Ecco lo “sciopero del giorno dopo”
Prosegue la mobilitazione contro il decreto Gelmini. Alle proteste degli studenti fa infatti seguito uno sciopero generale del settore della scuola, con annessa manifestazione nazionale, indetto da flc/CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS/confsal e Federazione Gilda UNAMS.
La manifestazione, all’insegna dello slogan «Uniti per la scuola di tutti», si terrà a Roma dopodomani, giovedì 30 ottobre. Massiccia la partecipazione prevista: al momento del voto per la conversione in legge dell’impopolare e contestato decreto non se ne potrà certo non tenere conto.
Così si fa, era ora che il sindacato tornasse a mostrare gli attributi!
A proposito, quand’è che si vota al Senato?
Il 29 ottobre? Ah, ecco.
il Gambero Rotto
Ore 15:32 – Gasparri: «Protesta fascio–comunista». Pensavo di averle viste e sentite tutte, ma Gasparri che dà del “fascio” a qualcuno ancora mi mancava.
Lasciamoli tutti sull'Isola dell'Anno...Dopo!
Per fortuna quella che una volta si chiamava "la base", già da tempo si è mossa, anche se la prima tranche dei Gelminitagli erano già stati inseriti nel decreto dell'8 agosto (e in quei giorni era davvero un po' difficile una mobilitazione di scuole ed università!!!), con tantissime iniziative che, quanto a creatività, intelligenza, patrecipazione e passione, davvero sembrano riverberare in qualche modo il'68!
Fare lezione in strada, ad esempio, è stata un'esperienza bellissima. C'era tutto, dalla filosofia Peripatetica di Aristotele, all'agorà, alla giulleria e cantastorialità che riempivano le piazze di racconti e parole, alle declamazioni pubbliche, al teatro di strada...ecc. Tutto confluiva in questa forma creativa di contestazione. La gente che faceva capannello ad ascoltare. Forse per troppo tempo il sapere è stato al chiuso delle aule. Ci voleva una tipa dall'occhialetto e dal capello (ed il cervello ca va sans dire!)imbalsamato, per portarlo all'aperto degli spazi.
Forse è stato per la troppa cultura in piazza che Berlusconi ha saltato l'appuntamento settimanale a Napoli? Forse è per questo che per una volta, malgrado intorno alle lezioni e alle contestazioni pullulassero telecamere e mirofoni, le solite facce politiche da telegiornale e da inquadratura se ne stavano alla larga?
Cos'era, allergia alla cultura ed al sapere?
@ Franz, il Gambero. Ancora grazie.
@ Gambero
Gasparri che esprime un pensiero? È un ossimoro!
Ma ti è sfuggita l'istigazione di Cossiga (e poi dice che uno lo chiama e lo chiamava Kossiga!) e la sua confessione di essere stato il mandante e l'ispiratore dell'omiicidio di Giorgiana Masi!!!
Gambero, possibile tu non capisca? È la nuova frontiera della lotta sindacale! Si chiama "chiudi la stalla quando i buoi sono scappati" e ha sempre un risultato: mostrare quanto si sarebbe stati incisivi se si fosse combattuto prima. È come dire a chi ti ha tirato un pugno "Ringrazia il cielo che sono pacifista". Mi ricorda la grandissima "Je faccio bù" di Elio e le storie tese...
E' che sono meravigliosi (sospiro).
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19:28 Berlusconi: "In calo consenso Gelmini"
Il consenso nei confronti del ministro Gelmini "è in calo", ed è "colpa della disinformazione": lo afferma Silvio Berlusconi
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Ed infine -della serie "altre osservazioni inutili": gli occhiali non son quelli di Maria Stella ma quelli di Bobo
@Belfagor: no, non mi è sfuggito. Non mi sono pronunciato, né tantomeno voglio pronunciarmi. Le mie opinioni al proposito sono passibili di arresto.
@Demart: ah, ecco. Cerca di capirmi: a noi “vudi montanavi” capita spesso di non cogliere la sottigliezza di certe strategie. Perdonami poi se ho spostato il tuo commento sul ministro dei Beni Culturali (con annessa risposta) in uno dei post a lui dedicati. È che non vorrei che si parlasse di lui su ogni cosa che pubblico ;-)
@Equipaje: gran brutta cosa la disinformazione, nevvero? Detto poi da lui, che certo se ne intende, acquista tutto un altro peso. Per quanto ci riguarda, possiamo sperare che l’immeritato calo di popolarità del ministro Gelmini lo confini presto a condurre trasmissioni sado-maso come la Pivetti, vestita alla “portiere di notte” (e con gli occhiali di Maroni, per un tocco ancor più pulp).
