A proposito di… poesia

Umberto Bossi poeta

Premonizioni in versi

Nota è la mia passione per le velleità poetiche di un politico italiano, sul quale ho spesso infierito, ma sempre – credo – con rispetto umano ed un minimo sindacale di buon gusto. È con altrettanto rispetto che intendo riproporvi una lirica vergata da un altro politico della compagine governativa uscente, che ancor più di Bondi vive frangenti difficili ed amari: Umberto Bossi.

Nei primi ’90, anni di una Lega Nord ancora esclusivamente “di lotta”, un Senatùr ancor integro nel proprio vigore usava infatti cimentarsi nella poesia dialettale, con esiti invero non privi di un certo interesse – su tutti gli immaginifici versi «Canto il muggire della carne in scatola» ed «E bestemmiare le rose».

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«Libiamo ne’ lieti calici…»

Riapre la rubrica di poesie di Sandro Bondi

Termina il lutto di questo blog, dovuto alla chiusura di Versi diversi, la rubrica di poesie che il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi teneva sul settimanale Vanity Fair. Come tutti noi segretamente speravamo, la vena poetica del Ministro si è rivelata infatti troppo possente per soggiacere ai pur gravosi impegni politico-istituzionali che tanta carica comporta, ed è con malcelata gioia che possiamo – era ora – salutare il ritorno del Bardo di Fivizzano.

In grande stile, per sovrammercato.

Riporto il suo più recente componimento, perché abbiate voi stessi modo di constatare come il Nostro non abbia perso un solo grammo della sua proverbiale verve. È più forte di lui: la poesia – proprio così – gli scappa.

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«Passerotto, non andare via!»

Chiude Versi diversi, la “nostra” rubrica di poesie di Sandro Bondi su Vanity Fair

Il ferale annuncio

Questo blog è in lutto. Chiude infatti Versi diversi, la rubrica di poesie che il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi teneva sul settimanale Vanity Fair. La primaria fonte di ispirazione (nonché di visite) de il Gambero Rotto è – come del resto temevo – improvvisamente venuta a mancare, lasciando nel mio cuore, prima ancora che nel mondo della cultura italiana, un vuoto che molto difficilmente potrà essere colmato.

Riporto la lettera del Ministro recante la ferale notizia.

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Il Gambero Rotto su Vanity Fair

Certificazione per il Bondolizer 1.0 beta

Vanity Fair sul Bondolizer, n. 42 del 22.10.2008
«Di Bondi non ce n’è uno solo». Prima le donne ed i bambini!

Prosegue la sovraesposizione mediatica di questo piccolo blog: dopo la radio, è la carta stampata ad occuparsi del mio infernale marchingegno, il perverso generatore di poesie di Sandro Bondi chiamato Bondolizer.

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Il Gambero Rotto su Radio Popolare

Something weird’s on the air. Stay tuned, folks!

radio

Sapevo che questo momento sarebbe arrivato. Il mio impegno a favore della cultura italiana ha finalmente trovato il suo riconoscimento: sono stato infatti invitato a partecipare a Jalla! Jalla!, trasmissione pomeridiana di Radio Popolare Network, in veste di autore del famigerato Bondolizer, il generatore automatico di poesie di Sandro Bondi.

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«Del Settentrion tornato tra le brume»

Canzone su li die trascorsi in Sicilia

Cantigas de Santa Maria

Volontade mi mosse di dire parole su li die trascorsi in Sicilia, tanto piacquero a me et a quella gentilissima che accompagnovvimi. Ritornato a la mia cittade, pensando alquanti die, cominciai una canzone, ordinata nel modo che si vedrà di sotto ne la sua divisione.

Latrocinio privommi, tra l’altre cose, de la scatola c’ha dentro li pintori et le lor opre tutte, con ciò che mancan le usate miniature ad illustrar quel che io vidi, et io profondamente escùsomene, li ladri alquanto maladicendo.

La canzone comincia: “Del Settentrion tornato”.

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Il generatore di poesie di Sandro Bondi

Automated “Bond River Anthology”

Giardino delle delizie

Si conclude la mia trilogia dedicata al mite Sandro Bondi, ministro dei Beni Culturali con la passione per la poesia. Vi ho presentato un’antologia delle sue liriche più riuscite, mi sono preoccupato per una certa stasi creativa nella poetica del Nostro: pur consapevole della modestia dei miei mezzi, grande è la mia lietezza di aver potuto dare un contributo alla maggior conoscenza di una voce di tanto possente ispirazione.

Perché tornare sul tema? A spingermi è il timore che il nuovo ruolo di ministro – certo più impegnativo di quello di coordinatore di Forza Italia – possa togliere a Bondi troppo del tempo che ha finora così proficuamente potuto dedicare alla poesia. Come faremmo senza la nostra pillola settimanale di poetica bondiana? L’attesa del prossimo numero di Vanity Fair è di per sé abbastanza estenuante; l’idea che possa protrarsi per periodi più lunghi è francamente inaccettabile.

Ho pertanto pensato bene di rendere un servizio di pubblica utilità a tutti gli ammiratori del Bardo di Fivizzano, imponendo al potente Dipartimento Informatico de il Gambero Rotto di programmare un generatore automatico di poesie nello stile di Sandro Bondi. Una grande sfida, uno sforzo immane (ha infatti richiesto quasi un’ora di lavoro), il cui risultato vado ora a presentarvi.

Sandro Bondi: un poeta ai Beni Culturali

Quando l’immaginazione torna al potere

Fiore decorativo

Sandro “James” Bondi da Fivizzano è di nuovo sulla cresta dell’onda. Trionfalmente assiso sul suo scranno (di maggioranza) al Senato, ministro in pectore dei Beni Culturali ed Ambientali, oggetto di voci dal sen di Palazzo fuggite che lo vorrebbero protagonista di liaisons dangereuses tra Palazzo Madama e Montecitorio, tra Liguria e Piemonte.

Tra tante faccende affaccendato, il Bondi non ha però abbandonato la sua attività di raffinato poeta. Ce ne compiacciamo. Riprendiamo da Versi diversi, la rubrica cult di Vanity Fair, la lirica dedicata da Bondi al recente trionfo elettorale di “unmetroesettantuno”.

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Occhio malocchio prezzemolo e finocchio

Jovanotti e l’eterogenesi dei fini

Pullman del Partito Democratico

Oggi, martedì 22 aprile 2008, ricorre l’Earth Day 2008, commendevole iniziativa di sensibilizzazione e mobilitazione sui temi della tutela dell’ambiente, al cui sito ufficiale rimando per ogni ulteriore delucidazione.

A tal proposito, ho avuto ieri modo di leggere l’accorato appello del cantante Jovanotti, al secolo Lorenzo Cherubini, che invitava – in buona sostanza – a ridimensionare i consumi ed a modificare i nostri piccoli gesti quotidiani.

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Sandro Bondi poeta. Un’antologia.

Quando l’immaginazione è all’opposizione

Angelo berlinese

Fa specie constatare come, nella sua implacabile e rigorosa opera di disvelamento dei crimini commessi dai comunisti italiani nel più o meno immediato dopoguerra, Giampaolo Pansa abbia finora colpevolmente voluto ignorarne uno dei più cruenti ed efferati: le poesie di Sandro Bondi.

Già militante del P.C.I., per il quale fu anche sindaco di Fivizzano (MS), il Bondi è da tempo approdato ad altri lidi. Non è qui che si discuterà della sua abiura del marxismo: il fatto che alle feste de L’Unità venisse immancabilmente scambiato per una triglia e servito alla livornese non sembra però del tutto estraneo alla radicale svolta politica del Nostro.

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