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	<title>Commenti a: Guida definitiva al risotto&#160;perfetto</title>
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	<description>Voglio il pane, le rose, ed anche il foie gras.</description>
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		<title>Di: Ginger</title>
		<link>http://gamberorotto.com/ricette/guida-al-risotto-perfetto/#comment-10408</link>
		<dc:creator>Ginger</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 15:08:33 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Gambero, come aggiungere qualcosa alla completezza della tua trattazione? Non c&#039;è modo, se non illustrando quella che è una scuola di pensiero alternativa sul metodo di cottura. 

Secondo alcuni infatti la mescolatura che, come diceva Totò &quot;deve essere continua e ININTERROTTA&quot; in realtà comporta un rilascio eccessivo di amido nelle fasi iniziali di cottura. 

Costoro, riducendo la portata del fuoco, mescolano solo nelle fasi iniziali, per poi lasciare cuocere il riso aggiungendo periodicamente il brodo a mano a mano che evapora. 

Sul finir della cottura effettuano la mantecatura vera e propria rimestando con una certa energia (ma facendo attenzione a non eccedere perchè il chicco è a questo punto di una certa fragilità) e aggiungendo un tocco di grasso finale, in modo da rilasciare solo in questa fase l&#039;amido.

Ho avuto modo di assaggiare un risotto cucinato così davvero delizioso. A onor del vero devo concludere però dicendo che quando ho provato a riprodurre questa esecuzione, probabilmente a causa di un&#039;errata gestione del brodo, il riso mi si è irrimediabilmente attaccato.

