Gamberoni reali con crema di ceci su consommé di gamberoni e zucchine

L’ennesimo “Pierangelini dei poveri“

Passatina di ceci con gamberi

Si contano tante versioni – chiamiamole pure becere scopiazzature – della celeberrima “passatina di ceci con gamberi” di Fulvio Pierangelini quanti sono i cuochi (ed i food–blogger) della Penisola: potevo forse fare eccezione? Certo che no. Mi unisco pertanto alla folta schiera degli emuli, andando a presentare la mia variazione sul tema. Nulla di che: ho semplicemente voluto giocare un po’ sulle consistenze, lasciando piuttosto cremosa la passatina, a far contrasto con il consommé di zucchine versato a specchio sul piatto. Il risultato? Piuttosto soddisfacente, anche se il lato estetico ha lasciato a desiderare: la prossima volta proverò a presentare la passatina sotto forma di gâteau, aiutandomi con dell’agar–agar, per “impiattare“ il tutto con un minimo di eleganza in più (e potermela di conseguenza tirare come piace a me).

La ricetta della passatina

Non presenta difficoltà di sorta, se non quella (che difficoltà non è) di dover di tanto in tanto ricorrere a mussola e colino. Il coefficiente di “sporchevolezza” è pertanto piuttosto elevato.

  1. Ingredienti

    Dosi per 5-6 persone, da ritenersi assolutamente indicative (quando indicate). Sono infatti restio a dare dosi esatte, tenuto conto della mia insopprimibile tendenza ad abbondare.

    1. Un kg. di gamberoni reali
    2. 500 g. di ceci essiccati
    3. 2 zucchine
    4. Scalogno, cipolla, sedano, carota, 3 spicchi d’aglio
    5. Alloro, timo, maggiorana e rosmarino
    6. Olio extravergine d’oliva e pepe nero
    7. Vino bianco secco, grappa spray di moscato
  2. Preparazione

    La passatina cremosa di ceci
    1. Mettere i ceci in ammollo in acqua tiepida, lasciandoveli per 8 ore
    2. Lessare per un paio d’ore i ceci in acqua appena salata (unita alla loro acqua d’ammollo), con una foglia d’alloro, uno spicchio d’aglio in camicia ed un rametto di rosmarino.
    3. Regolare di sapore e passare allo chinois, aggiustando eventualmente di consistenza: con l’aggiunta di brodo vegetale caldo se troppo asciutta, rimettendo sul fuoco se troppo liquida.
    I gamberoni
    1. Pulire i gamberoni privandoli del guscio e dell’amaro budellino nero, tenendo da parte i gusci e le teste, da usare per il consommé.
    2. Scaldare un filo d’olio d’oliva, un pezzettino di lardo ed uno spicchio d’aglio in camicia in una padella di ferro (o antiaderente).
    3. Rosolare il meno possibile le code dei gamberoni, regolando appena di sale. Una nuvoletta di grappa di moscato Alexander non guasta affatto: il praticissimo nebulizzatore consente di profumare piacevolmente i gamberoni senza rischiare di annegarli nell’alcool.
    Il consommé di gamberoni e zucchine
    1. Rosolare brevemente in poco olio uno spicchio d’aglio in camicia, uno scalogno ed una foglia di alloro. Unirvi gli zucchini, sfumarvi del vino bianco secco e cuocere brevemente, profumando con maggiorana fresca.
    2. Lessare i gusci e le teste dei gamberoni in un court bouillon di cipolla, sedano e carota, schiumando di tanto in tanto.
    3. Passare gli zucchini al setaccio o al passaverdure, eliminato l’aglio; unire il brodo di gamberi (debitamente filtrato) fino ad ottenere la consistenza desiderata.
    4. Regolare di sapore e filtrare.
  3. Servire:

    “Impiattare“ disponendo la crema di ceci su un piatto teso, cercando di darle una qualche forma. Versare a specchio il consommé di zucchine e disporvi le code di gamberoni. Completare con qualche ago di rosmarino, una parca macinata di pepe nero ed un filo d’olio extravergine a crudo.

    Chardonnay St. Valentin, Kellerei St. Michael–Eppan

    Il vino scelto: Chardonnay St. Valentin 2005, Kellerei St. Michael–Eppan. Di buona struttura, col dolce della vaniglia che ben si armonizza alle note erbacee e – non guasta affatto – dal non punitivo rapporto qualità–prezzo.

So di poter contare sull’indulgenza dei miei due virgola cinque lettori per la scarsa – se non nulla – originalità di questa ricetta. Quel che davvero mi preoccupa è la pur remota eventualità che Pierangelini si trovi a visitare questa pagina: non sono infatti certo che gradirebbe il mio modesto omaggio. Confido nel suo senso dell’umorismo (e che non chiami i Carabinieri).

il Gambero Rotto

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