«Un Piaget per l’amico Barack»
Quale futuro per i rapporti Italia–USA?
L’ormai certa elezione di Barack Obama al soglio della Casa Bianca, passata l’euforia dell’evento, getta una nuova luce, ponendo al contempo degli inquietanti interrogativi, sul futuro dei rapporti tra l’Italia e gli Stati Uniti d’America.
Ben sappiamo infatti come, poco avvezzo ed insofferente al paludato protocollo della diplomazia, il nostro premier abbia sviluppato una personalissima politica estera fatta di pacche sulle spalle, stornellate napoletane, lepidezze da caserma (meglio se a sfondo sessuale) e costosi orologi in omaggio. Una politica estera imperniata sul carisma personale del leader e sui suoi rapporti di più o meno stretta amicizia con i suoi omologhi esteri; assai gradita ai sostenitori del Cav., che vi riconoscono l’essenza stessa del Silvio modernizzatore, fonte d’imbarazzo per i soliti trinariciuti e per tutto il variegato fighettume liberal
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Al dunque: che succederà al primo incontro bilaterale tra Silvio e Barack? (1)