In fine mi unisco ai vari pareri sull&#039;uso del vino indicando la mia opinione.
Qualora la ricetta lo richieda, il vino deve essere sempre poco. E più ancora della dealcolizzazione, è importante che l&#039;alcool evapori del tutto quando viene aggiunto. In questo, come tutti sanno, il naso è un ottimo consigliere: quando ne svanisce l&#039;odore d&#039;alcool, è fatta. 
E dissento completamente da &quot;Sua Eminenza&quot; Allan Bay avendo io a tal riguardo una mia credenza. L&#039;alcool ha una funzione fondamentale, soprattutto quando è combinato a certe spezie e aromi: ci consente di distillare alcune fragranze che solo in questo modo entrano a far parte della soluzione lipidica. Purtroppo di tutto ciò  non ho alcuna prova scientifica... :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gambero, come aggiungere qualcosa alla completezza della tua trattazione? Non c'è modo, se non illustrando quella che è una scuola di pensiero alternativa sul metodo di cottura. </p>
<p>Secondo alcuni infatti la mescolatura che, come diceva Totò "deve essere continua e ININTERROTTA" in realtà comporta un rilascio eccessivo di amido nelle fasi iniziali di cottura. </p>
<p>Costoro, riducendo la portata del fuoco, mescolano solo nelle fasi iniziali, per poi lasciare cuocere il riso aggiungendo periodicamente il brodo a mano a mano che evapora. </p>
<p>Sul finir della cottura effettuano la mantecatura vera e propria rimestando con una certa energia (ma facendo attenzione a non eccedere perchè il chicco è a questo punto di una certa fragilità) e aggiungendo un tocco di grasso finale, in modo da rilasciare solo in questa fase l'amido.</p>
<p>Ho avuto modo di assaggiare un risotto cucinato così davvero delizioso. A onor del vero devo concludere però dicendo che quando ho provato a riprodurre questa esecuzione, probabilmente a causa di un'errata gestione del brodo, il riso mi si è irrimediabilmente attaccato.</p>
<p>In fine mi unisco ai vari pareri sull'uso del vino indicando la mia opinione.<br />
Qualora la ricetta lo richieda, il vino deve essere sempre poco. E più ancora della dealcolizzazione, è importante che l'alcool evapori del tutto quando viene aggiunto. In questo, come tutti sanno, il naso è un ottimo consigliere: quando ne svanisce l'odore d'alcool, è fatta.<br />
E dissento completamente da "Sua Eminenza" Allan Bay avendo io a tal riguardo una mia credenza. L'alcool ha una funzione fondamentale, soprattutto quando è combinato a certe spezie e aromi: ci consente di distillare alcune fragranze che solo in questo modo entrano a far parte della soluzione lipidica. Purtroppo di tutto ciò  non ho alcuna prova scientifica...&nbsp;:-)</p>
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		<title>Di: il Gambero Rotto</title>
		<link>http://gamberorotto.com/ricette/guida-al-risotto-perfetto/#comment-10392</link>
		<dc:creator>il Gambero Rotto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 19:48:53 +0000</pubDate>
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		<description>Desolato, cara Manuela, ma il riso per le insalate non lo preparo proprio. L&#039;insalata di riso è una preparazione che non m&#039;intriga, che non ho quasi mai voglia di mangiare e cui, di conseguenza, non mi dedico mai (di pasta, semmai). So che qualcuno lo raffredda sotto l&#039;acqua corrente, mentre altri lo lasciano raffreddare sparso su di una qualche superficie. Altri ancora ricorrono al famigerato parboiled. Soluzione che sconsiglio, pur nella mia incompetenza in materia :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Desolato, cara Manuela, ma il riso per le insalate non lo preparo proprio. L'insalata di riso è una preparazione che non m'intriga, che non ho quasi mai voglia di mangiare e cui, di conseguenza, non mi dedico mai (di pasta, semmai). So che qualcuno lo raffredda sotto l'acqua corrente, mentre altri lo lasciano raffreddare sparso su di una qualche superficie. Altri ancora ricorrono al famigerato parboiled. Soluzione che sconsiglio, pur nella mia incompetenza in materia&nbsp;:)</p>
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		<title>Di: Manuela (fiOrdivanilla)</title>
		<link>http://gamberorotto.com/ricette/guida-al-risotto-perfetto/#comment-10233</link>
		<dc:creator>Manuela (fiOrdivanilla)</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 16:05:10 +0000</pubDate>
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		<description>ma senti, il riso per insalate invece come lo prepari? :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma senti, il riso per insalate invece come lo prepari?&nbsp;:)</p>
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		<title>Di: il Gambero Rotto</title>
		<link>http://gamberorotto.com/ricette/guida-al-risotto-perfetto/#comment-7037</link>
		<dc:creator>il Gambero Rotto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 16:08:05 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno a te, Piv. Il riso può considerarsi tostato a puntino una volta che i chicchi iniziano a fare attrito col fondo del recipiente di cottura, producendo uno sfrigolìo piuttosto caratteristico. Si va più ad orecchio che non ad occhio :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a te, Piv. Il riso può considerarsi tostato a puntino una volta che i chicchi iniziano a fare attrito col fondo del recipiente di cottura, producendo uno sfrigolìo piuttosto caratteristico. Si va più ad orecchio che non ad occhio&nbsp;:)</p>
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		<title>Di: Piv</title>
		<link>http://gamberorotto.com/ricette/guida-al-risotto-perfetto/#comment-7036</link>
		<dc:creator>Piv</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2010 15:43:09 +0000</pubDate>
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		<description>Buondì, una cosa non mi è chiara...
Quando faccio la tostatura devo aspettare che il riso &quot;ingiallisca&quot; un po&#039;?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buondì, una cosa non mi è chiara...<br />
Quando faccio la tostatura devo aspettare che il riso "ingiallisca" un&nbsp;po'?</p>
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	</item>
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		<title>Di: il Gambero Rotto</title>
		<link>http://gamberorotto.com/ricette/guida-al-risotto-perfetto/#comment-6979</link>
		<dc:creator>il Gambero Rotto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 15:27:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://gamberorotto.com/ricette/guida-al-risotto-perfetto/#comment-6979</guid>
		<description>Ti ringrazio - anche a nome dei miei lettori - per le tue interessanti note, cara Manuela. Ti sono poi particolarmente grato per la grande gentilezza che hai voluto usarmi. Certo è che un commento come il tuo meriterebbe ben altra risposta; purtroppo sono qui, tra il compiaciuto e l’imbarazzato, senza riuscire a spiccicare alcunché di accettabile. Grazie ancora.

