A proposito di… PdL

Promemoria

Datemi una m, datemi una a, datemi una f…

Come esimersi, di questi tempi, dal proporre diagnosi e terapie per la cronica malattia che, frenando lo sviluppo dell’Italia, rischia di precipitarla in una grave recessione? Il debito pubblico ha mille cause strutturali che ognuno, a seconda della propria sensibilità e dei propri riferimenti ideologici, ritiene di volta in volta di poter individuare ora nel sistema previdenziale, ora nel pubblico impiego, nella massiccia evasione fiscale (indubitabilmente) o nel filetto di manzo Kobe servito a 2 euro al ristorante del Senato.

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5 ricette per uscire dalla crisi

Notarella sulla crisi phinanziaria

Certo di stupirvi, devo confessarvi di aver dovuto, complice la crisi, rivedere al ribasso alcuni dei miei antichi capisaldi ideologici. Più di un indizio mi spinge infatti a dubitare dell’imminenza di abolizione della proprietà privata, comunanza dei mezzi di produzione e dissoluzione dello Stato, suggerendomi prospettive ed orizzonti più strettamente legati all’immediata contingenza. Forte della mia preparazione in campo finanziario, è all’attuale volatile congiuntura economica che vado brevemente a dedicarmi, per l’urgenza di mettervi a parte delle conclusioni del mio elucubrare: stanno lavorando per noi, e questo è il migliore dei mondi possibili.

Diagnosi

I mercati, prevedendo una nuova recessione, tendono a punire i titoli dei Paesi ad elevato debito sovrano e basso tasso di crescita.

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Sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra

Scriviglielo su Facebook, avessi mai dubbî

Con l’approssimarsi dei ballottaggî, volge finalmente al termine quest’estenuante tornata elettorale amministrativa. Della quale è forse prematuro – perlomeno per scaramanzia – voler già trarre dei dati certi, fatta eccezione per il dimezzamento delle preferenze personali ottenute dal Cav. in quel di Milano e per il contestuale buon risultato al primo turno di Pisapia. Che non fa che confermare come – a livello locale – il centrosinistra se la possa sempre giocare, in barba allo strapotere mediatico e finanziario dell’avversario, ove abbia cura di adottare ancorché minimi accorgimenti. Tra i quali la pur doverosa scelta di un candidato presentabile non riveste certo minor importanza del riuscire a contenere – con le buone od a bastonate, si rendessero queste necessarie – l’interventismo autodistruttivo degli stucchevoli deuteragonisti Veltroni-D’Alema.
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Primo firmatario: Holzmann Giorgio

La libertà che hanno in mente

Sandro Bondi e Giorgio Holzmann

Era un po’ che volevo tornare ad occuparmi di questo blog. È prima del previsto che mi accingo a farlo, vuoi per esprimere pubblica solidarietà ad un amico, vuoi per contribuire a dare il dovuto risalto ad un’iniziativa del deputato bolzanino Giorgio Holzmann (PdL). Del quale, peraltro, mai avrei pensato dovermi occupare. Né tantomeno voluto.

È di un’interrogazione parlamentare a risposta scritta al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che si parla, presentata dall’onorevole Holzmann il 27 aprile 2011, per chiedere «se e quali iniziative di competenza il Ministro intenda adottare […] per un comportamento ad avviso dell’interrogante così scorretto e diseducativo» nei confronti di un insegnante di Trento, il combattivo Gianluca Trotta, reo di aver espresso sul suo blog personale (qui un resoconto) opinioni fortemente negative sull’operato del ministro Mariastella Gelmini, dell’attuale compagine di governo e di taluni esponenti del centrodestra bolzanino.

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«Contrordine, compagno!»

Sandro Bondi e la “democrazia dal basso”

Sandro Bondi comunista
Novembre 1990: Sandro Bondi, con tanto di foulard rosso al collo,
in occasione di una manifestazione del P.C.I. a Roma

Alla luce del fresco successo delle liste del Movimento Cinque Stelle, delle candidature decise dalle primarie piuttosto che nel tinello di casa D’Alema, della Lega Nord proverbialmente radicata nel territorio – qualunque cosa ciò significhi – prepotenti sono le novità che si affacciano alla ribalta della politica italiana. Inequivocabile ed inusitata, infatti, la risolutezza con cui l’elettorato resistente alle sirene dell’astensionismo ha voluto punire l’autoreferenzialità di certa politica, troppo lontana dai cittadini, dai loro bisogni e financo dai luoghi in cui essi si scambiano e si formano opinioni, come la Rete ed i suoi social network.

