Reflexionen aus dem beschissenen Leben
Un utile ripasso degli ultimi 17 anni. A beneficio di chi non c’era, di chi dormiva – forse sognava. O di chi si fosse semplicemente lasciato sfuggire qualcosa. Anni di cui non salvare niente e nessuno; che è difficile, se non impossibile, raccontare meglio del coprolalico Daniele Luttazzi di ieri sera.
Cui sento di dovere un grazie.
Per parole da condividere – una volta tanto – senza remora alcuna.
Perché non è facile trovare uomini liberi, in quest’Italia di merda.
Prima parte
Seconda parte
il Gambero Rotto
Sottoscrivo: Benigni è Cappuccetto Rosso, Luttazzi il Lupo ...
Ti dirò, caro Peppe: se c’è una (ed una sola, non ci allarghiamo) campagna de Il Foglio che negli ultimi anni ho condiviso, questa è stata proprio quella contro Benigni ed il suo La vita è bella. Altro on aggiungo, se non che la comicità di Benigni ha ormai la stessa carica di “pericolosità” dei cinepanettoni con De Sica.
Lapidario, perfetto: «Nei 10 minuti del monologo Luttazzi c’è stato tutto quello che il PD, da 15 anni, sta cercando di capire» (da spaaam)
Benigni ormai e' la caricatura di se' stesso, recita una parte che non gli viene nemmeno tanto bene, tira le battute per i capelli, e' imbarazzante e si piace tanto.E noi ridiamo perche' benigni fa ridere per definizione.
Tira una gran brutta aria e noi abbiamo portato il cervello all'ammasso
Ehi, sei tornato...
Un rientro alla grande, non guardando la tele (che snob di merda) mi sono perso l'evento e qualsiasi commento a esso dedicato. Ma per fortuna ci sei tu a colmare le mie lacune.
Mah.
Che dire.
Sarò controcorrente, ma parlando in generale (comprendo benissimo Luttazzi, visto quello che si è dovuto pappare e subire: ma comprendere non vuole dire necessariamente essere d'accordo) il vomito violento sia da una parte sia dall'altra mi ha stufato. Ma proprio tanto.
Individuazione del Nemico; sua demonizzazione; creazione di una personalità fittizia in funzione di esso (io mi percepisco perché ho un diverso da me da sopprimere).
Non è forse la rozza ma efficace tecnica per serrare i ranghi che abbiamo visto all'opera in questi giorni? Sia di quà che di là.
Sistema usato da sempre. E' facile e veloce. Rassicurante. Il sole è tutto da me e tutto il nero dall'altra. Destra o sinistra, non importa. Hitler. Stalin. Pol Pot. Mugabe. Pinochet. Eccetera.
Basta.
Per favore.
E' un po' come nella faccenda mediorientale. Se dici che il governo israeliano non è una mammoletta, sei uno della Hitlerjugend. Se dici che beccarsi i razzi palestinesi sulla testa non sia il massimo della vita, sei uno sporco sionista. Se dici che forse sarebbe opportuno che ognuno guardasse la sua pancia e riflettesse su sé stesso, sei un maledetto relativista.
Basta.
Per favore.
Ti ringrazio del contributo, gentile Pietro, che almeno in parte condivido. Lascia che ti spieghi brevemente dove non riesco a seguirti.
Ci sono (o dovrebbero esserci) spazi e registri diversi, come quello della satira e dell’invettiva, quello dell’informazione e quello - più squisitamente politico - della mediazione, del ragionamento e del rispetto delle regole e dell’altro da te. Luttazzi opera, quando gli viene consentito di farlo, nell’ambito del registro che gli è peculiare. Può piacere o meno, ma non gli si possono imputare esiti estranei all’ambito in cui si esprime. Per intenderci: Luttazzi può e deve “vomitare”, perché farlo fa parte del suo lavoro, far satira, che necessariamente comporta (anche) il maneggiare materiale maleodorante, per far ridere e/o pensare.
Il vomito cui fai accenno non dovrebbe invece comparire nell’informazione, che dovrebbe essere puntuale, severa e corretta (per l’“obiettiva” non ci si dovrebbe illudere troppo), e che troppo spesso riesce invece ad essere solo corriva nei confronti di questo o quell’altro, senza nessuna bassezza disdegnare, oppure ancora fintamente “terzista”, in realtà tartufesca.
Alla sfera politico-istituzionale è poi inutile che io accenni, tanto è evidente come essa faccia ormai uso di toni e registri che non le competono, e che nemmeno nella peggiore delle bettole dovrebbero trovare ospitalità.
È per questo che non posso non apprezzare il certo scurrile, ma almeno altrettanto libero e coraggioso intervento di Luttazzi. Uno di quelli che fanno il loro lavoro.