PS: chi si trovasse a leggere questo mio commento, non perda l’occasione di seguire &lt;a href=&quot;http://fiordivanilla.blogspot.com/&quot; rel=&quot;external&quot;&gt;fiOrdivanilla &#124; il Senso del Gusto&lt;/a&gt;, il foodblog di Manuela. Davvero una bella scoperta, merita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti ringrazio - anche a nome dei miei lettori - per le tue interessanti note, cara Manuela. Ti sono poi particolarmente grato per la grande gentilezza che hai voluto usarmi. Certo è che un commento come il tuo meriterebbe ben altra risposta; purtroppo sono qui, tra il compiaciuto e l’imbarazzato, senza riuscire a spiccicare alcunché di accettabile. Grazie ancora.</p>
<p>PS: chi si trovasse a leggere questo mio commento, non perda l’occasione di seguire <a href="http://fiordivanilla.blogspot.com/" rel="external">fiOrdivanilla | il Senso del Gusto</a>, il foodblog di Manuela. Davvero una bella scoperta,&nbsp;merita.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: fiordivanilla</title>
		<link>http://gamberorotto.com/ricette/guida-al-risotto-perfetto/#comment-6968</link>
		<dc:creator>fiordivanilla</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 17:19:34 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Gambero, 
ho trovato il tuo blog per caso, cercando delle informazioni in rete. E mi sono stupita: io leggo spesso in rete post di molti foodblogger amici, ma altrettanto spesso mi annoiano. Non è cattiveria questo mio dire, significa soltanto che sono un po&#039; difficile ed è poco frequente che riesca a terminare completamente una lettura sul web, lo ammetto. Perché un testo stimoli la mia attenzione e quindi mi conduca fino alla sua ultima parola, ce ne vuole.

Ebbene, sono arrivata fin qui ( e tu mi avrai letto fin qui? ) per dirti che ti ho letto interamente e senza nessuna fatica :) Almeno in questo bel post sul riso. Si comincia pur sempre da qualche parte, no? Non solo ho letto il post per l&#039;argomento, che di estremo interesse per me, ma soprattutto per il modo in cui è stato scritto, per il TUO modo di scrivere. Ironico, divertente, a tratti serio, scorrevole, interessante e tanto altro. 
Insomma mi è piaciuto leggerti. Mi sono iscritta ai feed. A presto dunque ;)


ah, dimenticavo: i francesi usano fare una salsa al burro, che conosci sicuramente come il &quot;beurre blanc&quot;, il burro bianco. Per fare questo utilizzano non il vino, bensì l&#039;aceto di vino bianco. Solo che se la si fa direttamente sul fuoco, rischia di &#039;impazzire&#039;. Però perseguendo la stessa idea di utilizzo dell&#039;aceto di vino bianco, si potrebbe pensare a qualche uso del genere sostituendo il vino. Altrimenti si può fare a parte il burro bianco e poi aggiungerlo al riso. Direi che sarebbe da provare. E&#039; adattissimo con i pesci, soprattutto lessi, ma non metto in dubbio si sposi bene anche con un buon risotto. In mi risulta che la mantecatura che fa Marchesi sia con beurre blanc, a fine cottura. 

Così Marchesi scrisse: &quot;Quando ero ragazzo i risotti sapevano sempre di formaggio. Ero a Berlino, a una cena con Emil Jung, tre stelle alsaziano [...] Parlando di &quot;acidità&quot;, mi disse: certo che voi risolvete il problema dell’acidità con due prodotti, il pomodoro e il parmigiano. Aveva ragione! Perché il parmigiano è alto di acidità e per
questa ragione in Italia si utilizza universalmente questo formaggio.
Ricordo che da ragazzo si metteva il parmigiano anche sulle verdure cotte: una bella grattata sugli spinaci li rendeva ancor più appetitosi. E quando non c’è il formaggio, c’è il pomodoro; se non tutti e due. Lavorando in Francia avevo poi maturato una riflessione: in quella cucina si faceva molto uso del &lt;b&gt;&quot;burro acido&quot;&lt;/b&gt;, preparato cuocendo prima la cipolla, con vino bianco o aceto, lasciandola intiepidire, per aggiungere poi del burro. Nella cottura della cipolla, la parte alcolica del vino bianco o dell’aceto, se ne va, e rimane la parte acida; il burro così preparato (beurre blanc o beurre Nantese) si utilizza come condimento.&quot;

quindi manteca il risotto con questo burro acido omettendo il parmigiano.

