Delibera del CdA de Il Gambero Rotto

È con vivo favore, per non dire con lietezza, che ho accolto la decisione del CdA della Fondazione Museion di continuare ad esporre Zuerst die Füße di Martin Kippenberger fino al 21 settembre, termine previsto per l’esposizione “Sguardo periferico e corpo collettivo”.
La mia personale stretta di mano alla direttrice del Museion Corinne Diserens (che pure per statuto non ha diritto di voto), al presidente Alois Lageder ed ai consiglieri Dieter Bogner, Heinrich Gasser, Heinz Peter Hager, Maria Niederstätter ed Alberto Stenico, artefici del 6 a 3 della votazione che ha impedito che a Bolzano si stabilisse il precedente del foglio di via all’entartete Kunst.
Con altrettanto favore registro inoltre un esponenziale moltiplicarsi di rane nello stagno della “blogosfera”: non riesco ad esimermi dal saltare anch’io su una ninfea, unendomi al festoso coro dei “croak” con questo stringatissimo post.
Con tanti saluti a speculatori, farisei e sepolcri imbiancati.
Senza oltre dilungarmi, rimando chi volesse approfondire ad un interessante editoriale dei valenti Étranger e Loiny: «Rana e futuro “neotribale”».
A chi si stesse chiedendo cosa io abbia mai piazzato dietro la rana, rispondo solo che si tratta di un riferimento ad un sassolino che da tempo mi è rimasto nella scarpa, e che conto di togliermi il prima possibile. Mi limito ad anticipare che si tratta di una vicenda – peraltro ormai semidimenticata – che presenta molteplici analogie con quella della rana di Kippenberger, con tanto di cattiva politica, pessima stampa e manipolo di «coscienze infelici» a speculare sull’“italianità dell’Alto Adige” piuttosto che sul Katholischsein Südtirols.
Stay tuned, folks!
il Gambero Rotto
Non posso che aggiungermi esultante ai "tanti saluti a speculatori, farisei e sepolcri imbiancati." ai quali, peraltro, la rana era, dal suo autore, dedicata.
Vo a leggere l'articolo dei due esimi, a dopo.
PS: ho paura di saperlo molto bene cos'hai piazzato dietro la rana!
croak croak festoso a voi.
Solo l'ignoranza arrogante e dogmaticamente beghina può scandalizzarsi della "rana". L'iconografia madievale è colma di metafore visive. Il senso altamente etico e "religioso" nel senso non chiesastico del termine, ma nel senso Kantiano di legge morale universale necessariamente sfugge alle menti limitate che si limitano al senso apparente del segno: con Platone, potremmo dire che non vanno oltre le ombre delle statue del mito della caverna.
Croak croak!
Ho letto l'editoriale, e mi sembra che nella sua puntualità centri perfettamente il cuore del problema, che è anche, e forse soprattutto, un problema antropologico. Ed è un problema antropologico e complesso, nella fattispecie altoatesino, ma che, come paradigma, può riferirsi a molte altre situazioni, dove per usare metafore, ma anche le isteriche e/o farisee campagne dei sepolcri imbiancati contro vari capri espiatori, magari con voci in falsetto, occhi mesti e ipocrite boccucce a U. Al posto della "rana" potrebbe esserci qualsiasi cosa, persona o animale...
Campagne contro l'intelligenza e l'arte non codina e cortigiana, che tra l'altro ci sono sempre state, perché la vera arte può, a volte DEVE, essere anche scomoda, deve anche avere l'effetto di un cazzotto nello stomaco, a volte deve anche essere non rassicurante ma sconvolgente perché deve anche indurre a pensare, ad aprire e non a chiudere e narcotizzare le menti, servono, servono perché non fa comodo che la gggente pensi, si preferisce la gggente, che se proprio vuole aggressivamente sfogare il proprio malessere lo faccia contro il capro espiatorio di volta in volta designato da micro e macro poteri. E' meglio la vandea dei comunardi parigini, è meglio un pogrom, tipo Ponticelli (NA) contro un campo rom che una protesta contro l'ennesima cementificazione criminal speculativa, è meglio la caccia a una colonia felina, a Sarno (SA) che una richiesta di chiarimenti all'amministrazione su un buco nel bilancio di svariati milioni di euro e sul perché non esiste qualsivoglia anagrafe degli abusi edilizi effettuati anche in luoghi colpiti dalla frana del 1998, è meglio fomentare e benedire la caccia al mendicante, a Salerno che indignarsi per le ruberie della Curia cui è stato sequestrato addirittura l'8 per mille perché usato non per l'accoglienza dei mendici (cui DOVEVA servire) ma per fare alberghi e resort extralusso, e ancora, ancora!!!
