Grandina su Bolzano (e sui miei zucchini)

Un paio di foto della violenta grandinata che si è abbattuta ieri su Bolzano ed immediati dintorni, causando danni ancora imprecisati. A futura memoria degli zucchini, dell’insalata, della cappuccina e dei pomodori del mio orto, dalla grandine a prematura fine condannati.
il Gambero Rotto
Caro Gambero Rotto, non piangere sugli zucchini distrutti: come è stato detto proprio martedì nella trasmissione della Gialappa's Band, fra poco avremo tante belle centrali nucleari e potremo mangiare le fragole a dicembre!!!!!!!!!!!!
Ti consiglio quindi di fabbricarti anche tu una bella centrale accanto al tuo orto. Certo, non saranno bellissimi i pomodori blu a pois arancione fluorescente, però ci si abitua. E poi tre mani sono meglio di due, n'est-ce pas?
P.S. Apprezzo molto i tuoi gusti musicali, molto raffinati. Citare Bruno Martino è segno di una buona cultura.
Caro Demart,
la stima non può che essere reciproca: è un piacere (ed una responsabilità) scrivere su un blog letto da estimatori di Bruno Martino (che non si può non amare, se si ha un cuore). Chi non lo conoscesse può immediatamente rimediare col classico giretto su YouTube:
Per quanto riguarda le centrali nucleari, ero convinto che le volessero costruire tutte ad Arcore. È forse cambiato qualcosa?
Ahiahiahiahi Gambero Rotto... Come ti viene in mente di pensare che Lui (caro Lei...) si costruisca le centrali accanto al suo raffinatissimo mausoleo? No no no... questi capolavori dell'ecologismo sono generosamente elargiti a noi comuni mortali, forse per agevolare il fine ultimo della nostra esistenza, appunto, di mortali.
"grandina sul giusto e sull'ingiusto. ma sul giusto di piu' perche' l'ingiusto gli ha fregato l'ombrello"
non so dove sia finito il mio ombrello... ma guardare il mio orto mi fa venir da piangere :(
governo ladro! che difficilmente si sbaglia
Gentile Francesca, se quando piove il governo è ladro, che dire quando grandina? Pure un po’ “magnaccia”, verrebbe da dire. Che sia il caso di formare dei gruppi di autoanalisi per ortolani bolzanini sconsolati? Ti esprimo la mia più sentita solidarietà.
Credo di sapere dove sono finiti l'ombrello di Francesca e tutti i nostri ombrelli...do you remember Altan?
La discografia del grande Bruno Martino è quanto mai adatta, oggi. Se per la grandine bolzanina la colonna sonora giusta è "E la chiamano estate..." , per le leggi salva vertici-di-casta e salva delinquenti veri, per le leggi razziali che fanno dei bambini rom il capro espiatorio delle paranoie pilotate, per le leggi razziste e per quelle liberticide, per gli attacchi alla libertà di informazione, per la militarizzazione delle città e di parti del territorio, per i virulenti attacchi all'ambiente (centrali nucleari, inceneritori, cemento a go go, ponte sullo Stretto, basi militari,ecc. ecc.), per la "monnezza" reale e morale che ci sta seppellendo, "Odio l'estate" (ma anche le altre stagioni) è la colonna sonora adeguata!
A pensarci bene, però, la grandine distruttiva, più del bel tempo, è coerente con il clima sociale e politico che si respira in quest'Italia che marcia e corre veloce a passo di gambero (non di quello rotto, però) verso il famigerato Ventennio (il prefetto di non so dove, ha detto che le leggi-schedatura per i bimbi rom non sono uno scandalo, ed esistono già dal 1941!), ed il Cainano sfodera ogni giorno di più un patetico e floscio facsimile del mascellone volitivo!!!
Già da tempo spiritualmente e musicalmente ci stavano preparando al ritorno...deliziandoci con gli assurdi motivetti sparati a palla con effetto anticato-graffiante (anche dai gruppi di animazione per l'infanzia...così ti ricog..nisco il pupo!!!) l'estate (sempre lei!!!)scorsa, tra cui il "Voglio vivere così, col sole in fronte..."
Se il tempo va all'indietro, allora romperò le lancette dei miei orologi, e mi chiuderò in casa con i vecchi album di foto degli anni '70, metterò sul giradischi vecchie canzoni della mia adolescenza, e mi cullerò nel ricordo di altre estati, solari e piene di futuro, trascorse ad Ischia, dove, al "Capriccio" di Calise, ogni sera Bruno Martino cullava i primi palpiti con la sua calda voce e la sua complice musica...
Belfagor
P.S.ai ragione, se si ha un cuore non si può non amare Bruno Martino
Colgo la palla al balzo per ingentilire questo blog, fin troppo deturpato dalle poesie di Sandro Bondi, con il testo di Estate (che molti confondono con E la chiamano estate), uno degli standard più belli di sempre.
E la chiamano estate
Franco Califano - Laura Zanin - Bruno Martino, 1962
...E la chiamano estate
questa estate
senza te,
ma non sanno che vivo
ricordando
sempre te.
Il profumo del mare
non lo sento,
non c'è più,
perché non torni qui,
vicina a me.
...E le chiamano notti
queste notti
senza te,
ma non sanno che esiste
chi di notte
piange te.
Ma gli altri vivono,
parlano,
amano...
...E la chiamano estate
questa estate
senza te...
