Hotel Raphaël, Roma, 30 aprile 1993
«Che pensieri soavi, Che speranze, che cori, o Silvia mia!».
il Gambero Rotto
«Che pensieri soavi, Che speranze, che cori, o Silvia mia!».
il Gambero Rotto
Voglio il pane e le rose. Ed anche il foie gras.
Il Gambero Rotto è lieto di offrirvi il Bondolizer, generatore automatico di poesie di Sandro Bondi. L’uso s’intende a vostro rischio.
Un’iniziativa bipartisan con Luca Barbareschi. Fantastico Gentiloni. #difenderelarete 3 hrs ago
«(La rubrica) “Ask Alessandro” avrebbe seminato tra i cinesi un’immagine patetica del carattere italiano». Al resto del mondo pensa Silvio. 3 hrs ago
Sgomenta la convinzione che l’essere “un tycoon” gli valga maggior considerazione da parte dei capi di Stato esteri. Come Mugabe. 10 hrs ago
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Tra un po' tocca all'uomo più alto che cavaliere
Aprile 1993, e nemmeno un anno dopo l'uomo che lo aveva avuto come padrino al battesimo della figlia e come testimone alle sue nozze vinceva per la prima volta le elezioni: non c'è mai stata vera discontinuità.
(Si legge l'AnteFatto, qui?) ;)
A berlusconi tiriamo le nostre figlie...
Quando la finiremo con quest’antiberlusconismo viscerale? Io posto un video di un’epoca lontana, di una contestazione ad un uomo che con l’attuale premier non aveva nulla a che spartire, e voi subito a pensare a Berlusconi. Mi spiegate che c’entra, di grazia? ;-)
Per quanto poco sia durato, è però con viva nostalgia che ricordo quel gioioso tintinnar di manette: si brindava, si festeggiava ed eravamo tutti un pochino più giovani e felici.
Hai ragione! Gioioso tintinnar di monetine, manette, bicchieri...e nacchere tunisine. Ma non si fanno gli errori del maestro.
Che pensieri soavi, che speranze, che cori, o Bakunin mio! Pensa che stavo a Venezia proprio nei giorni in cui per calli e campielli si dava la caccia all’«avanzo di balera» Gianni De Michelis…
Ma l'avete poi preso? Dalla sua chioma si poteva ricavare almeno tanto grasso quanto da un capodoglio adulto...
Gamberotto, c'ero anch'io a Venezia quei giorni. Me lo ricordo scendere dal motoscafo e attraversare la piazza per andare in procura, al grido di "ONTO! ONTO! OOOONTOOOOO!!"
Bei tempi, eh!
Magic moments. Gli «OOOONTOOOOO!!!» me li ricordo come fosse ieri.
Inutile dire che me ne dissociai profondamente ;-)
So che il Gambero non deve essere preso troppo sul serio quando afferma di aver provato gioia al suono delle manette. O meglio: penso di poter dire che se anche quel suono l'ha fatto gioire, tempo fa, oggi il suo avviso è diverso.`
L'aver sperato che i problemi politici del paese potessero essere risolti a colpi di avvisi di garanzie o di condanne si è dimostrato un clamoroso abbaglio. Un abbaglio tanto forte tanto da ritrovarci, adesso, in una situazione nella quale larghissima parte della popolazione è convinta che la magistratura operi a fini politici. Tanto per dirne una (cito dall'Espresso di questa settimana): "C'è fermento a palazzo Vidoni, nella sede dell Funzione pubblica, dove è appena sbarcato Gianni De Michelis, con un incarico di consulente affidatogli dall'ex allievo Renato Brunetta...". Non mi pare servano ulteriori comnmenti su quanto ci ha portato lontano quel tintinnio di manette.
Gadilu mi conosce abbastanza bene da sapere che a me, in linea di principio (e con una importante eccezione), le manette fanno schifo. Quelle dei cori, delle monetine erano giusto delle piccole/grandi soddisfazioni personali, che non rinnego affatto, ma a cui non ho mai voluto attribuire quel valore politico o carattere salvifico che altri (tipo Vittorio Feltri, curioso il destino) volevano vederci.
Aver sperato che la Giustizia risolvesse i problemi politici del Paese fu - in quel momento - cosa naturale, e nemmeno tanto sbagliata. Fu umano sperarvi, almeno per un istante. Almeno per chi, come me, aveva vent'anni. Esiziale è stato - come sempre accade - perseverare a farlo senza provare a sforzarsi di costruire una convincente alternativa politica.
Stamane, all'apertura della posta, insieme alla gradita sorpresa dell'ultimo post dell' ottimo Gambero, trovo anche questa, http://savageculture.blogspot.com/2009/10/il-protettore-del-padrino-di-don-paolo.html , temo di trovarmi in sintonia con entrambi gli Autori...
