A proposito di… antisocialismo viscerale

Minzolini, Craxi e gli Euromissili

Una alla volta, le balle si smontano

Tornano e, stancamente, proseguono i dibattiti (eccone uno) su Bettino Craxi, figura di cui – ammette l’ultimo, discusso, editoriale di Augusto Minzolini – «si discute molto». Vi sarebbe infatti, prosegue, «chi lo considera un grand’uomo e chi un mezzo delinquente». Divisione invero manichea e discutibile, che non sembra voler tenere in conto alcuno quell’altrettanto diffusa corrente di pensiero che vorrebbe Craxi sì delinquente, ma per intero.

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«Mi ritorni in mente…»

Hotel Raphaël, Roma, 30 aprile 1993

«Che pensieri soavi, Che speranze, che cori, o Silvia mia!».

«Vuoi pure queste? Bettino vuoi pure queste?» - Lo storico lancio di monetine su Craxi davanti all’Hotel Raphaël

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«Basta con l’antisocialismo viscerale!»

Io ci sto. Ma poi la smettono di rubare?

Cuore: Scatta l’ora legale - Panico tra i socialisti

Quello di “antisocialista viscerale” è l’infamante epiteto che i socialisti italiani da sempre riservano a chi abbia la scostumatezza di far anche solo sommessamente notare come molti di loro rubassero a man bassa. Colle recenti vicende giudiziarie di Ottaviano Del Turco, l’annosa questione è prepotentemente tornata d’attualità: “terzisti”, “dialoganti” e riformisti (si vocifera esistano davvero) lamentano un diffuso pregiudizio verso i socialisti, “toghe rosse” e stalinisti rimarcano invece come tra gli orfani del Garofano abbondassero ed abbondino corrotti, grassatori e ladri di bestiame. Chi ha ragione?

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