E allora VIVA LA RANA e 10, 100, MILLE RANE1
Croak croak!
P.S. Qualcuno ricorda lo scandalo che fece l'immagine fotografica della donna incinta in croce sulla copertina de l'Espresso di qualche anno fa?
Allora forse il problema non è arte-avanguardia- premodernismo-postmodernismo, ma l'a "dialettica" arte-religione, arte-POTERE religioso, arte-Potere che si rigenera e si rafforza attraverso l'uso della religione (e poi parliamo degli altri, ad esempio gli islamici!), la dialettica sul e contro il potere e l'uso dell'immagine, se "biblia pauperum" o significante dal potere evocativo, ma anche eversivo... ma qui in discorso diventa molto complesso e investe molti altri campi, a partire dall'iconologia...
Solo oggi scopro questo sito (sono un assiduo navigatore...) e devo dire che lo trovo oltremodo interessante. Complimenti all'autore :-)
Off topic a parte, tornando alla "rana": il parallelismo che hai fatto tra il caso Kippenberger e la lunga disputa sul P. (se non erro, la sezione retrostante è uno dei progetti presentati al concorso) ci porta a riflettere su come la nostra città capoluogo non sia nuova a vicende nelle quali una protesta ostacola considerevolmente il progresso culturale, urbanistico, "strutturale" della Landeshauptstadt e dell'intera provincia.
Attendo dunque con ansia il tuo intervento in merito.
“Croak Croak!” e grazie a tutti. Scusate il ritardo, ma l’acido lattico accumulato negli ultimi giorni a faticare in Pflerschtal (Val di Fleres, bellissima) mi dev’essere finito anche nel cervello, impedendomi di articolare risposte.
Hai capito bene, cara Francesca, così come Valentin[o], cui dò il benvenuto. Resto dell’idea che il previsto polo bibliotecario sarebbe stato una grande opportunità per la nostra città, e che il suo affossamento, pure spacciato per una vittoria dei cittadini, sia stato a dir poco delittuoso. Sulla bontà del progetto vincitore (che pure a me non dispiaceva) si poteva anche discutere, ma si è preferito trasformare quattro mura ed una scalinata in un altro feticcio dell’italianità minacciata.
Fa poi specie pensare che in altri paesi progetti del genere richiedono al massimo 2-3 anni, dal bando all’inaugurazione, mentre da noi (sempre che non ci si metta nessuno di mezzo) la burocrazia dilata all’infinito la partenza (e, peggio ancora, la durata, con gli annessi disagi) dei cantieri, con una miriade di impedimenti che – misteriosamente ma immancabilmente – si sciolgono come neve al sole quando si tratta di cementificare il paesaggio, come sul tuo bel Terre Alte spesso lodevolmente documenti.
Parole da scolpire nel marmo le tue, cara Belfagor. Mi limito ad aggiungere che – come del resto giustamente sottolinei – la vicenda della rana si sarebbe potuta verificare anche altrove. Basti vedere il caso della mostra “Vade Retro. Arte e Omosessualità” a Milano. Se di peculiarità del Sudtirolo si può parlare, questa consiste a mio avviso nel fatto che da noi persiste il “moltiplicatore” etnico. Se altrove (semplificando al massimo) il rapporto dialettico avviene infatti tra un’area conservatrice ed una più aperta, da noi è con almeno due distinte aree conservatrici, quella tedesca e quella italiana, che quella “progressista” si trova a dover fare i conti. Si combatte insomma contro i mulini a vento, come Valentin[o] certo ben sa, ma non è detto che a qualcuno di loro – insisti insisti – prima o poi non caschino le pale.
La butto lí: bello sarebbe fare Bolzano sede di una Frog Parade annuale, con sound–system per le strade, artisti, nani e ballerine, a tener svegli parrucconi, nostalgici e Kunstbanausen.
Spiace constatare, come si direbbe in altra sede, come ogni scelta che non viene gradita da coloro che si etichettano come progressisti venga tacciata di conservatorismo. Non riconoscendomi né in un campo, né nell'altro, e non accettando di riconoscere altri nei suddetti campi solo perchè questi vi si auto-collocano, farei notare come, spesso, le tanto sbandierate innovazioni siano solo "stretti giri di conto" economici. Da noi, poi, su questi si innestano anche motivazioni etniche. Immaginando poi una parata ravvivata da artisti nani e ballerine, ovviamente progressisti dato che vengono contrapposti ai nostalgici parrucconi conservatori, mi viene un leggero brivido pensando ai progressisti locali in veste di simpatici intrattenitori.