Però non credo di dirti nulla di nuovo a te :)

un simpatico saluto
Manuela</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gambero,<br />
ho trovato il tuo blog per caso, cercando delle informazioni in rete. E mi sono stupita: io leggo spesso in rete post di molti foodblogger amici, ma altrettanto spesso mi annoiano. Non è cattiveria questo mio dire, significa soltanto che sono un po' difficile ed è poco frequente che riesca a terminare completamente una lettura sul web, lo ammetto. Perché un testo stimoli la mia attenzione e quindi mi conduca fino alla sua ultima parola, ce ne vuole.</p>
<p>Ebbene, sono arrivata fin qui ( e tu mi avrai letto fin qui? ) per dirti che ti ho letto interamente e senza nessuna fatica :) Almeno in questo bel post sul riso. Si comincia pur sempre da qualche parte, no? Non solo ho letto il post per l'argomento, che di estremo interesse per me, ma soprattutto per il modo in cui è stato scritto, per il TUO modo di scrivere. Ironico, divertente, a tratti serio, scorrevole, interessante e tanto altro.<br />
Insomma mi è piaciuto leggerti. Mi sono iscritta ai feed. A presto dunque ;)</p>
<p>ah, dimenticavo: i francesi usano fare una salsa al burro, che conosci sicuramente come il "beurre blanc", il burro bianco. Per fare questo utilizzano non il vino, bensì l'aceto di vino bianco. Solo che se la si fa direttamente sul fuoco, rischia di 'impazzire'. Però perseguendo la stessa idea di utilizzo dell'aceto di vino bianco, si potrebbe pensare a qualche uso del genere sostituendo il vino. Altrimenti si può fare a parte il burro bianco e poi aggiungerlo al riso. Direi che sarebbe da provare. E' adattissimo con i pesci, soprattutto lessi, ma non metto in dubbio si sposi bene anche con un buon risotto. In mi risulta che la mantecatura che fa Marchesi sia con beurre blanc, a fine cottura. </p>
<p>Così Marchesi scrisse: "Quando ero ragazzo i risotti sapevano sempre di formaggio. Ero a Berlino, a una cena con Emil Jung, tre stelle alsaziano [...] Parlando di "acidità", mi disse: certo che voi risolvete il problema dell’acidità con due prodotti, il pomodoro e il parmigiano. Aveva ragione! Perché il parmigiano è alto di acidità e per<br />
questa ragione in Italia si utilizza universalmente questo formaggio.<br />
Ricordo che da ragazzo si metteva il parmigiano anche sulle verdure cotte: una bella grattata sugli spinaci li rendeva ancor più appetitosi. E quando non c’è il formaggio, c’è il pomodoro; se non tutti e due. Lavorando in Francia avevo poi maturato una riflessione: in quella cucina si faceva molto uso del <b>"burro acido"</b>, preparato cuocendo prima la cipolla, con vino bianco o aceto, lasciandola intiepidire, per aggiungere poi del burro. Nella cottura della cipolla, la parte alcolica del vino bianco o dell’aceto, se ne va, e rimane la parte acida; il burro così preparato (beurre blanc o beurre Nantese) si utilizza come condimento."</p>
<p>quindi manteca il risotto con questo burro acido omettendo il parmigiano.</p>
<p>Però non credo di dirti nulla di nuovo a te :)</p>
<p>un simpatico saluto&nbsp;Manuela</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: il Gambero Rotto</title>
		<link>http://gamberorotto.com/ricette/guida-al-risotto-perfetto/#comment-6891</link>
		<dc:creator>il Gambero Rotto</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 10:43:12 +0000</pubDate>
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		<description>Avere la conferma di non essere il più talebano in circolazione non può che farmi piacere :)
La casseruola in rame stagnato rimane certo l’optimum, ma posso assicurare che a rendere una ciofeca i risotti assaggiati da Gattomur non era certo il rivestimento antiaderente. Non sempre una cucina casalinga dispone di tutti i recipienti del materiale e delle dimensioni  più appropriati: tocca talvolta arrangiarsi un po’, senza necessariamente compromettere il risultato.