Il profumo del mare
non lo sento,
non c'è più,
perché non torni qui,
vicina a me.
...E le chiamano notti
queste notti
senza te,
ma non sanno che esiste
chi di notte
piange te.
Ma gli altri vivono,
parlano,
amano...
...E la chiamano estate
questa estate
senza te...
Grande Bruno Martino. Mi mette i brividi...
Per inciso, Bruno Martino ha registrato anche una versione italiana di Septemner morn di Neil Diamond e Gilbert Bécaud. Non l'ho ancora ascoltata, ma me la procurerò presto. Conosci questa cover, Gambero?
Il primo incontro dello Zucchini Mourning Group (ZMG) di Bolzano verterà sul tema:
"Gamberoni reali con crema di ceci su consommé di gamberoni senza zucchine. Dalla consapevolezza del danno all'elaborazione del lutto".
Si raccomanda la massima puntualità.
F.to
La dott.ssa Eudora Fletcher
(Dai, non fate così!)
Non la conosco, caro Demart. Confesso però che di September morn non mi piace nemmeno la versione originale, anche se sono certo che Martino l’ha interpretata con tutta la sua classe.
Devi capire, cara equipaje, che non tutti dispongono del tuo pollice verde, e che spesso ci si arrabatta alla meno peggio per ottenere qualche modesto risultato. Una volta che le cose sembravano girare per il verso giusto… zac! Ecco, puntuale, la grandinata del secolo. Mi confortano la tua gentilezza ed il fatto che un paio di piante sembrino proprio essersi salvate.
Non ti crucciar troppo per gli zucchini, avevano già un inizio di oidio (mal bianco)
Caro Gambero e cari amici bolzanini colpiti nelle zucchine, se vi può consolare "l'estate del nostro scontento" ha colpito anche al Sud!
No, cosa avete capito? Non a colpi di "monnezza" e di visite di microstatisti mascArati, ma con trombe d'aria e acqua, con gli effetti speciali di lampi super e fragorosi simultanei tuoni, che ieri pomeriggio si sono abbattute sulle mie ginestre, sui miei gerani e sulle mie acacie!!!
Che ne dite, convogliamo i 300 psicologi che il governo vuole mandare a curare i napoletani dal mal di monnezza (che faranno, useranno i sacchetti e/o le discariche come lettino?), o ne chiediamo altrettanti per par condicio per curarci lo stress da piante rovinate dal "piove e grandina governo ladro e magnaccia" di questa estate di Cerrapungi?
Mannaggia, Oscar, di nuovo il mal bianco. Ci vuole lo zolfo o sbaglio?
Solidarietà a Belfagor, con l’augurio che i danni non siano irrimediabili.
Ieri sera, assistendo (in TV) al concerto in piazza Plebiscito, il contrasto tra le note della Nona di Beethoven diretta da Mehta e le facce estasiate di Bassolino, Rosa Russo Iervolino e Sandra Lonardo Mastella mi ha messo in uno stato di viva inquietudine: l’intervento di uno psicologo non sarebbe forse stato inutile.
No, i danni non sono stati letali, ma i fiori, le rose! Mi resta solo il pane e il foie gras!
Come vedi gli psicologi servono...allo zucchinicidio bolzanino, al floricidio salernitano, ai napoletani in genere, a tutti, dal nord al sud, ma quello che mi chiedo è: cosa c'entrano i 300 psicologi con la monnezza napoletana? Spiegabili sarebbero se dovessero occuparsi del funzionamento dei cervelli delle varie caste, napoletane e non!
A prescindere dalle inquadrature delle solite facce del "ballo mascherato delle celebrità" il concerto di Mehta e il castone di piazza Plebiscito è stato davvero un grande e balsamico godimento degli occhi, del cuore e dell'anima!
Caro Gambero, col mal bianco la cosa più saggia da fare è lasciare che uccida la pianta e nel frattempo procurarsene una di ricambio. Fai ancora in tempo, se vuoi te le faccio io. Al massimo corri il rischio che guarisca da sola e ti ritrovi col doppio di zucchine che tiservono
Ciao Oscar, in effetti sono comparse le maledette macchie bianche, anche se i fiori (quello di cui più mi importa) continuano a spuntare. Il punto è che non ho molto posto per far convivere due generazioni di piante: dovrei prima “terminare” quelle vecchie. Ma se un coltivatore della tua esperienza mi conferma che non ci sono speranze di sopravvivenza, provvederò senz’altro alla loro eutanasia.
Ho ascoltato la versione italiana di September morn: si intitola "Settembre sì", e ad essere precisi è la cover dell'originale di Bécaud, "C'est en septembre". Bruno Martino ha classe da vendere: la sua versione è magnifica.
AIUTO! Tu, Gambero, oppure tu, Oscar, sapete dirmi of course come fare per far riprendere la mia ex-rigogliosa ginestra (quella a piccole foglie e a piccoli fiori profumatissimi) che mostra tutta la siccitosa sofferenza da caldo? Annaffiata lo è stata, ma ora ha verdi solo i ciuffetti terminali dei rami. Non ditemi di buttarla via: la amo troppo!
Chi mi sa dire cosa posso fare per salvarla? Grazie!!!
Scusa il ritardo, cara Belfagor. Confesso di non sapere come aiutare te e la tua ginestra: spero tu sia riuscita a salvarla. Quello di equipaje, sociologa dal pollice verde è un parere senz’altro più autorevole del mio. In bocca al lupo!