Colgo l'occasione per comunicare all'originale GattoMur che io mi firmo con le minuscole proprio per sottolineare l'esistenza di un altro soggetto rispetto a lui, soggetto che ha il diritto di usare il nome che vuole senza incorrere in denunce e tantomeno nelle sue offese.
A ciascuno il suo, “gatto mur che non è GattoMur”.
Su queste pagine mi sono sempre (ed a ben donde) tenuto alla larga da questioni di politica locale; altri sanno farlo meglio di me, e mai vorrei che questo blog, che nasce come palestra di sereno cazzeggio, diventasse terreno di scontro tra “progressisti” e “disagiati” bolzanini.
Rivendico però due opinioni ben precise, le uniche che io abbia qui mai espresso: quella sul bailamme su “Zuerst die Füße”, su cui non vorrei dover aggiungere nulla, e quella, sia pure solo accennata, sul polo bibliotecario abortito. Scelta che non considero tanto conservatrice, quanto miope: per tenere in piedi quattro mura abbiamo (dico “abbiamo”, perché anche chi vedeva di buon occhio la realizzazione del polo non ha fatto abbastanza per sostenerlo, me compreso) infatti preferito tenerci tre biblioteche (ed una scuola) ormai inadeguate, in nome della nostalgia di non si sa ben qual cosa.
Checché tu ne creda, degli schieramenti m’importa assai poco: è il risultato ad essere deludente. E conservatore, certamente, proprio perché consapevolmente si conserva la realtà di una città (ora pure universitaria) con strutture bibliotecarie non all’altezza, che rinuncia in partenza ad esprimere qualche potenzialità in più, paralizzata dai propri feticci etnici.
Su altre vicende non mi sono mai espresso: non hai quindi titolo per piazzarmi nel girone dei “progressisti” locali, che bollerebbero di conservatorismo ogni scelta loro non gradita. Peccheresti di quello schematismo un tanto al chilo che vorresti attribuire a me ed altri, e di cui posso anche ammettere di aver lievemente peccato, nella fretta, nel mio commento precedente, ma di cui altrimenti su queste pagine non si trova traccia.
Mi preme poi sottolineare che ai «progressisti locali in veste di simpatici intrattenitori» hai pensato solo tu. Dio ce ne scampi e liberi ;-)
Cordiali saluti
Invidio chi riesce a tenersi lontano dalle questioni della politica locale (lo dico sul serio). Soprattutto se chi lo fa (come il Gambero) avrebbe tutte le carte in regola per unirsi al coro (abbastanza modesto) delle voci "balsamiche" (come l'aceto, e qui strizzo l'occhietto al padrone di casa).
Una sola breve notazione su questo "gatto mur". È piuttosto pietoso non aver nemmeno quel minimo di fantasia per inventarsi un nick inconfondibile o per firmare le proprie inezie con nome e cognome.
Io non sono contraria a porre nella discussione anche la politica, anzi LE POLITICHE LOCALI, semprecché poi la discusione non crolli ai livelli di becere baruffe da cortile come mi pare voglia fare il simpatico "gatto mur" (quello con le minuscole e "simpatico" perché amo i felini e sono un po' gattara!). Che nel blog si confrontino più voci su un tema, che ognuno vi riverberi il suo portato, che è anche politico e che è complessivo, ma anche frutto di esperienze, battaglie, riflessioni localmente vissute, non lo ritengo affatto un fattore negativo, anzi! Molto spesso, attraverso la rete e soprattutto attraverso un blog di qualità qual è questo del Gambero, si può anche scoprire mediante il confronto tra voci e provenienze diverse che, facendo la tara delle specificità e delle peculiarità squisitamente legate ad un particolare territorio, le varie politiche locali quasi quasi si assomigliano e sono riconducibili a denominatori comuni (molto spesso ahinoi terribilmente negativi).