Per Equipaje: sugli occhiali non è che mi sia sbagliato più di tanto ;-)
Se volete che questo governo faccia retromarcia dovete utilizzare la "bomba atomica": parlare ai vostri genitori e ai vostri nonni sopratutto, spiegargli le ragione della protesta e confrontarle con le menzogne pacchiane che escono dalla bocca del presidente del consiglio.
Non ci sara' piu' TG4 o TG5 che tenga e lo terrorizzerete quando comincera' a leggere il crollo verticale dei suoi consensi nei sondaggi.
Alcuni di voi avranno sicuramente genitori e nonni, capaci di libero pensiero, ma purtroppo non e' la fortuna di tutti soprattutto se di provenienza nazional popolare.
Per rompere l'incantesimo bisogno innantitutto insegnare a piu' persone possile che il Re e' Nudo che in termini moderni si traduce in: La televisione racconta Menzogne.
Vertita' banale per alcuni, sconosciuto concetto per molti, forse troppi.
Se condividete diffondete il messaggio.
Peché Marty Feldman?
In effetti sarebbe stata più adatta Frau Blucher… HIIIIIIIIIII! (nitrito)
No, vabbè, siamo onesti. La Gelmini è una bella ragazza di 35 anni. Il problema è che invece di fare la bella ragazza di 35 anni fa, in virtù delle sue parentele, il ministro della Pubblica Istruzione, si ridenomina ministro dell'Istruzione e promuove una riforma vergognosa.
Non che sia brutta, caro Demart, né – anche lo fosse – sarebbe su questo che andrei a far leva per sminuirla: è l’aria algida che si picca di ostentare, da preside di collegio femminile, a ricordarmi tanto Frau Blucher. Non posso che concordare sul resto.
Fragmenta di una giornata particolare:
Su un cartello alla manifestazione spontanea di tutti gli studenti di ogni ordine e grado, a Napoli: "Freud vs Gelmini". Per l'assemblea si è dovuta prendere Piazza Plebiscito (la piazza più grande di Napoli, quella dei concerti), città paralizzata, ma...nelle auto facce sorridenti verso il corteo e gente che chiedeva, oppure cercava un posto dove parcheggiare e si accodava. Applausi anche da parte dei turisti.
Lo slogan più d'antan? "Pagherete caro, pagherete tutto" (Gambero, ti ricorda qualcosa?)
Il cartello più spiazzante? Lo portava al petto un ragazzo bellissimo: "Un abbraccio contro la Gelmini" che poi abbracciava chiunque incontrasse!
«Paghevete cavo, paghevete tutto»? Eccome, cara Belfagor.
È lo slogan che ancora oggi mi fa più male sentire: dei suoi destinatari, nessuno si è infatti ancora mai trovato a dover pagare un cazzo.
Anzi, molti, invece di pagare, hanno fatto carriera, fino a sedere sui più alti scranni del nostro Stato (Kossiga, ad esempio)...
Che lo slogan fosse come gli Inti Illimani???
"Pagherete caro pagherete tutto" è uno slogan del quale non andrei fiero (e non perché non ha raccolto quanto seminava). Io avrei sottoscritto un più modesto "ognuno si assuma le proprie responsabilità". (Segue commento in stile Carletto Mazzone: "magara!").
Ma dai1 Te lo immagini ad un corteo gridare "ognuno si assuma..."!
Allora sarebbe stato meglio un pernacchione in coro, alla De Filippo ne "L'oro di Napoli" o un sessantottino "Una risata vi seppellirà", oppure un 2Siete tutti coinvolti" alla De André...
È vero. Ma il punto forse è quello: io ho difficoltà ad immaginarmi un corteo...
Non saprei citare un solo slogan che non si sia, alla resa dei conti, rivelato velleitario e svuotato di senso, né tantomeno me ne viene in mente uno che io possa ancora pronunciare senza imbarazzo. A spararle sempre più grosse, si finisce col farsi ridere dietro (un bel problema, quando si è ancora incazzati come bisce).
E allora, visto che i nostri slogan si sono rivelati forieri di sorti contrarie a quanto richiesto attraverso loro, potremmo sfruttarne QUESTA potenzialità e gridare Lunga vita a Kossiga!, Berlusconi libero!, Ruberete caro, ruberete tutto!, Dentro, i compagni, nelle galere, fuori i ladri e le camicie nere!, sperando che questi slogan abbiano lo stesso destino degli altri. Cioè che si avverino AU CONTRAIRE!
Cioè. Io ho, come dire, la sensazione che si siano già avverati tutti. Nella misura che.
Beh, in effetti...Ma si può ben sperare che questi portino loro altrettanta sfiga di quella che i precedenti portarono a noi!!! :)