Vien quasi da pensare, gentile Giovanni, che ormai solo un semplice prete possa permettersi di parlare con tanta franchezza. A mo’ di nota di colore, sulla mostra su “Il Potere e la Grazia” (citata nel post da te segnalato) riporto un inciso del sempre pregevole Malvino.
http://malvino.ilcannocchiale.it/post/2353692.html
Passano gli anni, i decenni e forse anche i secoli, Sciascia non c'è più e quelli invece son sempre lì con i loro remake di Todo Modo.
Non c'è verso di esser lievi, nei commenti a questo post!
(Appropo': chi è la sciura con la stola cardinalizia alle spalle di SB?)
I lamenti ogni tanto ci stanno, mia cara Equipaje. Così come ci stanno anche lo sfogo greve, i lanci di monetine ed i “li mortacci tua” di petto e cuore.
Purché non vi si indugi troppo.
Visto che questo sembra essere diventato il post dello sfogo “di pancia”, aggiungerei un pesante sberleffo ai vari Bondi e Brunetta, che cianciano di spreco di soldi pubblici a favore dell’arte parassitaria e degenerata, ricordando loro il terrificante flop del “Barbarossa”: 30 milioni di euro buttati al cesso per compiacere il partner di governo.
Che, visti gli incassi nelle sale, rientreranno nel 2071.
Che ci dite? Via, non fate i timidi! ROTFL
PS: Purtroppo non ho idea di chi possa essere la “cardinala” di rosso drappeggiata, ma ti prometto che indagherò ;-)
Leggi le Malvestite, a proposito di Barbarossa!
Visto (è un bel po’ che seguo Betty Moore), condiviso su faccialibro e, già che ci sono, anche qui.
Ladies and gentlemen, una produzione “Trota Studios laight and Maggic”…
Con qualche anno d'anticipo (1990) Bettino Craxi fu accolto da monetine e contumelie varie fuori dal ristorante "le 3 frecce" di Bologna. Mi ricorderò sempre la sua faccia: prima di sfida, bella in vista, poi piegata in basso con un labiale che si poteva interpretare come un "porco *io". E' sbagliato ricordare la scena con simpatia? Probabilmente, ma la soddisfazione di vedere il potente contrariato non capita tante volte nella vita.
Ma minchia, mi stavo per accingere a raccontare l'episodio delle "3 frecce" a Bologna e ZAC! Enzopenzo mi ha preceduto di un soffio...
Erano gli anni della cosiddetta "Pantera", non so dove fossi in quel momento; ma ricordo che arrivò un tizio e disse "C'è Craxi alle 3 frecce". Partimmo in un bel po', e ovviamente il "corteo" si ingrossò per le persone che affluivano da altri luoghi. Alla fine ci trovammo sotto il portico di Strada Maggiore, fuori dalla galleria (di cui non ricordo il nome) dove sta il ristorante. Con nessun intento particolare (niente violenza o cose simili), ma solo la voglia di "cantarne 4".
A un certo punto uscì Stefano Rodotà, se ricordo bene, che doveva essere stato a cena con Craxi. Se ricordo bene (ma posso sbagliarmi: sono passati molti anni e io ho il cervello in pappa...) Rodotà andò a parlare con qualcuno dei manifestanti e (ma prendetela cum grano salis) cacciò fuori una banconota da un centone dicendo: "Andatevi a comprare una cassa di birra". Al che il rumore aumentò vistosamente: tutti aspettavano e nessuno si sarebbe mosso da lì.
Alla fine, dopo un po', uscì lui, BC: e si beccò parecchi improperi (tipo "ladro, ladro") e (mi spiace dirlo) sputi. Scortato da baldi giovani entrò in macchina e sparì nella notte in un attimo. E noi ce ne andammo.
Io non vado particolarmente fiero di avere partecipato a questo evento. Ma concordo con chi mi ha preceduto: eravamo giovani; speravamo che la giustizia avrebbe fatto il suo corso, sistemando delle faccende che da anni alcuni denunciavano a vuoto all'opinione pubblica; Craxi era la tipica figura del potente arrogante, che volentieri vedi cadere dopo anni di trionfi gonfiati.
Quello che ci è successo dopo è molto peggio, e ora siamo qui (virtualmente) come un'accolita di rancorosi, a sperare che di nuovo qualcosa faccia giustizia di un potere arrogante e tronfio che si regge su una opinione pubblica cieca e sorda.
L'eterno ritorno dell'uguale.
E' sbagliato ricordare la scena con simpatia? Occorre rammaricarsi per gli sputi? No, penso proprio di no. Non posso dilungarmi oltre, per il momento. O forse non voglio, perché non credo che le leggi vigenti mi consentano di scrivere quel che veramente penso.
Ringrazio di cuore Enzopenzo (cui dò contestualmente il benvenuto) e GattoMur per i bei contributi.
