Datemi una m, datemi una a, datemi una f…
Come esimersi, di questi tempi, dal proporre diagnosi e terapie per la cronica malattia che, frenando lo sviluppo dell’Italia, rischia di precipitarla in una grave recessione? Il debito pubblico ha mille cause strutturali che ognuno, a seconda della propria sensibilità e dei propri riferimenti ideologici, ritiene di volta in volta di poter individuare ora nel sistema previdenziale, ora nel pubblico impiego, nella massiccia evasione fiscale (indubitabilmente) o nel filetto di manzo Kobe servito a 2 euro al ristorante del Senato.
Per carità: di tutto si può discutere, tutto si può riformare. Qualcosa però mi sgomenta: che – tra le presunte cause strutturali del debito pubblico – a nessuno, pensoso Solone, brillante analista o sguaiato tribuno, sembri mai saltare in mente di menzionarne una.
Solo una. Sempre quella.
Provo a ricordarla io, quale modesto contributo ad un dibattito onesto, prima ancora che alla soluzione dei problemi: la criminalità organizzata. Quel parassita, volgarmente detto mafia, che s’incista nelle amministrazioni e divora appalti e fondi. Quanto ci costa? Certi che non pesi più di un punto di I.V.A. in più o in meno? Siamo davvero sicuri che ci giovi far finta che i mercati non ne siano a conoscenza? Che in un Paese come l’Italia, notoriamente in buona parte sotto il diretto controllo delle organizzazioni criminali, debba essere un pigro blogger bolzanino a ricordarlo lascia ben intendere come siamo ridotti.
Grazie per l’attenzione.
il Gambero Rotto
Per non parlare della corruzione nella pubblica amministrazione: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-07-06/corruzione-italia-tassa-occulta-094757.shtml
Giusto. Corruzione, mafie e conflitti d'interesse assortiti fan sì che da noi, per fare un esempio, un chilometro di TAV costi 6 volte più che in Francia o Spagna. Aggiungi l'evasione fiscale di massa, riproponi il tutto per decenni, ed il grosso del buco è bell'e che spiegato. Ciononostante - il perché si capisce fin troppo bene - si preferisce parlare di articolo 81 della Carta, di controriforma del sistema pensionistico e si aumentano i balzelli per coloro che già contribuiscono. Mentre "noi" lasciamo fare: ci meritiamo tutto.
La nostra classe dirigente è troppo impegnata a reprimere, come può, le voci di dissenso: corruzione, mafie e conflitti d'interesse non gl'interessano. http://www.repubblica.it/politica/2011/08/24/news/caso_rai_la_lei_chiede_provvedimenti-20827050/?ref=HREC1-4
La mafia? E che cos'è?
I problemi veri sono il traffico e l'Etna!
Un bel ponte sullo Stretto, un bel tunnel sotto l'Etna e passa la paura.
Io penso, da sempre, che l'analisi da fare sia più drastica: la "mafia" siamo noi ("itagliani" in genere, esclusi i presenti, eventualmente e naturalmente), cioè l'incultura e la mancanza di rispetto per il prossimo, che si traduce in mancanza di rispetto per le regole, in totale assenza di intelligenza a vantaggio di onnipresente furbizia, in totale mancanza di elaborazione strategica per lo sviluppo futuro a favore del magna magna quotidiano, si arrangi chi può (evidentissimo perfino nella attuale ignobile e farsesca "manovra 2") che non c'è certezza del diritto ma solo del rovescio. L'Etna non c'entra, anche qui da noi si fa i furbi, artigianalmente, tra una birra e un wurstel non fiscali, perfino industrialmente...
I cessi al Brennero sono sporchi, a Gries am Brenner o Matrei sono puliti. Perchè? Anche col Brenner Tunnel la mia paura rimane.
Chiedo scusa, avevo sbagliato a scrivere l'indirizzo web...