«Vieni avanti, Savoia!»
260 milioni di risarcimento e restituzione dei beni avocati?
«È il risarcimento per 54 anni di esilio», sostengono l’attempato gagà Vittorio Emanuele ed il piazzista di cetrioli sott’aceto Emanuele Filiberto, cui spetterebbero rispettivamente 170 e 90 milioni di euro, oltre alla restituzione dei beni a suo tempo avocati al mai rimpianto Casato. L’improvvida sortita degli eredi di Casa Savoia si commenta da sé; giusto l’ennesima riprova della statura di questi personaggi, di cui nessuno sentiva la mancanza e che si è purtuttavia fermamente voluto far tornare, mettendo allo scopo perfino mano ad una Carta costituzionale che garantiva, tra i diritti di ogni cittadino, anche quello di non dover aver a patire due babbei di troppo.


