Due primi con una fava (e coi pistacchi)

Una pasta, una crema o… entrambe?

Pasta e crema di fave

Conclusa – almeno per quanto mi riguarda – la serie di post elettorali, è ora che torni ad occuparmi di cucina, ambito decisamente più ricco di soddisfazioni. In debito di carboidrati, proteine ed alcole etilico per la schiacciante vittoria di Alemanno alle Comunali di Roma, mi son deciso a cucinare una pasta con le fave, incontrando però la viva resistenza della mia dolce metà, ai piaceri del carboidrato di me assai meno incline (specialmente se di sera).

Che fare? Ho salomonicamente preparato l’ingrediente base comune – l’amato legume – per poi servirlo in due diverse maniere: come condimento per la pasta e sotto forma di crema. Il supplemento di impegno necessario era del resto men che modesto – ed in ogni caso giustificato dalla grazia della mia commensale.

La/e ricetta/e: bigoli e crema alle fave e pistacchi

Semplicissima, ai limiti della banalità.

  1. Ingredienti

    1. Fave fresche. Quante? A piacere. Va calcolato che, una volta sgusciate e sbucciate, non ne rimarrà che meno di un un quinto del peso originario.
    2. Pasta lunga a piacere (io ho usato i “bigoli”)
    3. Pistacchi, diciamo pure di Bronte. Non li trovo mai, ma sembrano essere imprescindibili, un po’ come la colatura di alici di Cetara. Ne farò incetta a settembre, approfittando di una puntata in Sicilia.
    4. Scalogno, aglio, lardo
    5. Alloro, timo
    6. Olio extravergine d’oliva e pepe nero
    7. Vino bianco secco. Un bicchierino, il resto bevetevelo ai fornelli.
  2. Preparazione

    Le fave
    1. Sbollentare per 6-7 minuti le fave sgusciate in abbondante acqua salata, scolare e conservare l’acqua.
    2. Raffreddare le fave in acqua fredda e sbucciarle
    3. Soffriggere in olio extravergine l’aglio e lo scalogno, con un pezzetto di lardo ed una foglia d’alloro
    4. Unire le fave al soffritto, sfumarvi poco vino bianco secco e lasciare insaporire, aggiungendo del timo fresco e togliendo lardo ed alloro
    La pasta
    1. Scolare la pasta al dente e saltarla in padella con le fave, unendo un bicchiere della loro acqua di cottura
    La crema
    1. Passare al mixer le fave con poco olio e con un po’ della loro acqua di cottura (o brodo vegetale)
    2. Passare allo chinois; di nuovo brevemente sul fuoco per regolare di sale e densità
  3. Servire:

    “Impiattare“ senza troppi complimenti la pasta e/o la crema. Completare con i pistacchi precedentemente tritati e leggermente tostati, qualche fogliolina di timo fresco, una spolverata di pecorino grossolanamente grattugiato (la pasta), pepe nero a piacere e l’immancabile filo d’olio extravergine a crudo.

Bigoli e crema con fave e pistacchi
Il risultato finale
Da bere?

Quel che ci vuole – per me, s’intende – è una bella bollicina, per sgrassare come si deve la bocca e far così da contraltare al dolce ed alla pastosità delle fave. Come il Prosecco di Valdobbiadene Brut di Silvano (e Alberta) Follador, dalle gradevoli note di agrumi e mela acerba, scoperto per puro caso durante una recente incursione nel Trevigiano. Caldamente raccomandato.

il Gambero Rotto

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