«Ho visto cose che voi umani…»

Il Gambero Rotto ha preso la patente

Come i più intimi di voi forse già sanno, ho faticosamente – gravato ormai come sono dalla bellezza di trentasette primavere – ovviato a un’annosa, umiliante menomazione motoria: non aver mai preso la patente – vuoi per malinteso snobismo, vuoi per atavica pigrizia, abilmente camuffata da sensibilità ecologica in virtù dei più spudorati espedienti retorici.

Benché si vociferi che persino Renzo Bossi l’abbia superato senza poi troppi patemi, per me la preparazione all’esame pratico si è tradotta in una fantozziana, interminabile trafila di lezioni di guida e contestuali sedute dallo psicanalista, spunto e pretesto per quest’umile post celebrativo.

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Il Gambero Rotto su Radio Popolare

Something weird’s on the air. Stay tuned, folks!

Sapevo che questo momento sarebbe arrivato. Il mio impegno a favore della cultura italiana ha finalmente trovato il suo riconoscimento: sono stato infatti invitato a partecipare a Jalla! Jalla!, trasmissione pomeridiana di Radio Popolare Network, in veste di autore del famigerato Bondolizer, il generatore automatico di poesie di Sandro Bondi.

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«Del Settentrion tornato tra le brume»

Canzone su li die trascorsi in Sicilia

Volontade mi mosse di dire parole su li die trascorsi in Sicilia, tanto piacquero a me et a quella gentilissima che accompagnovvimi. Ritornato a la mia cittade, pensando alquanti die, cominciai una canzone, ordinata nel modo che si vedrà di sotto ne la sua divisione.

Latrocinio privommi, tra l’altre cose, de la scatola c’ha dentro li pintori et le lor opre tutte, con ciò che mancan le usate miniature ad illustrar quel che io vidi, et io profondamente escùsomene, li ladri alquanto maladicendo.

La canzone comincia: “Del Settentrion tornato”.

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Le carte dei cioccolatini

Chi ha orecchie per intendere intenda

Interrompo il mio prolungato silenzio con parole prese a prestito, con un post a uso privato che nessuno capirà. Vogliate perdonarmi, ma oggi è una di quelle occasioni in cui ti è dolce e gradito passare gli anni in rassegna: vorresti allora saper modellare la materia del tuo pensare e ricordare, per trasformarla in qualcosa che trabocchi senso e che di nulla difetti, che possa poi guardare negli occhi te, chi ti è caro e chi non lo è, con un semplice «eccomi qui».

Sei pure lì per provarci, ma ecco che – inevitabilmente – ti confondi, e ti ritrovi come Guido Anselmi, incalzato dal petulante intellettuale:

Una crisi di ispiration? E se non fosse per niente passeggera signorino bello? Se fosse il crollo finale di un bugiardaccio senza più estro né talento?

Scoraggiato, ma non sai tacere? Prova a dire la confusione.

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