Ecco così farsi strada, tra i partiti intenzionati a sopravvivere – del PD non è dato sapere – la consapevolezza dell’urgenza di più o meno robuste iniezioni di democrazia dal basso, formula mediatica con cui ritengo si voglia indicare una certa permeabilità dei movimenti politici alle istanze degli estranei alla Casta.
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«Libiamo ne’ lieti calici…»

Riapre la rubrica di poesie di Sandro Bondi

Termina il lutto di questo blog, dovuto alla chiusura di Versi diversi, la rubrica di poesie che il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi teneva sul settimanale Vanity Fair. Come tutti noi segretamente speravamo, la vena poetica del Ministro si è rivelata infatti troppo possente per soggiacere ai pur gravosi impegni politico-istituzionali che tanta carica comporta, ed è con malcelata gioia che possiamo – era ora – salutare il ritorno del Bardo di Fivizzano.

In grande stile, per sovrammercato.

Riporto il suo più recente componimento, perché abbiate voi stessi modo di constatare come il Nostro non abbia perso un solo grammo della sua proverbiale verve. È più forte di lui: la poesia – proprio così – gli scappa.

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Trasmissione a reti unificate. Reloaded

Feltri sa cosa ho fatto l’estate scorsa…

Monoscopio RAI

Flusso di pensieri (addormentati) sullo speciale di Porta a Porta

Bando alla modestia. Visto che non me lo dice nessuno, è tempo che lo rimarchi io: sono – e di gran lunga – il miglior blogger che il mio condominio abbia conosciuto. Almeno fino all’arrivo di Leopold Ezechiel III, l’alano del vicino, cui invidio il nitore della prosa (1). L’invero scarsa diffusione della banda larga ai tempi dell’Impero Austriaco rende poi non del tutto peregrino far risalire l’inizio della mia supremazia a ben oltre la fatidica soglia dei 150 anni, quella che contrassegna il destino dei veri Grandi.

Applausi registràti.

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«Passerotto, non andare via!»

Chiude Versi diversi, la “nostra” rubrica di poesie di Sandro Bondi su Vanity Fair

Il ferale annuncio

Questo blog è in lutto. Chiude infatti Versi diversi, la rubrica di poesie che il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi teneva sul settimanale Vanity Fair. La primaria fonte di ispirazione (nonché di visite) de il Gambero Rotto è – come del resto temevo – improvvisamente venuta a mancare, lasciando nel mio cuore, prima ancora che nel mondo della cultura italiana, un vuoto che molto difficilmente potrà essere colmato.

Riporto la lettera del Ministro recante la ferale notizia.

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DDL sicurezza: atti osceni in luogo pubblico

In relazione al Senato il DDL N.733

Linsostenibile pesantezza del quotidiano politico mi impedisce, se non di continuare ad infliggermi il tedio di seguire quel che rimane dell’attività parlamentare, di “stare sulla cronaca”, quantomeno di darne personale resoconto su queste pagine. Non rientra tra i miei compiti – ammesso che ne abbia – né ritengo che la mia voce in capitolo possegga l’autorevolezza per distinguersi da quella di millant’altri cialtroni che popolano la Rete. I panni dell’indignato in servizio permanente effettivo non si addicono poi certo al mio indomito spirito di gaudente.

Vogliate pertanto scusarmi, se oggi non posso non fare un’eccezione alla regola che mi sono dato (e che tale rimarrà): è il puntiglio personale a costringermici.

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«Un Piaget per l’amico Barack»

Quale futuro per i rapporti Italia–USA?

“Libero” sulle elezioni americane

Lormai certa elezione di Barack Obama al soglio della Casa Bianca, passata l’euforia dell’evento, getta una nuova luce, ponendo al contempo degli inquietanti interrogativi, sul futuro dei rapporti tra l’Italia e gli Stati Uniti d’America.

