A proposito di… Ahi serva Italia

Promemoria

Datemi una m, datemi una a, datemi una f…

Come esimersi, di questi tempi, dal proporre diagnosi e terapie per la cronica malattia che, frenando lo sviluppo dell’Italia, rischia di precipitarla in una grave recessione? Il debito pubblico ha mille cause strutturali che ognuno, a seconda della propria sensibilità e dei propri riferimenti ideologici, ritiene di volta in volta di poter individuare ora nel sistema previdenziale, ora nel pubblico impiego, nella massiccia evasione fiscale (indubitabilmente) o nel filetto di manzo Kobe servito a 2 euro al ristorante del Senato.

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Sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra

Scriviglielo su Facebook, avessi mai dubbî

Con l’approssimarsi dei ballottaggî, volge finalmente al termine quest’estenuante tornata elettorale amministrativa. Della quale è forse prematuro – perlomeno per scaramanzia – voler già trarre dei dati certi, fatta eccezione per il dimezzamento delle preferenze personali ottenute dal Cav. in quel di Milano e per il contestuale buon risultato al primo turno di Pisapia. Che non fa che confermare come – a livello locale – il centrosinistra se la possa sempre giocare, in barba allo strapotere mediatico e finanziario dell’avversario, ove abbia cura di adottare ancorché minimi accorgimenti. Tra i quali la pur doverosa scelta di un candidato presentabile non riveste certo minor importanza del riuscire a contenere – con le buone od a bastonate, si rendessero queste necessarie – l’interventismo autodistruttivo degli stucchevoli deuteragonisti Veltroni-D’Alema.
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Angelus Vetus

Cartoline da Weimar e dintorni

Angelus Novus, Paul Klee
Paul Klee, Angelus Novus, 1920 - esposto all’Israel Museum di Gerusalemme;

«È come se solo presso i morti si potesse trovare giustizia dai vivi. Perché ciò che questi fanno è assolutamente intollerabile» (Es ist mir, als wäre nur bei den Toten Gerechtigkeit zu finden gegen die Lebenden. Denn was diese tun, ist ganz und gar unerträglich). Ancora risuona – ed al contempo agghiaccia chi appena ricordi come di lì a poco evolsero le cose – l’inascoltato grido di dolore di Jakob Wassermann ne Il mio cammino di tedesco ed ebreo (Mein Weg als Deutscher und Jude, S. Fischer Verlag, Berlino 1921).

Troppo facile, col senno di poi, leggere nel disagio del Wassermann, nella constatazione della sua impossibilità, in quanto ebreo, di essere riconosciuto anche compiutamente tedesco, la premonizione di come quell’infezione antisemita da sempre latente ma mai assurta allo stato di morbo conclamato (e dipperciò mai guarita) stesse via via minando – fino alle estreme conseguenze – la già gracile, ormai quasi estenuata complessione del weimarismo.

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Minima Fecalia

Reflexionen aus dem beschissenen Leben

Un utile ripasso degli ultimi 17 anni. A beneficio di chi non c’era, di chi dormiva – forse sognava. O di chi si fosse semplicemente lasciato sfuggire qualcosa. Anni di cui non salvare niente e nessuno; che è difficile, se non impossibile, raccontare meglio del coprolalico Daniele Luttazzi di ieri sera.

Cui sento di dovere un grazie.

Per parole da condividere – una volta tanto – senza remora alcuna.

Perché non è facile trovare uomini liberi, in quest’Italia di merda.

Prima parte

Daniele Luttazzi a “Rai per una notte”, 25 marzo 2010 - Prima parte

Seconda parte

Daniele Luttazzi a “Rai per una notte”, 25 marzo 2010 - Seconda parte
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Una montagna di balle

Un docutrashfilm

Dagli attivisti di Insu TV, un documentario sulla miracolosa sparizione dei rifiuti in Campania. Da vedere e condividere.

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DDL sicurezza: atti osceni in luogo pubblico

In relazione al Senato il DDL N.733

Primi effetti delle leggi razziali del 1938

Linsostenibile pesantezza del quotidiano politico mi impedisce, se non di continuare ad infliggermi il tedio di seguire quel che rimane dell’attività parlamentare, di “stare sulla cronaca”, quantomeno di darne personale resoconto su queste pagine. Non rientra tra i miei compiti – ammesso che ne abbia – né ritengo che la mia voce in capitolo possegga l’autorevolezza per distinguersi da quella di millant’altri cialtroni che popolano la Rete. I panni dell’indignato in servizio permanente effettivo non si addicono poi certo al mio indomito spirito di gaudente.

Vogliate pertanto scusarmi, se oggi non posso non fare un’eccezione alla regola che mi sono dato (e che tale rimarrà): è il puntiglio personale a costringermici.

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«¡No pasarán!»

Ecco lo “sciopero del giorno dopo”

Il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini

Prosegue la mobilitazione contro il decreto Gelmini. Alle proteste degli studenti fa infatti seguito uno sciopero generale del settore della scuola, con annessa manifestazione nazionale, indetto da flc/CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS/confsal e Federazione Gilda UNAMS.

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Exit poll: le solite quattro mummie!