Molto spesso citata e posta in essere a proposito e a sproposito , poi, anche la dialettica, la diatriba, conservatori/progressisti mi sembra arida e inadeguata alle attuali temperie. Rispetto all'oggi potrebbe, ad esempio, essere conservatrice l'idea della certezza del lavoro e moderno il lavoro interinale, a progetto, flessibile, cioè precario. Ha senso tutto ciò? Invece oggi il gioco è tra egoismo e senso sociale, tra miopia e apertura mentale, tra stupidità e intelligenza critica tra arroccamento di poteri senza qualità, autoreferenziali, volti a conservare (qui è il caso di parlare di conservatorismo) privilegi oligarchici e di casta, e un bisogno di democrazia, vera, "dal basso", fondata sull'intelligenza, sui valori, sulla memoria storica, sulla tanto negletta e mai applicata fino in fondo Costituzione, che è l'unica in grado di salvare questa specie di Zattera di Géricault che sta diventado l'Italia!!!
Urca. Volevo postare qualcosa di leggero (per dire: evviva, ma insomma!, basta con la politica) e ti trovo questa pappardella dell'amica (?) Belfagor (ma Belfagor è un nome femminile? Adesso mi tocca fare una ricerchina in rete...).
Comunque. Ero ripassato di qui per segnalare al gambero un blog che forse lo potrebbe interessare (io l'ho scoperto... per lavoro).
http://croce-delizia.blogspot.com/
Belfagor è la voce gentile, sensibile e mai banale di chi ha a cuore le cose, una sorta di alter ego che approfondisce quando io cialtroneggio, e sfuma e rifinisce quando tendo ad usare l’accetta. Le sono molto grato.
Non andiamo d’accordo sui motoscafi Riva, ma un compromesso l’abbiamo trovato ;-)
Concordo con Belfagor, alla quale faccio solo notare che la contrapposizione conservatori/progressisti è originata dal post del padrone di casa. Se poi le sembro becero (e simpatico), la lascio in compagnia di chi sottolinea le mie "inezie" e la mia "mancanza di coraggio", mentre da anni contempla le proprie "enormità" guardandosi l'ombelico e non riuscendo ad uscire da questo orizzonte etnico che gli concede credibilità. C'è chi ha trovato nel Sudtirolo la sua ragione di vita: buon per lui. Chiudo la baruffa. Buona giornata.
Prometto di non usare mai più i termini “conservatore” e “progressista”, neppure ampiamente virgolettati come nei miei commenti precedenti. Sento però il bisogno di fissare una mia personale, pur vaga, linea di demarcazione (altrimenti andremmo tutti d’accordo): il Concilio di Trento? “Riformatori cattolici” e “controriformisti”?
A proposito di “Braghettoni”, era da un pezzo che volevo ripubblicare quest’immagine, e penso che qui stia proprio bene.
Tarcisio Bertone e l’Uomo Vitruviano “capponato” da Confindustria
© Canio Romaniello / Olycom
"... mentre da anni contempla le proprie "enormità" guardandosi l'ombelico e non riuscendo ad uscire da questo orizzonte etnico che gli concede credibilità".
Ah, ecco. Allora è tutto risolto, ora sappiamo chi è questo "gatto mur".
Bellissima la foto di Bertone con il disegno di Leonardo evirato. Qualcuno poi mi spiegherà (e magari lo spiegherà anche a Bertone) com'è possibile effettuare un'operazione del genere: togliere il cazzo a un uomo e fare la figura dei cazzoni. Fortuna che c'è ancora chi si premura di ristabilire l'ordine naturale delle cose:
http://www.metro.co.uk/news/article.html?in_article_id=82321&in_page_id=34
Buona, e meritata, vacanza, Gambero! In Sicilia (ti invidio: è magicamente stupenda!) il Riva potrebbe anche andare...magari sognandolo in un pomeriggio pallido e assorto...
Vorrei dire a Etranger che Belfagor è tante cose, ad esempio un demone (a proposito del Concilio di Trento), o una prestigiosa rivista letteraria od anche il (la) misterioso/a protagonista de "Il fantasma del Louvre". A Etranger la scelta di come, o cosa, immaginare io sia :-)
Certamente sono una mente libera e critica che ama anche il cazzeggio, ma non quello pretestuoso, né quello sterilmente fine a se stesso, bensì il cazzeggio leggero, di quella leggerezza di cui parla Italo Calvino:"Esiste una leggerezza della pensosità, così come sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza; anzi, la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca". Ho scoperto questo blog, mi è piaciuto e intervengo volentieri perché il Gamberoe la sua agorà on line hanno proprio la leggerezza pensosa, intelligente, brillante, arguta e mai banale di cui parla Calvino nella sua prima lezione americana.
