Una montagna di balle
Un docutrashfilm
Dagli attivisti di Insu TV, un documentario sulla miracolosa sparizione dei rifiuti in Campania. Da vedere e condividere.
Dagli attivisti di Insu TV, un documentario sulla miracolosa sparizione dei rifiuti in Campania. Da vedere e condividere.
Quello di “antisocialista viscerale” è l’infamante epiteto che i socialisti italiani da sempre riservano a chi abbia la scostumatezza di far anche solo sommessamente notare come molti di loro rubassero a man bassa. Colle recenti vicende giudiziarie di Ottaviano Del Turco, l’annosa questione è prepotentemente tornata d’attualità: “terzisti”, “dialoganti” e riformisti (si vocifera esistano davvero) lamentano un diffuso pregiudizio verso i socialisti, “toghe rosse” e stalinisti rimarcano invece come tra gli orfani del Garofano abbondassero ed abbondino corrotti, grassatori e ladri di bestiame. Chi ha ragione?
Continua a leggere «“Basta con l’antisocialismo viscerale!”»…
Oggi, martedì 22 aprile 2008, ricorre l’Earth Day 2008, commendevole iniziativa di sensibilizzazione e mobilitazione sui temi della tutela dell’ambiente, al cui sito ufficiale rimando per ogni ulteriore delucidazione.
A tal proposito, ho avuto ieri modo di leggere l’accorato appello del cantante Jovanotti, al secolo Lorenzo Cherubini, che invitava – in buona sostanza – a ridimensionare i consumi ed a modificare i nostri piccoli gesti quotidiani.
Continua a leggere «Occhio malocchio prezzemolo e finocchio»…
Inchiodato a casa da un feroce mal di schiena, ho deciso di approfittarne per dare una veloce rilettura ai programmi dei partiti e degli schieramenti in lizza per le ormai imminenti elezioni politiche del 13 aprile. Uscendone – se possibile – ulteriormente sconfortato.
Dopo essermi doverosamente fatto beffe del neonato (e forse già giubilato) «Popolo della Libertà» – pur non essendo tenuto a qualsiasi forma di par condicio – voglio sforzarmi di fare esercizio di onestà intellettuale, buttando uno sguardo anche su ambienti meno lontani dalla mia sensibilità.
Non riciclo volentieri contenuti altrui, tagli, ritagli e frattaglie giusto per riempire in fretta questo spazio, senza almeno appiccicarvi addosso uno straccio d’opinione, di rielaborazione personale. Faccio un’eccezione per un articoletto apparso sul manfo di ieri, che riporto integralmente e cui non ho nulla da aggiungere, se non l’ennesima manifestazione del mio sopravvenuto disgusto per certa sinistra (diciamo tutta, anche la cosiddetta “radicale”). Una sinistra che, troppo presa dalle sue smanie legalitarie e securitarie (o forse dalle scalate bancarie), ha dapprima lasciato soli dei ragazzi a cercare di fare – sbagliando, s’intende – quello che ad essa in altre sedi ed altri modi competeva, per poi stracciarsi le vesti invocando per loro galera e pene esemplari, come un La Russa qualsiasi.
Continua a leggere «“Concorso morale” e sepolcri imbiancati»…
Post dedicato a chi ancora considera come Panacea le ricette economiche liberiste di Margaret Thatcher e Ronald Reagan (specie assai ben rappresentata nel costituendo Partito Democratico) ed anche a tutti i “lavoristi” che stiano un po’ a sinistra del padrone nano delle ferriere. Lo dedico a chi vuol defiscalizzare gli straordinari, a chi sposta di scalino in scalone l’età pensionabile, a chi «è aberrante andare in pensione a 57 anni».
Residuati accomunati dal mito del lavoro, della produzione, della crescita del P.I.L., del mercato – quand’anche da calmierare e regolare – comunque visto come fattore intrinsecamente positivo, unico metro e motore del progresso. Prigionieri di categorie e schemi vecchi come il cucco, da tempo inadeguati ad analizzare il presente, figuriamoci a porre le basi per un qualsivoglia futuro. Spacciatori di idee muffe e suicide, già nel diciannovesimo secolo superate da un certo Paul Lafargue.
Continua a leggere «Il diritto all’ozio. Per un manifesto del non lavoro»…
Il miserabile, già frusto dibattito post-ferragostano sulla sicurezza chenonèdidestranédisinistra ha rapidamente toccato abissi di una bassezza ed uno squallore che avviliscono e su cui non vorrei insistere. Un coro bipartisan lancia l’allarme: orde di lavavetri assetati di sangue, squadroni di Rom rapitori di bambini, gangs di finti writers (in realtà picciotti di Totò Riina che taggano in codice i suoi pizzini dal carcere) minacciano l’esistenza stessa dell’uomo dabbene, che invoca più sicurezza per sé e per la sua famiglia. Serve l’uomo forte, nevvero? Ed ecco che - inesorabile - spunta in qualche maniera il nome di Sergio Cofferati, cui fare l’uomo forte piacerebbe tanto, ma proprio tanto.