Le carte dei cioccolatini
Chi ha orecchie per intendere intenda
Interrompo il mio prolungato silenzio con parole prese a prestito, con un post ad uso privato che nessuno capirà. Vogliate perdonarmi, ma oggi è una di quelle occasioni in cui ti è dolce e gradito passare gli anni in rassegna: vorresti allora saper modellare la materia del tuo pensare e ricordare, per trasformarla in qualcosa che trabocchi senso e che di nulla difetti, che possa poi guardare negli occhi te, chi ti è caro e chi non lo è, con un semplice «eccomi qui».
Sei pure lì per provarci, ma ecco che – inevitabilmente – ti confondi, e ti ritrovi come Guido Anselmi, incalzato dal petulante intellettuale:
Una crisi di ispiration? E se non fosse per niente passeggera signorino bello? Se fosse il crollo finale di un bugiardaccio senza più estro né talento?
Scoraggiato, ma non sai tacere? Prova a dire la confusione.