La sfumatura col vino ha poi, lo riconosco, più una connotazione rituale che non una vera utilità: per chi non volesse rinunciarvi sarà bene adottare gli accorgimenti (far evaporare la parte alcoolica del vino) di cui già abbiamo parlato nei commenti precedenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avere la conferma di non essere il più talebano in circolazione non può che farmi piacere :)<br />
La casseruola in rame stagnato rimane certo l’optimum, ma posso assicurare che a rendere una ciofeca i risotti assaggiati da Gattomur non era certo il rivestimento antiaderente. Non sempre una cucina casalinga dispone di tutti i recipienti del materiale e delle dimensioni  più appropriati: tocca talvolta arrangiarsi un po’, senza necessariamente compromettere il risultato.</p>
<p>La sfumatura col vino ha poi, lo riconosco, più una connotazione rituale che non una vera utilità: per chi non volesse rinunciarvi sarà bene adottare gli accorgimenti (far evaporare la parte alcoolica del vino) di cui già abbiamo parlato nei commenti&nbsp;precedenti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: GattoMur</title>
		<link>http://gamberorotto.com/ricette/guida-al-risotto-perfetto/#comment-6870</link>
		<dc:creator>GattoMur</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 20:11:09 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://gamberorotto.com/ricette/guida-al-risotto-perfetto/#comment-6870</guid>
		<description>Direi assolutamente sì, e penso che anche Gambero sia d&#039;accordo e l&#039;ha scritto chiaramente: se aggiungi il riso al soffritto, o non tosta il riso, o si brucia la cipolla. Che, mi verrebbe da aggiungere, dovrebbe essere tagliata, oltre che finissima, anche con una lama di ceramica e non di metallo, per evitare l&#039;ossidatura.
Sulla padella sono assolutamente d&#039;accordo con Dada, mi spiace contraddire l&#039;amatissimo Gambero (ma per una volta posso anche farlo, suvvia), ma la pentola larga antiaderente mi sembra inaccettabile. Io uso una casseruola di rame stagnata. Le volte che ho mangiato, cucinato da qualcun altro, un riso fatto in una pentola larga antiaderente, era sempre una ciofeca (ma non ho mai assaggiato quello del Gambero, devo ammetterlo).
Su un altro punto dissentirei dallo splendido padrone di casa: la sfumatura con il vino bianco. Ecco, mi sembra un cedimento alle cattive abitudini, a mio parere l&#039;unico risultato è dare una nota amara o acida. Se proprio vino ci deve essere nella ricetta (chessò, risotto allo Champagne), lo de-alcolizzerei a parte (ovviamente su questo Allan Bay ha fatto scuola) e lo aggiungerei assieme al brodo verso la fine.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Direi assolutamente sì, e penso che anche Gambero sia d'accordo e l'ha scritto chiaramente: se aggiungi il riso al soffritto, o non tosta il riso, o si brucia la cipolla. Che, mi verrebbe da aggiungere, dovrebbe essere tagliata, oltre che finissima, anche con una lama di ceramica e non di metallo, per evitare l'ossidatura.<br />
Sulla padella sono assolutamente d'accordo con Dada, mi spiace contraddire l'amatissimo Gambero (ma per una volta posso anche farlo, suvvia), ma la pentola larga antiaderente mi sembra inaccettabile. Io uso una casseruola di rame stagnata. Le volte che ho mangiato, cucinato da qualcun altro, un riso fatto in una pentola larga antiaderente, era sempre una ciofeca (ma non ho mai assaggiato quello del Gambero, devo ammetterlo).<br />
Su un altro punto dissentirei dallo splendido padrone di casa: la sfumatura con il vino bianco. Ecco, mi sembra un cedimento alle cattive abitudini, a mio parere l'unico risultato è dare una nota amara o acida. Se proprio vino ci deve essere nella ricetta (chessò, risotto allo Champagne), lo de-alcolizzerei a parte (ovviamente su questo Allan Bay ha fatto scuola) e lo aggiungerei assieme al brodo verso la&nbsp;fine.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Piv</title>
		<link>http://gamberorotto.com/ricette/guida-al-risotto-perfetto/#comment-6867</link>
		<dc:creator>Piv</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 17:33:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://gamberorotto.com/ricette/guida-al-risotto-perfetto/#comment-6867</guid>
		<description>Ciaoo, allora per la tostatura,  si aggiunge il soffritto al riso già tostato e non il contrario giusto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciaoo, allora per la tostatura,  si aggiunge il soffritto al riso già tostato e non il contrario&nbsp;giusto?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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