)
    http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/
    “Come un uomo sulla terra” è un viaggio di dolore e dignità, attraverso il quale Dagmawi Yimer riesce a dare voce alla memoria quasi impossibile di sofferenze umane, rispetto alle quali l’Italia e l’Europa hanno responsabilità che non possono rimanere ancora a lungo nascoste.
    Dopo centinaia di proiezioni in tutta Italia, dopo riconoscimenti e premi di prestigio nazionale e internazionale(Salina DocFest, David di Donatello, Arcipelago Film Festival, Per il Cinema Italiano, Bellaria Film Festival e molti altri),finalmente in onda sulla RAI.
    Grazie per l'ospitalità sul tuo spendido rav(e)ablog

    # 14 · Commento pubblicato il 3 luglio 2009 alle 14:43 · Torna al post ↩
  15. il Gambero Rotto:

    Grazie a te, Grazia (e scusa il bisticcio). Per il complimento e per la segnalazione.

    # 15 · Commento pubblicato il 10 luglio 2009 alle 15:00 · Torna al post ↩

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