Caro Belfagor (o cara Belfagor). Non penso che tu non sappia che dicendo "Belfagor è tante cose" difficilmente otterrai una risposta di questo tipo: e allora lasciamo che siano. O meglio, questo sarebbe forse facile, però riducendo di molto il tasso di curiosità che le tue parole invece alimentano. Insomma, e se la "scelta" di immaginare chi tu sia procedesse spedita verso il compito di "scoprire" chi tu sia? Tu come ti comporteresti? Magari hai voglia di approfondire il discorso in qualche modo.
E' una sfida Etranger? Bene, l'accetto!:-)
Caro Gambero, a proposito di becerume, ma che cosa sta succedendo a Bronzolo, come anche a Canicattì? Ho letto in vari articoli di giornali del 5 settembre che a Bronzolo sono state pubblicate liste di corna e cornuti locali e a Canicattì volantini dell'analogo argomento in versione sicula: ma che, siamo in una commedia all'italiana fine anni '50? Ancora c'è chi, o per "capa fresca", come direbbero i napoletani, o per gusto pruriginoso del pettegolezzo, o per altri ignobili motivi, si dedica a uno sport che sembra uscito pari pari da "Divorzio all'italiana", magnifico film con Mastroianni e la Sandrelli. E poi non mi si venga a dire che le lancette dell'orologio non stanno pericolosamente e, a volte con totale sprezzo del ridicolo, tornando vertiginosamente e velocemente all'indietro...
Una sfida presuppone un campo di gioco. E magari anche qualche regola. Decidi tu.
P.S. Ma una "sfida" su che?
La sfida di scoprire chi io sia, ovviamente, Straniero! Ma poi, a volte, non è meglio il mistero :-)? (oddio mi è scappata una rima: giuro, è involontaria, non volevo competere certo col vate di Fivizzano!)
A volte è senza dubbio meglio il mistero. Ma fino a un certo punto (un mistero eterno, teologico, può diventare anche molto noioso, può impolverarsi, per così dire). Ma per l'appunto chiedevo. Una sfida di questo tipo presuppone un "campo di gioco". Tu non pensi che qui, in questa sede, il campo sia un po' stretto? Oppure hai un motivo particolare per divertirti proprio qui, in casa del Gambero?
Scegli tu il campo...Belfagor, come ti dicevo è anche un demone e come ben puoi immaginare non predilige i misteri eterni, teologici, noiosi e polverosi, ma è un demone generoso che lascia la scelta del campo...
P.S. Scusa Gambero, se in tua assenza facciamo come si faceva da ragazzini a scuola quando il prof usciva dall'aula!...
OK. Scelgo io il campo. Se fai clic sul mio nome entri nel mio blog. Se poi fai clic sulla voce "blog" troverai il mio indirizzo mail. A presto.
Caro Gambero, mi spiace aver, con la mia risposta a Etranger, implementato una piccola polemica (di lana caprina?), abusando del tuo blog.
Spero che al tuo ritorno dalla bellissima Trinacria tu socializzi anche a noi le tue impressioni di viaggio, con la tua consueta intelligente arguzia!
“Ariecchime”. Torno dalle ferie, e che trovo? In primo luogo il più bel complimento che io abbia mai ricevuto, del quale non posso che ringraziare la cara Belfagor. Una coincidenza: nella borsa rubatami a Catania c’era proprio una copia delle Lezioni americane… Tanto per dire quanto m’importi della .
Bentornato, Gambero.
Ci sei mancato. Ci è mancata la tua agorà, il salotto in cui entriamo per discussioni dalla "gravità senza peso". Il silenzio del tuo blog ci è sembrato lungo. Silenzi così lunghi fanno sentire abbandonati gli ospiti del tuo divano. Ma io personalmente non sono un demone permaloso... E quindi ti dico:Grazie! Grazie per esserci, grazie per essere tornato!
Mi spiace per il furto che hai subito a Catania, spero che tu possa riavere al più presto i tuoi effetti personali.
Ti ringrazio dei tuoi ringraziamenti. Ma il tuo blog l'ho preferito proprio perché vi ho ritrovato in pieno Calvino...Mi ci trovo molto a mio agio e quindi, se non ti spiace, continuerò a intervenire.
Ma raccontaci un po' della Sicilia (a parte il furto)!
Non mi spiace affatto, anzi. Grazie a te, prometto di rifarmi presto vivo con le mie impressioni siciliane.