Tornano e, stancamente, proseguono i dibattiti (eccone uno) su Bettino Craxi, figura di cui – ammette l’ultimo, discusso, editoriale di Augusto Minzolini – «si discute molto». Vi sarebbe infatti, prosegue, «chi lo considera un grand’uomo e chi un mezzo delinquente». Divisione invero manichea e discutibile, che non sembra voler tenere in conto alcuno quell’altrettanto diffusa corrente di pensiero che vorrebbe Craxi sì delinquente, ma per intero.
«Basta con l’antisocialismo viscerale!»
Io ci sto. Ma poi la smettono di rubare?
Quello di “antisocialista viscerale” è l’infamante epiteto che i socialisti italiani da sempre riservano a chi abbia la scostumatezza di far anche solo sommessamente notare come molti di loro rubassero a man bassa. Colle recenti vicende giudiziarie di Ottaviano Del Turco, l’annosa questione è prepotentemente tornata d’attualità: “terzisti”, “dialoganti” e riformisti (si vocifera esistano davvero) lamentano un diffuso pregiudizio verso i socialisti, “toghe rosse” e stalinisti rimarcano invece come tra gli orfani del Garofano abbondassero e abbondino corrotti, grassatori e ladri di bestiame. Chi ha ragione?
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Coming out per il Gambero Rotto
Ovvero: cosa non si fa per trombare
Scopro colpevolmente solo ora come l’anglicismo outing non stia affatto a significare la libera rivelazione della propria omosessualità o – per esteso – di qualcosa che ossequio alle convenzioni sociali e personale convenienza preferirebbero rimanesse nascosto. Indica piuttosto – cito Wikipedia – la pratica di rendere deliberatamente pubblica e senza consenso l'identità sessuale o l'orientamento di altri
, usata come vero e proprio strumento di lotta politica dal movimento omosessuale statunitense, per sputtanare politici e intellettuali conservatori particolarmente attivi e fanatici nella deprecazione e addirittura nella persecuzione pubblica dell’omosessualità
, spesso per nascondere la propria.
Colmata questa lacuna, mi sovviene che un programma politico–elettorale ce l’ho anch’io; è così che mi ritrovo a temere che questa pratica possa proditoriamente essere usata anche contro di me, che pur conservatore non sono e che d’essere omosessuale onorarmi non posso.
Ora di contrattaccare, per meglio difendermi: eccomi pertanto a fare coming out (o self-outing) e a rivelare tutto l’inconfessabile, a svuotare di ossa gli armadi, spuntando così le armi a chi – rivelando i più scabrosi retroscena della mia vita sessuale – pensasse di screditarmi per impedirmi la presa del Palazzo d’Inverno.