Tornano e, stancamente, proseguono i dibattiti (eccone uno) su Bettino Craxi, figura di cui – ammette l’ultimo, discusso, editoriale di Augusto Minzolini – «si discute molto». Vi sarebbe infatti, prosegue, «chi lo considera un grand’uomo e chi un mezzo delinquente». Divisione invero manichea e discutibile, che non sembra voler tenere in conto alcuno quell’altrettanto diffusa corrente di pensiero che vorrebbe Craxi sì delinquente, ma per intero.
«Basta con l’antisocialismo viscerale!»
Io ci sto. Ma poi la smettono di rubare?
Quello di “antisocialista viscerale” è l’infamante epiteto che i socialisti italiani da sempre riservano a chi abbia la scostumatezza di far anche solo sommessamente notare come molti di loro rubassero a man bassa. Colle recenti vicende giudiziarie di Ottaviano Del Turco, l’annosa questione è prepotentemente tornata d’attualità: “terzisti”, “dialoganti” e riformisti (si vocifera esistano davvero) lamentano un diffuso pregiudizio verso i socialisti, “toghe rosse” e stalinisti rimarcano invece come tra gli orfani del Garofano abbondassero e abbondino corrotti, grassatori e ladri di bestiame. Chi ha ragione?
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