Ben sappiamo infatti come, poco avvezzo ed insofferente al paludato protocollo della diplomazia, il nostro premier abbia sviluppato una personalissima politica estera fatta di pacche sulle spalle, stornellate napoletane, lepidezze da caserma (meglio se a sfondo sessuale) e costosi orologi in omaggio. Una politica estera imperniata sul carisma personale del leader e sui suoi rapporti di più o meno stretta amicizia con i suoi omologhi esteri; assai gradita ai sostenitori del Cav., che vi riconoscono l’essenza stessa del Silvio modernizzatore, fonte d’imbarazzo per i soliti trinariciuti e per tutto il variegato fighettume liberal.

Al dunque: che succederà al primo incontro bilaterale tra Silvio e Barack? (1)

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Il generatore di poesie di Sandro Bondi

Automated “Bond River Anthology”

Giardino delle delizie

Si conclude la mia trilogia dedicata al mite Sandro Bondi, ministro dei Beni Culturali con la passione per la poesia. Vi ho presentato un’antologia delle sue liriche più riuscite, mi sono preoccupato per una certa stasi creativa nella poetica del Nostro: pur consapevole della modestia dei miei mezzi, grande è la mia lietezza di aver potuto dare un contributo alla maggior conoscenza di una voce di tanto possente ispirazione.

Perché tornare sul tema? A spingermi è il timore che il nuovo ruolo di ministro – certo più impegnativo di quello di coordinatore di Forza Italia – possa togliere a Bondi troppo del tempo che ha finora così proficuamente potuto dedicare alla poesia. Come faremmo senza la nostra pillola settimanale di poetica bondiana? L’attesa del prossimo numero di Vanity Fair è di per sé abbastanza estenuante; l’idea che possa protrarsi per periodi più lunghi è francamente inaccettabile.

Ho pertanto pensato bene di rendere un servizio di pubblica utilità a tutti gli ammiratori del Bardo di Fivizzano, imponendo al potente Dipartimento Informatico de il Gambero Rotto di programmare un generatore automatico di poesie nello stile di Sandro Bondi. Una grande sfida, uno sforzo immane (ha infatti richiesto quasi un’ora di lavoro), il cui risultato vado ora a presentarvi.

Sandro Bondi: un poeta ai Beni Culturali

Quando l’immaginazione torna al potere

Fiore decorativo

Sandro “James” Bondi da Fivizzano è di nuovo sulla cresta dell’onda. Trionfalmente assiso sul suo scranno (di maggioranza) al Senato, ministro in pectore dei Beni Culturali ed Ambientali, oggetto di voci dal sen di Palazzo fuggite che lo vorrebbero protagonista di liaisons dangereuses tra Palazzo Madama e Montecitorio, tra Liguria e Piemonte.

Tra tante faccende affaccendato, il Bondi non ha però abbandonato la sua attività di raffinato poeta. Ce ne compiacciamo. Riprendiamo da Versi diversi, la rubrica cult di Vanity Fair, la lirica dedicata da Bondi al recente trionfo elettorale di “unmetroesettantuno”.

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«I have a dream»

Ve lo do io il programma elettorale

Vota Antonio La Trippa

Inchiodato a casa da un feroce mal di schiena, ho deciso di approfittarne per dare una veloce rilettura ai programmi dei partiti e degli schieramenti in lizza per le ormai imminenti elezioni politiche del 13 aprile. Uscendone – se possibile – ulteriormente sconfortato.

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Torna in lizza la DC di Giuseppe Pizza

Tiriamo tutti un bel sospiro di sollievo

DC, UDC ed ancora DC

Finalmente una buona notizia. Il Consiglio di Stato ha infatti riammesso alle elezioni politiche del 13 aprile la DC di Giuseppe Pizza, precedentemente esclusa dall’agone elettorale per l’eccessiva – a detta dell’ufficio centrale elettorale della Cassazione – somiglianza tra il suo simbolo (lo scudo crociato) e quello dell’UDC di Pier Ferdinando Casini.

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