«Vaffanculo, Cinquecento.»
Aridatece Michele Serra!
Michele Serra scrive da Dio. Leggero, come avrebbe gradito Calvino, mai gratuito. Scrive bene anche la lista della spesa. Che invidia.
Potrei leggerlo volentieri anche su Libero, tanto per chiarire che questo non è il post nostalgico in cui si rimpiangono i bei tempi andati, quelli di Cuore.
È pur vero che il Serra di oggi ama indulgere più del dovuto all’impersonare il benpensante di sinistra, a far proprie quelle istanze securitarie e moderate che – non ci sono più i valori di una volta, Signora mia… – paiono essere l’unica reazione possibile all’Apocalisse umana e civile, prima ancora che politica e culturale, in cui è precipitato questo Paese. È umano: per sfuggire all’abisso ci si appiglia anche a quelle piccole cose di pessimo gusto che tanto disdegnavamo quando eravamo giovani e pronti ad aprir l’uscio alla Rivoluzione, non appena questa avesse bussato.