Post qualunquista delle ore 14:59

Mummie

La carriera di un regista va suddivisa in tre stagioni: «giovane promessa, solito stronzo, venerato maestro», ebbe a sentenziare il sempre arzillo ed arguto Dino Risi, riprendendo a sua volta Arbasino. Lo schema si rivelò azzeccato anche una volta applicato alla politica italiana, almeno fino al momento in cui l’ultimo venerato maestro non ebbe a lasciare questa valle di lacrime: essendo l’ultima giovane promessa già da tempo felicemente approdata al traguardo dell’età pensionabile, fu facile dedurre chi fosse rimasto a prendersi tutta la scena.

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«I have a dream»

Ve lo do io il programma elettorale

Vota Antonio La Trippa

Inchiodato a casa da un feroce mal di schiena, ho deciso di approfittarne per dare una veloce rilettura ai programmi dei partiti e degli schieramenti in lizza per le ormai imminenti elezioni politiche del 13 aprile. Uscendone – se possibile – ulteriormente sconfortato.

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Torna in lizza la DC di Giuseppe Pizza

Tiriamo tutti un bel sospiro di sollievo

DC, UDC ed ancora DC

Finalmente una buona notizia. Il Consiglio di Stato ha infatti riammesso alle elezioni politiche del 13 aprile la DC di Giuseppe Pizza, precedentemente esclusa dall’agone elettorale per l’eccessiva – a detta dell’ufficio centrale elettorale della Cassazione – somiglianza tra il suo simbolo (lo scudo crociato) e quello dell’UDC di Pier Ferdinando Casini.

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«Vieni avanti, Savoia!»

260 milioni di risarcimento e restituzione dei beni avocati?

«È il risarcimento per 54 anni di esilio», sostengono l’attempato gagà Vittorio Emanuele ed il piazzista di cetrioli sott’aceto Emanuele Filiberto, cui spetterebbero rispettivamente 170 e 90 milioni di euro, oltre alla restituzione dei beni a suo tempo avocati al mai rimpianto Casato. L’improvvida sortita degli eredi di Casa Savoia si commenta da sé; giusto l’ennesima riprova della statura di questi personaggi, di cui nessuno sentiva la mancanza e che si è purtuttavia fermamente voluto far tornare, mettendo allo scopo perfino mano ad una Carta costituzionale che garantiva, tra i diritti di ogni cittadino, anche quello di non dover aver a patire due babbei di troppo.

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«Concorso morale» e sepolcri imbiancati

Come si devasta e saccheggia la sinistra

Milano, 11 marzo 2006

Non riciclo volentieri contenuti altrui, tagli, ritagli e frattaglie giusto per riempire in fretta questo spazio, senza almeno appiccicarvi addosso uno straccio d’opinione, di rielaborazione personale. Faccio un’eccezione per un articoletto apparso sul manfo di ieri, che riporto integralmente e cui non ho nulla da aggiungere, se non l’ennesima manifestazione del mio sopravvenuto disgusto per certa sinistra (diciamo tutta, anche la cosiddetta “radicale”). Una sinistra che, troppo presa dalle sue smanie legalitarie e securitarie (o forse dalle scalate bancarie), ha dapprima lasciato soli dei ragazzi a cercare di fare – sbagliando, s’intende – quello che ad essa in altre sedi ed altri modi competeva, per poi stracciarsi le vesti invocando per loro galera e pene esemplari, come un La Russa qualsiasi.

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Profondo giallo: una tragica buffonata

Due righe sulla consultazione sul protocollo sul Welfare

Vignetta di Altan

Il 10 ottobre 2007 rimarrà una data a suo modo storica. È infatti il giorno della definitiva trasformazione in Lumpenproletarier del lavoratore italiano, cinicamente usato e pubblicamente umiliato in una farsaccia da teatrino di quart’ordine.

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Pecore nere, pecore bianche, pecore stronze

Elezioni all’italiana in Svizzera

Sicher Affen

Un sano pudore dovrebbe suggerire ad ogni italiano, me compreso, di sciacquarsi la bocca prima anche solo di pensare a nominare la Svizzera. È tuttavia in una certa qual misura consolante constatare come nemmeno quel civilissimo (senz’ombra di ironia) Paese possa dirsi immune dagli stronzi.

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I requisiti per far parte dell’Unione Europea

Dei punti fermi su cui si può transigere

Strasburgo

Esiste un paese – che pretende di far parte dell’Unione Europea – in cui quindicimila persone sono attualmente a vario titolo indagate, sotto processo, sottoposte a provvedimenti restrittivi per ipotesi di reato connesse al dissenso sociale. Nel silenzio più assordante.

È un paese nel cui passato, tanto recente da confondersi col presente, è stato a più riprese sospeso l’habeas corpus, è stata in più occasioni usata violenza, quando non tortura (1), su persone in stato di fermo, arresto o detenzione.

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Tagliati gli ormeggi allo yacht: paura per Della Valle e Mastella

Il comandante dell’Altair s’è accorto del pericolo e ha messo in moto i motori.

La piscina a forma di cozza

Un nuovo vile attacco alle istituzioni. Cosa diremmo adesso se la fragile barchetta di 59 metri, lasciata in balia delle correnti, fosse andata a cozzare contro uno dei numerosi iceberg che assediano le Eolie?

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