PS: GattoMur, il “Tre Frecce” stava in Corte Isolani, ed ha chiuso nel ’93. Mi pare che abbiano provato a riaprirlo come jazz-club, ma che sia durato poco. È veramente troppo che manco da Bologna, ma le ultime volte mi si stringeva il cuore, per come è cambiata.
Sì, lo dicono in tanti, tra i pochi che ancora conosco che sono rimasti lì.
"Corte Isolani", diavolaccio di un Gambero, hai proprio un'ottima memoria: sfociava in quella che, a mio parere, è la piazza più bella d'Italia, S. Stefano, davanti alle cosiddette "7 chiese".
E a pochi passi via Gerusalemme, che all'epoca voleva dire "osteria dell'Infedele" (se non erro); qualche anno dopo, una pattuglia della pula fissa di guardia, l'abitazione di uno che, almeno, ci ha provato (e un po' ci è riuscito).
Ma ora basta, sembro un vecchio nostalgico, tra un po' comincerò a dire che, ah, signora mia, i giovani, non c'è più religione...
S. Stefano è davvero incantevole. Anche perché non consente distrazioni: non ci sono bar, negozi, banche. Passarci costringe ad attraversare un vuoto che, in realtà, è pienissimo. Non è una piazza in cui cazzeggiare senz'arte né parte o passare distrattamente, ci si pensa sempre qualcosa (almeno per me così è sempre stato) e, se proprio vi ci si cazzeggia, si è quasi costretti a farlo con nobiltà. Mi manca.
Ho poi appena appreso che ha chiuso i battenti la Cremeria all'inizio di via Santo Stefano: presente quel delizioso bar con tavoli e sedie in vera fòrmica e vecchie prime pagine di Epoca alle pareti?
Qualcuno mi ha poi detto che è morto l'oste del Baby (o Bebi?) Bar in vicolo dei Ranocchi, e spero che qualcuno venga qui a dirmi che non è vero.
Brutto diventar vecchi, nevvero? ;-)
A proposito di ricordi (e socialisti), pagherei volentieri da bere a chi riuscisse a rintracciare un vecchio stacchetto musicale di un programma di Gianfranco Funari. Chi se lo ricorda? L’orchestrina suonava, si fermava e Funari, guardando fisso in camera, diceva «Che ladri…», avanti ad libitum.
Bologna. Ho lasciato un capitale da Gregorio, il greco della libreria delle Moline. Io mi ricordo una notte, saranno state le due, attraversai la città a piedi (da porta San Donato a porta San Mamolo), con la tesi di laurea appena stampata sotto il braccio.
Temo siano rimasti solo il Nonno sui colli e Beppe Maniglia in Piazza Maggiore :-)
Bebi, Gambero, Bebi...siete un becero gruppuscolo di sovversivi nostalgici... ;-)
A nome degli altri non posso parlare. Per quanto mi riguarda… centrato in pieno! ;-)
Grazie di cuore per la precisazione, e per l’immagine, che mi ha commosso (e che mi permetto di ripostare qui). Dove l’hai trovata? O è tua? Ancora 5 anni fa ero spesso lì con la morosa per interminabili aperitivi a bianchello e ciccioli. Ciccioli per me, ovviamente (credo non esista una donna cui piacciano), per lei mortadella a cubi di 3 cm di lato dalla salumeria di fronte.
Gambero, dunque noi ti si deve figurare come un nostalgico ex studente DAMS?
(ohi, e graziegraziemille per il "generatore di cazzatine mondane"! lo sto consumando, a forza di cliccarci su) :)*
Nostalgico sì, mia cara Equipaje, ma non ex-DAMS (detto senza polemica). Ero infatti iscritto a Lettere e Filosofia, indirizzo moderno.
Devo riconoscere che il generatore di cazzatine mondane à la Carlo Rossella è davvero geniale, anche se pubblicizzare la “concorrenza” un po’ mi costa.
Ma l’uomo di mondo sa accettare di passare di moda.
Già che ci sono, lo riposto (fosse sfuggito a qualcuno):
Concerto d'addio di Tony Pisapia. Il sultano del Brunei brinda alla memoria di Bettino. Troie, crack, divertimento. Sayonara.
(giusto per tornare al post) ;)
Troie, crack, divertimento: i classici beni rifugio ;-)
Qualcosa contro il DAMS? Prima di trasferirmi a filosofia, ho frequentato 1 anno di DAMS (Arte). Le lezioni di estetica di Luciano Nanni sono state una delle esperienze intellettuali più formative della mia vita (seconde forse solo alla Divina Commedia spiegata dal mio professore del liceo, Aldo Baldini).
Assolutamente nulla contro il DAMS, caro gadilu. Anzi. Ero semplicemente iscritto altrove. Il tuo commento mi dà poi lo spunto per ricordare certi miei professori del liceo, cui vorrei, prima o poi, dedicare un ricordo.