Un caro saluto.
Aggiungo solo che quella tratteggiata da Luttazzi è - ahinoi - tutt’altro che una “personalità fittizia”.
Caro gambero, grazie della tua risposta. Condivido molto di ciò che mi hai risposto, e comprendo il tuo punto di vista su Luttazzi. Il suo stile continua a non piacermi, ma mai mi sognerei di tappargli la bocca.
Per quanto riguarda la "personalità fittizia", intendevo che trovo sia così quella di chi ricerca e costruisce un nemico purchessìa e soprattutto Totale e Assoluto. La costruzione di un Nemico Mortale e Diabolico è da sempre l'arma fondamentale dei fondamentalismi e del potere. "La lotta del Bene contro il Male", te lo ricordi Bush? Lui il purissimo cavaliere senza macchia e gli altri sporchi e cattivi. Le sue bombe "intelligenti" e le altre "cretine".
Non intendo con ciò tessere le lodi del fare di tutto un brodo, o dell'inazione: sarebbe troppo facile, e in fin dei conti così "italiano" (Franza o Spagna purché se magna). Intendo riflettere su quanto la divisione tra Bene Assoluto e Male Assoluto sia un prodotto "da laboratorio" della mente dell'uomo che poco abbia a che fare con il funzionamento "organico" della vita. Ma che è tanto comodo e veloce da usare (Vedi "La psicologia delle folle" di Gustav Le Bon).
L'Io Sono perché "io sono" e basta diventa "Io Sono perché non sono come te. E chi non è come me è deviante" (ma, rifletto, se "io sono" solo in reazione a qualcos'altro, non "sono" veramente. Ecco quindi la "personalità fittizia" di cui parlavo).
Se (putacaso) ci fossero dei punti di contatto tra due "nemici" di questa schiatta, essi verrebbero rifiutati immediatamente perché altrimenti cadrebbe il reciproco "sentirsi": io mi "sento" non perché "sono", ma perché "sono diverso da te". Esempio banalotto ma chiaro: l'adolescente che rifiuta a priori, che so, di ascoltare Bach non perché Bach non gli possa interessare, ma perché NON DEVE interessargli visto che "è la musica che ascolta quello stronzo di mio padre". Ergo, Bach è nemico. Deve esserlo.
Sì, lo so, sono stato contorto... Però cazzarola non è facilissimo spiegare, neh.
Sono andato ben oltre il limite di questo specifico post, mi sono lasciato un po' trasportare. Ho fatto un po' di aria fritta, me ne scuso.
Salutoni anche a te.
Non è necessario che tu ti scusi di alcunché, Pietro. Anzi. Le tue argomentazioni sono tutt’alto che peregrine, e sono le benvenute su questo blog. da troppo tempo stagnante.
Ciò premesso, lascia che ti risponda brevemente, parlando a titolo personale, come da mia mia ormai antica abitudine.
Anche se, montalianamente, mi capita spesso di aver poco di chiaro al di là di quel che non sono e che non voglio, ti posso assicurare che, senza nemici, io ci sto benone. Non ne ho davvero bisogno, tendendo di natura all’inclusione e ad una certa giovialità caratteriale. Lo stesso Berlusconi non è per me proiezione, personificazione del Male Assoluto (che nemmeno credo esista, al pari del suo opposto), né di per sé un mostro, una figura ontologicamente malvagia. Mi limito, più semplicemente, a considerarlo un politico impresentabile (nonché incandidabile, ma questa è storia vecchia) secondo gli standard di tutte le democrazie “occidentali”. Che, guarda caso, personaggi del genere si guardano bene anche solo dal lasciar candidare. È piuttosto il contesto italiano, evanescenza dell’opposizione (quella che va a Sanremo per «stare con la gente») in primis, a renderlo estremamente pericoloso, come i fatti credo dimostrino. Limitarsi a demonizzare è anche un modo per nascondere le proprie manchevolezze, dimenticando che il Demonio è tale solo quando trova anime pronte a farsi carpire.
Quoto, caro gambero, quoto...
Un interessante (come sempre) punto di vista, da Malvino.
Parole sante. Condivido pienamente le tue parole: non è facile trovare uomini liberi in questa Italia di merda..
ma come mai quel titolo in tedesco? non starai anche tu a Berlino per caso?!?
No, caro Michele, purtroppo non sto a Berlino come certi miei carissimi amici, ma a Bolzano. Essendo il tedesco lingua a me familiare, tendo a volte a dimenticare come questo blog sia invece rivolto ad un pubblico non strettamente locale, che non necessariamente mastica la lingua di Goethe. Più che una citazione, voleva essere un ammicco ad Adorno, tutto lì.